Maker Faire 2018 a Roma: la nostra Top 10 dei migliori progetti (foto)

Vezio Ceniccola Un breve racconto di alcune delle idee più originali viste all'interno della fiera romana

Come accade già da molti anni, lo scorso week-end ha avuto luogo l’edizione 2018 della Maker Faire, ospitata ancora una volta dai padiglioni della Fiera di Roma. L’evento, promosso dalla Camera di Commercio di Roma e organizzato da Azienda speciale Innova Camera, ha tenuto a raccolta una quantità molto ampia di espositori, che hanno presentato al mondo le proprie idee e le proprie creazioni relative al mondo della tecnologia, della ricerca scientifica, della creatività e dell’innovazione.

I numeri di questa tre giorni di Maker Faire 2018 sono, come sempre, molto alti: oltre 100.000 le presenze tra i 7 padiglioni della fiera; più di 700 progetti esposti, provenienti da 61 Paesi del mondo; tutte le regioni italiane rappresentante, con 25 tra università e centri di ricerca e 55 scuole superiori presenti; oltre 700 tra giornalisti, blogger e testate accreditate.

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Tra questi ultimi c’eravamo anche noi e vogliamo raccontarvi qui di seguito alcuni dei progetti più interessanti scovati tra i vari espositori presenti. Destreggiarsi tra l’innumerevole quantità di stampanti 3D, droni, robottini e altri dispositivi ormai ben noti al grande pubblico non è stato semplice, dunque abbiamo scelto di includere nella nostra lista solo prodotti davvero innovativi e, molto probabilmente, meno conosciuti.

Senza perderci in altre chiacchiere, vi presentiamo la nostra personale top 10 (in ordine sparso) dei progetti più curiosi, originali o divertenti che abbiamo visto alla Maker Faire 2018. E non vi sorprendete se alcuni non hanno molto a che fare col mondo tecnologico: le vie dell’innovazione sono infinite e, a volte, anche i maker si divertono.

Oracle Proxima Smart City

Il nome Oracle non suonerà nuovo alle orecchie degli appassionati di tecnologia, visto che si tratta di una delle aziende informatiche più note al mondo. Il progetto presentato alla Maker Faire 2018 non ha, però, niente a che fare con software aziendali, sistemi di database o altri servizi astratti: è un’idea concreta, che si può vedere e toccare con mano.

Si chiama Proxima Smart City ed è un modellino funzionante di una città intelligente, realizzato completamente con mattoncini Lego ed altri piccoli giocattoli. Nella demo presentata in fiera, un ipotetico turista in miniatura – rappresentato dal simpatico robottino Anki Cozmo – attraversa strade, interagisce con edifici e monumenti, scambia informazioni con l’ambiente circostante, sempre in maniera semplice e naturale.

Al di là del suo aspetto allegro e colorato, si nasconde un coacervo di sensori, connessioni, gateway e tanti altri strumenti avanzati per la gestione delle varie interazioni possibili. Il tutto è basato sulla piattaforma cloud di Oracle, che si appoggia su hardware come Arduino e Raspberry Pi e si integra con tecnologie d’intelligenza artificiale e machine learnig, in grado di rendere la città in miniatura davvero “smart” e super-integrata.

Il vero lato innovativo di questo esperimento, infatti, è che tutti i servizi sono interconnessi e comunicanti tra loro. Ogni sensore raccoglie dati che vengono analizzati e utilizzati da varie applicazioni, tramite il cloud di Oracle, dunque la città è in grado di “imparare” da se stessa, riuscendo a gestirsi, ripararsi e rendersi sicura in autonomia. L’obiettivo dell’azienda è mostrare che, attraverso la sua piattaforma interconnessa, è possibile gestire una quantità enorme di dati, informazioni e servizi, dando sempre la risposta giusta ai cittadini: in una città in stile Proxima è possibile chiedere notizie sui monumenti alla propria auto, trovare parcheggio con un’app sullo smartphone, regolare automaticamente l’illuminazione stradale in modo dinamico, intercettare problemi al trasporto pubblico appena si verificano e gestire tante altre situazioni, dalle più semplici a quelle di emergenza.

