Neuralink, i ‘cypork’ e la fantascienza che diventa realtà: in azione l’ultima strabiliante invenzione di Elon Musk

Edoardo Carlo Ceretti Prima dimostrazione del nuovo prototipo di Neuralink impiantato nel cervello di tre maiali. E la sperimentazione sugli esseri umani è sempre più vicina

Elon Musk è un sognatore, un visionario, ma non per questo con la testa fra le nuvole (tranne quando osserva incantato i lanci dei razzi SpaceX). Quando si prende a cuore un nuovo progetto, fa di tutto per portarlo a compimento, o quantomeno fargli compiere passi da gigante in tempi relativamente brevi. Ed ecco che Neuralink, fondata da Musk soltanto tre anni fa, ha appena dato dimostrazione al mondo del futuro che ci attende.

L’obiettivo dichiarato di Neuralink è quello di mettere in comunicazione diretta i neuroni del nostro cervello con le sempre più sofisticate macchine che l’uomo è in grado di realizzare. Lo scopo è prevalentemente medico, per consentire a persone, affette da patologie come il morbo di Parkinson, di migliorare la propria qualità di vita. Ma le prospettive a lungo termine sono ancora più ampie, seppur guardate con sospetto da molti – su tutti, il celebre storico Yuval Noah Harari – che temono l’ascesa di una élite di cyborg.

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Per il momento però, Neuralink si è accontentata di mostrare al mondo i primi cypork. Ovvero un gruppetto di tre maiali, due dei quali hano subito l’implementazione del nuovo prototipo V2 dell’azienda fondata da Musk. Soltanto Gertrude aveva ancora installato nel suo cervello il dispositivo neurale, mentre ad un altro era stato rimosso e un altro ancora non era mai stato sottoposto a trattamenti simile. Lo scopo era di dimostrare come le implementazioni di Neuralink non modificassero il comportamento naturale dei maiali.

Il culmine dell’evento organizzato da Neuralink (con un pubblico in presenza dotato di mascherine, ma trasmesso anche in video streaming) è stato però quando Gertrude ha iniziato a compiere alcuni movimenti, con il nuovo prototipo che è stato prontamente in grado di captare gli impulsi neurali e inviarli istantaneamente ad una macchina. La più grande novità del prototipo V2 riguarda le dimensioni, ora simili a quelle di una monetina.

Con la sua solita capacità di descrivere dispositivi estremamente complessi evocando immagini semplici e comprensibili a tutti, Musk ha definito la nuova creatura di Neuralink come «un Fitbit nel cranio, ma con piccoli fili». Il prototipo è infatti dotato di connettività Bluetooth Low Energy, per connettersi anche ad uno smartphone.

Dopo questa prima dimostrazione sui maiali, Neuralink ha annunciato che presto varerà le prime sperimentazioni su esseri umani, selezionando un ristretto gruppo di persone affette da patologie neurologiche o che hanno subito danni alla spina dorsale. Sebbene Neuralink non possa vantarsi di aver inventato questa tipologia di interfacce neurali, sta sicuramente dando il suo contributo all’evoluzione di dispositivi medici che in futuro potrebbero cambiare la vita di molte persone.

Via: The Verge, Engadget
  • mat.01

    Pronto per il 2021 con 80 gigabyte di memoria come Johnny Mnemoric

    • SuperDelighias

      si ma… ESSEESSEDI!😁