Facebook vieta la vendita di terreni in aree protette sul marketplace

Facebook ha aggiornato le policy: sul marketplace non è più possibile postare annunci di acquisto di aree protette nella foresta amazzonica
Facebook vieta la vendita di terreni in aree protette sul marketplace
SmartWorld team
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Facebook aggiorna le sue policy commerciali, e da qualche settimana ha dato anche un giro di vite ai controlli sulle inserzioni pubblicate sul suo marketplace dopo il vespaio di polemiche e le preoccupazioni suscitate da una delle ultime inchieste della Bbc sulla vendita di terreni in Amazzonia

Porzioni di foresta amazzonica vendute sul marketplace

Per spiegare che cosa abbia spinto il colosso di Mark Zuckerberg a diffondere una pubblica dichiarazione di intenti in proposito è necessario spiegare le premesse. A fine febbraio la Bbc ha firmato un'inchiesta in cui è emerso come sul marketlplace di Facebook, la piazza di vendita virtuale del social network che supera il miliardo di utenti, venissero pubblicati anche annunci relativi alla vendita di interi lotti di terreno compresi nelle aree protette della foresta pluviale amazzonica, alcuni grandi come 1.000 campi da calcio, senza tra l'altro regolare certificato di proprietà.

Una possibilità offerta a tutti, speculatori compresi, che mette a serio rischio la sopravvivenza del polmone verde più grande del mondo, già massacrato dalla deforestazione. Come sottolineato anche dalla Bbc, infatti, chi mette in vendita questi terreni spesso li dà alle fiamme per poi sostenere che quella terra non serve più il suo scopo originario, e che per questo motivo piò essere immessa sul mercato. Trattative su cui il governo brasiliano non conduce accertamenti, e che coinvolgono anche le popolazioni indigene, che sulla carta andrebbero tutelate e che in realtà vengono "sfrattate" - nel migliore dei casi - quando gli speculatori prendono illecitamente possesso dei terreni.

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Alla luce delle reazioni suscitate dall'inchiesta, Facebook ha annunciato un nuovo metodo di "scrematura" delle inserzioni pubblicate sul marketplace che esclude quelle che hanno come oggetto queste aree. O quantomeno quelle protette, anche se resta aperto il macro problema rappresentato da quelle riservate alle popolazioni indigene, costantemente minacciate dallo sfruttamento della foresta pluviale amazzonica. Un'area che, va ricordato, assorbe annualmente il 15% delle emissioni globali di carbonio e in cui si concentra tra il 10% e il 20% della diversità vegetale globale (circa 30.000 specie) e che ha tra le 30 e le 300 specie di piante per ettaro. Stando alle stime, con la distruzione della foresta amazzonica nell'atmosfera si riverserebbero 100 miliardi di tonnellate di carbonio.

"Ci impegniamo per la sostenibilità e per la protezione del territorio nelle aree di conservazione ecologica - ha esordito il gigante di Menlo Park - Stiamo aggiornando le nostre politiche commerciali per vietare esplicitamente l'acquisto o la vendita di terreni di qualsiasi tipo in queste aree sui nostri prodotti commerciali su Facebook, Instagram e WhatsApp". Le inserzioni vengono dunque esaminate confrontandole con "l'autorevole database di un'organizzazione internazionale" di cui non è stato diffuso il nome "per identificare quelle che potrebbero violare questa nuova policy. Le aree protette sono fondamentali per la conservazione degli habitat e degli ecosistemi e sono fondamentali per affrontare la crisi ambientale globale. Sulla base di criteri specifici, Facebook cercherà di identificare e bloccare nuovi annunci in queste aree". 

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La società ha chiarito che "questi sono i primi passi intrapresi per affrontare questo problema, e continueremo a lavorare per impedire alle persone di eludere le regole della nostra applicazione. La vendita di terreni nelle aree protette avviene su altre piattaforme e anche offline, ma ci impegniamo a continuare a lavorare con i partner e le autorità per affrontare questo problema sulle nostre app nel miglior modo possibile e a lungo termine". 

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Le nuove regole sono contenute nell'articolo 13 della policy di Facebook che vieta la vendita di "animali e prodotti animali", e che è stato implementato con questa dicitura: "Gli annunci non possono promuovere l'acquisto o la vendita di animali o prodotti animali o terreni in riserve ecologiche". Nello specifico, è vietata la pubblicazione di annunci che hanno come oggetto la vendita di:

  • Medicine, dispositivi medici e servizi veterinari
  • Qualsiasi prodotto o parte provenienti da cani, gatti o animali in pericolo o in via di estinzione (ad es., cuoio, pelli, pellicce, lana o peli)
  • Parti di animali fra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, ossa, denti, corni, avorio, tassidermia, organi, arti esterni, secrezioni o carcasse
  • Prodotti destinati al consumo provenienti da animali (ad es., pesce crudo, carne oppure uova)
  • Animali vivi, compreso bestiame e animali domestici
  • Terreni o immobili di qualsiasi tipo in riserve ecologiche

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