In attesa che queste tecnologie vengano implementate realmente nelle nostre città, trovate qui in basso alcune immagini di Proxima Smart City. Siamo sicuri piaceranno molto agli appassionati di Lego.

In Quattro: per la PC Master Race

Questa tecnologia piacerà molto agli appassionati di overclocking. L’azienda italiana In Quattro propone un nuovo sistema di raffreddamento a liquido per PC ad alte prestazioni, sviluppato in due fasi: lo speciale fluido dielettrico che scorre nei tubi passa dallo stato liquido a quello gassoso quando sente il calore della CPU o della GPU collegata, ritornando di nuovo allo stato liquido quando arriva al condensatore.

Questo meccanismo presenta molti vantaggi, perché permette di ottimizzare la dissipazione del calore in modo più efficiente rispetto ai sistemi tradizionali, consentendo anche l’utilizzo di componenti a grandezza ridotta. Rispetto ai classici sistemi a liquido, la pompa e il condensatore utilizzati da In Quattro sono molto più piccoli, cosa che comparta anche una riduzione dei consumi elettrici.

Una parte fondamentale la gioca il fluido utilizzato, sviluppato per arrivare all’evaporazione a temperature relativamente basse: in questo modo si può sfruttare anche il trasferimento del calore latente della vaporizzazione, per dissipare meglio le alte temperature e far scorrere più rapidamente il fluido nei tubi del sistema.

Se siete seguaci della PC Master Race, una tecnologia del genere potrebbe fare al caso vostro nei prossimi anni. Anche perché si tratta di un progetto concreto, che sta già prendendo la strada della commercializzazione delle prossime settimane. Maggiori dettagli sul sito ufficiale a questo indirizzo.

Bare Conductive: inchiostro conduttivo

Cosa pensereste se vi dicessimo che potete disegnare un circuito elettrico funzionante, direttamente su un foglio di carta? E cosa direste se tutto questo potesse essere utilizzato in accoppiata col vostro Arduino o Raspberry Pi, per generare piccoli sistemi interattivi? Qualunque siano i vostri pensieri e le vostre risposte, tutto questo è possibile grazie all’inchiostro conduttivo di Bare Conductive.

Si tratta di una tecnologia non troppo nuova, ma forse ancora poco conosciuta. La sua forza sta nella semplicità: è possibile utilizzare l’inchiostro conduttivo esattamente come si farebbe con l’inchiostro tradizionale, applicandolo su carta, plastica, tessuto, legno o altri materiali. Questo tipo di liquido è atossico e può essere facilmente lavato via, dunque non ci sono rischi per la salute.

I possibili casi d’utilizzo sono potenzialmente infiniti: disegnando i circuiti tramite l’inchiostro di Bare Conductive e facendo passare una piccola corrente si possono creare sistemi con forme personalizzate, secondo il proprio gusto o le proprie necessità. Ad esempio, se mettiamo l’inchiostro sul foglio e colleghiamo un’estremità ad un sistema Arduino, è possibile utilizzare la macchia di colore per interagire con l’hardware, magari facendo emettere un suono o accendendo un LED.

Questo è solo uno dei mille progetti in cui può essere utile, ma ci sono anche altri esempi nelle immagini che trovate di seguito. Altre informazioni potete leggerle sul sito ufficiale dell’azienda, dove potete anche acquistare il kit con ulteriori accessori per utilizzare l’inchiostro e sfoggiare tutta la vostra creatività.

Perpetua: la matita evoluta

Una matita made in Italy che non si rompe, non sporca, è fatta con materiali riciclati e dura per sempre, o quasi. Questa è Perpetua, progetto che già da qualche anno si propone di dare un senso nuovo ad uno strumento così tradizionale come la matita.

Il materiale con cui è realizzata è un composto di grafite e Zantech, abbastanza duro da non temere cadute o sforzi, perfetto per poter lasciare il suo segno su un foglio di carta o altre superfici. Non c’è alcun rivestimento in legno, ma il design è semplicissimo: il corpo è totalmente nero, color grafite, con un angolo piatto per non farla scivolare, ed è presente una gomma colorata sulla parte posteriore.

