Voi lo guardate e la vostra auto vi dirà cos’è (e a che ora apre)

Emanuele Cisotti

Durante IFA 2018 Nuance, l’azienda famosa sopratutto per i suoi software di riconoscimento vocale (ma non solo) ha dimostrato alla stampa specializzata un’integrazione di tecnologie proprietarie e di aziende partner. Andiamo con ordine e andiamo anche al solo: di che stiamo parlando?

La tecnologia che Nuance mette in strada si chiama Just Talk (e funziona su Dragon Drive), ovvero “parlare e basta”. L’idea è quindi di non dover più interagire con la propria auto premendo un tasto o utilizzando una hot word (come per esempio “ok Mercedes”). Il sistema grazie ad un sofisticato sistema di microfono e molta tecnologia software riesce infatti a identificare chi sono i passeggeri a bordi e posizionarli “nello spazio” all’interno dell’auto. Le tecnologie in ballo sono il machine learning, la comprensione del linguaggio naturale e ragionamento contestuale. Si tratta di nomi altisonanti (ma neanche troppo) che spiegano come il sistema creato da Nuance riesce a comprendere quello che sta succedendo in auto e come sta avvenendo la conversazione.

Si tratterà quindi di semplicemente parlare al sistema (senza prima doverlo “chiamare per nome”) e semplicemente rivolgendosi a lui, con frasi che lui può comprendere (come per esempio quelle riguardanti informazioni, traffico o meteo) e attendere la risposta, tra le altre cose praticamente fulminea. È molto interessante anche il riconoscimento della frase nel contesto: se una frase che potrebbe interessarlo fosse pronunciata in un contesto diverso dal rivolgersi verso di lui questa non verrà utilizzata per attivare la conversazione. Per capirsi: è come risolvere il problema di non poter più spiegare ad un amico come funziona “ok google” senza però attivare il vostro Google Home.

Il sistema può poi, in base a come viene impostato, rispondere solo alla voce del proprio padrone (o più di uno). È interessante vedere come durante una semplice chiaccherata in auto il sistema Just Talk si colora di arancione quando riconosce la voce del padrone, in attesa che si rivolga a lui.

La demo tenuta ad IFA 2018 abbiamo poi potuto vedere in azione il tutto assieme alla tecnologia di SmartEye, che ha integrato nell’auto una telecamera ad infrarossi nel cruscotto (o almeno davanti, nel prototipo che abbiamo visto) e con Apostera che si occupa invece di realtà aumentata e che grazie ad una telecamera mostra su di un monitor la strada davanti arricchita da informazioni importanti. Quali sono queste informazioni e come è possibile richiamarle? Semplicemente guardandole.

Vedendo un edificio interessante al lato vi basterà buttare un’occhiata e chiedere “cos’è quell’edificio?”. Il sistema mostrerà in realtà aumentata l’edificio che stavamo guardando con informazioni generiche. Ma potreste anche chiedere “a che ora apre?”, “quanto costa il parcheggio?”, “è un ristorante?” e ricevere una risposta allo stesso modo.

Nel van Mercedes su cui siamo stati ospitati il sistema hardware delle aziende partner era installato separatamente, ma possono essere utilizzati sensori già presenti, come microfoni, telecamere frontali e telecamere sul guidatore (come quelle per controllare che chi guida non si addormenti). Nuance ha già integrato parte della sua tecnologia nei sistemi di navigazione delle aziende e non è quindi impossibile che quello che abbiamo visto oggi funzionare senza incertezze oggi possa comparire su qualche auto commerciale nel prossimo futuro.

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