Il mondo della tecnologia non molla: mercato globale resiliente agli effetti della pandemia

Giovanni Bortolan

Nei primi sei mesi del 2020, il valore del mercato globale dei Technical Consumer Goods (TCG, o beni tecnologici di consumo) è sceso a 306 miliardi di euro per effetto della crisi legata al Coronavirus. Nonostante i dati siano negativi, ci troviamo di fronte ad un calo relativamente contenuto rispetto agli altri settori, anche grazie anche all’emergere di nuovi bisogni per la gestione della vita in casa durante il lockdown.

Nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato la prima parte del 2020 infatti, il mercato della tencologia di consumo ha dimostrato di aver retto l’urto, registrando un calo delle vendite del -5,8%. Se poi andiamo ad aggiungere i dati dei mesi della”ripresa” la questione non fa che confermarsi, anche nel Bel Paese: in Italia infatti si è constatata una crescita del +4,5% rispetto lo stesso periodo del 2019.

Fin dall’inizio della pandemia i consumatori hanno avuto l’esigenza di adattarsi al nuovo stile di vita, e in certi casi attrezzarsi per continuare a lavorare da remoto. Una conseguenza tangibile di ciò è riscontrabile nel settore IT e Office, che hanno goduto di un +15% a livello internazionale. L’effetto panico, scatenatosi nelle prime settimane di totale chiusura, ha portato ad un incremento delle vendite in alcuni ambiti quasi spaventoso, basti pensare al +297% sulle Webcam, +120% sui monitor e +62% su PC portatili e tablet.

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Per finire, alla ricetta dobbiamo aggiungere due ulteriori ingredienti. uno dei quali molto spesso non considerato. Sto parlando dei settori gaming e della domotica. Il primo è facilmente immaginabile, un aumento del tempo passato in casa può facilmente tramutarsi in più tempo dedicato al gioco. Sul secondo invece entrano in ballo diversi fattori. La vendita di prodotti elettronici a scopo culinario è aumentata a dismisura, così come quella dei congelatori e conservatori di alimenti. Da un lato la paura di rimanere a corto di provviste (molto spesso immotivata, ma comprensibile), dall’altra invece la voglia di investire il proprio tempo nell’affinamento delle proprie capacità ai fornelli hanno portato questo settore ad un sonoro +28%.