Oltre al lato innovativo, Perpetua ha anche un lato green, visto che è prodotta con scarti di lavorazione industriale. Si tratta a tutti gli effetti di un oggetto ecologico, realizzato con materiali riciclati, cosa che fa sempre bene all’ambiente. Se l’idea vi piace, potete leggere altre informazioni a riguardo sul sito ufficiale dell’azienda, dove potrete ammirare anche tutte le varianti di colore disponibili.

Booktilla: una bottiglia a forma di libro

L’idea di Booktilla è simile a quella di Perpetua: rendere smart ed innovativo un oggetto che conosciamo benissimo da secoli, in questo caso la bottiglia. La soluzione trovata è stata ispirata da un altro oggetto, anch’esso esistente da tempi remoti, creando una combinazione che va a risolvere più problemi contemporaneamente.

Booktilla è, dunque, una bottiglia a forma di libro, ma non solo. Oltre ad essere perfetta per essere inserita in uno zaino o in una borsa, grazie alla sua forma sottile ed arrotondata, è realizzata con materiali durevoli e resistenti, che integrano anche una funzione antibatterica per i liquidi inseriti al suo interno. Questo evita lo spreco continuo di bottiglie di plastica usa e getta, rende più semplice il trasporto ed assicura anche che il liquido non venga contaminato da altre sostanze esterne.

Sebbene le dimensioni siano fisse – la capacità è di 500 mlBooktilla è disponibile in tante colorazioni diverse, e può essere addirittura personalizzata a piacimento dal sito ufficiale del produttore. Noi abbiamo provato la colorazione verde in versione Creative, ma ci sono davvero tanti modi per portarsi in giro la propria bevanda preferita, calda o fredda che sia, con questo pratico accessorio.

Filo Tata: per la sicurezza dei bimbi

La discussione intorno alla sicurezza dei bambini in auto si è fatta molto accesa negli ultimi anni, a causa di vicende di cronaca e nuove proposte di legge. L’azienda italiana Filo ha provato ad intervenire sulla questione lanciando un nuovo prodotto, che promette di dare un aiuto importante ai genitori, i nonni o coloro che trasportano bambini nelle proprie vetture.

Tata è un cuscino smart in grado di avvisare l’utente quando si lascia il proprio bambino sul seggiolino dell’auto. Tramite il suo sistema intelligente, che sa distinguere la presenza di un essere umano da quella di un oggetto, il rilevatore valuta la posizione dell’utente e gli manda un avviso in caso si allontani lasciando il bambino in auto. Inoltre, se l’utente non risponde all’avviso, può effettuare una chiamata di emergenza ad altri numeri memorizzati, inviando anche le coordinate GPS della posizione dell’auto.

Ciò vuol dire che, nella malaugurata ipotesi si lasci il proprio figlio in auto e ci si allontani, Tata saprà ricordarcelo e potremo intervenire senza rischi. Per maggiori informazioni, trovate a questo indirizzo la pagina dedicata al prodotto.

Industruino: l’Arduino per l’industria

I sistemi in stile Arduino sono tra i più amati dai maker di tutto il mondo, ma i professionisti a volte hanno bisogno di qualcosa di più per il proprio lavoro, soprattutto in ambito industriale. Da questa esigenza nasce Industruino, una piattaforma PLC compatibile con Arduino in grado di fornire una larga varietà di interfacce hardware per il collegamento con apparati industriali o mezzi di produzione.

Utilizzando Industruino è possibile controllare e gestire i macchinari industriali, leggendo i dati dai loro sensori ed inviando comandi automatizzati. Grazie alla sua capacità modulare, si possono anche collegare alcuni moduli aggiuntivi, come la piattaforma di prototipazione I/O, la porta Ethernet o il modulo GPRS.

Lo scopo di questo prodotto è quello di fornire una piattaforma semplice ed al passo coi tempi per i piccoli imprenditori, per le aziende medio-piccole e per tutti coloro che devono gestire apparati industriali ma non vogliono spendere cifre troppo alte per altri dispositivi, spesso anche troppo potenti per le piccole esigenze.

Tutte le informazioni tecniche e le spiegazioni sul possibile utilizzo sono riportate sul sito ufficiale, mentre in basso trovate alcune immagini di Industruino.

Password Wallet: i dati d’accesso in tasca

La sicurezza informatica è un argomento molto vivo negli ultimi tempi, soprattutto nell’era dei social network. Tenere al sicuro le proprie password è di fondamentale importanza, ma spesso non è così semplice quando si hanno tanti dispositivi diversi e tantissimi dati d’accesso da ricordare.

Per risolvere il problema arriva Password Wallet, un piccolo scatolotto in grado di tenere al sicuro oltre 250 password e di generarle automaticamente quando serve. La forma è semplice così come il funzionamento: all’interno della scocca è presente un PCB progettato su misura, sul quale sono montati un sistema Arduino e due memorie EEPROM da 256 Kb, mentre all’esterno si possono scorgere un display OLED, tre pulsanti fisici e un ingresso microUSB.

Quando si vuole utilizzare Password Wallet, basta inserire il PIN di sblocco e cercare la password desiderata tramite i pulsanti fisici. Il software interno, basato su ElectronJs, si occupa di mantenere tutto al sicuro attraverso la crittografia di tutti i file.

Il progetto è ancora in fase sperimentale e sarà ulteriormente esteso in futuro. Se volete seguirne lo sviluppo, trovate altre informazioni su questo sito.

Cubbit: il cloud distribuito

Nell’era della blockchain, anche i servizi cloud si devono adattare. E per questo arriva Cubbit, un nuovo servizio cloud distribuito in grado di creare una community per la condivisione dello spazio su disco, in modo da risparmiare risorse e denaro.

Una volta collegato ad Internet, il box proposto dall’azienda si collega direttamente alla rete Cubbit e diventa un nodo del sistema. I file caricati dagli utenti vengono divisi in parti, crittografati e inviati a vari nodi: solo il proprietario può rimetterli insieme e leggerli, dunque il sistema permette anche di avere un alto grado di sicurezza.

Essendo una rete distribuita, non esiste un centro di controllo o una server farm. Questo permette al sistema di resistere ai blackout o alle situazioni di emergenza, oltre che ad avere un impatto minore sull’ambiente: l’intelligenza artificiale su cui si basa la rete permette di allocare in maniera oculata le risorse, evitando lo spreco di energia che si avrebbe con i data center tradizionali.

Tutti gli utenti che acquistano un box Cubbit hanno 500 GB di spazio cloud da poter sfruttare, ed è questo l’unico prezzo da pagare. Non ci sono altri costi di abbonamento o di gestione, i file sono accessibili sia dal software desktop che dalle app per dispositivi mobili. Se volete saperne di più sul progetto, potete andare sul sito ufficiale di Cubbit.

Pulsar Moonlight: lampade spaziali

Difficile definirlo un prodotto smart in tutto e per tutto, ma vi sfidiamo a non rimanere meravigliati di fronte alla bellezza di queste lampade. Pulsar Moonlight è un progetto artigianale nato per beneficienza ed evolutosi in seguito, capace di trasformare stelle, pianeti o satelliti in fonti di luce per la nostra casa.

A curare la realizzazione di questi curiosi accessori è un’astrofisica, la quale utilizza immagini reali dei corpi celesti per la modellazione e la pittura delle forme. Ogni lampada è costruita con un globo di vetro, dipinto a mano utilizzando materiali riciclabili e atossici, seguendo in maniera fedele le foto scientifiche del pianeta.

In fiera abbiamo avuto modo di ammirare tanti esempi di questa particolare forma di artigianato, alcuni dei quali sono visibili nelle immagini in galleria. Esistono già lampade a forma di Luna, Terra, Sole, Marte, Nettuno, Saturno e altro ancora, acquistabili sul sito ufficiale del progetto a questo indirizzo. Per i più esigenti è possibile anche richiedere lampade personalizzate basate su corpi celesti inediti, in modo da poter avere esattamente il pianeta dei propri desideri.

  • mat.01

    Le lampade sono una meraviglia!

  • DEPH leoss

    aspetto le peggiori!!

  • Drachett0

    Fiera a cui non partecipo più, ormai meta di famiglie e pargoli schiamazzanti al seguito, come se fosse una fiera del fumetto. Si è perso il senso della cosa e visitare, apprezzare e capire i vari stand e progetti è ormai quasi impossibile. Peccato.