Parker Solar Probe, tutto sulla sonda NASA sempre più vicina al Sole

La sonda Parker Solar Probe è considerata l'oggetto più veloce al mondo, che entro il 2024 dovrebbe arrivare nel punto più vicino al Sole mai raggiunto
Parker Solar Probe, tutto sulla sonda NASA sempre più vicina al Sole
SmartWorld team
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La Nasa (National Aeronautics and Space Administration) l'ha già ribattezzata "il veicolo più veloce mai costruito dall'uomo", e nelle ultime settimane la sonda Parker Solar Probe ha dato prova di mantenere le promesse battendo una serie di record, ultimo il completamento del suo decimo avvicinamento al sole su un totale di 24: questa volta la sonda è arrivata a 8,5 milioni di chilometri dalla superficie del Sole, un risultato mai raggiunto prima, con una velocità che secondo le stime della Nasa le consentirebbe di viaggiare dalla Terra alla Luna in meno di un'ora.

Il 21 novembre 2021 alle 4:25 AM EST (08:25 GMT), la sonda Parker Solar Probe ha raggiunto una velocità di 586.864 km/h, trasformandosi anche nell'oggetto artificiale più veloce di sempre. Lanciata il 12 agosto 2018 dalla Cape Canaveral Air Force Station in cima a un razzo Delta IV Heavy, con quest'ultimo sorvolo Parker si trova al punto intermedio del decimo avvicinamento, iniziato il 16 novembre e terminato il 26 novembre.

Nonostante l'ambiente ostile vicino al sole, la navicella spaziale non ha registrato criticità e tutti i sistemi continuano a funzionare normalmente. Per ottenere i dati registrati durante la missione, però, sarà necessario attendere il periodo tra il 23 dicembre e il 9 gennaio, perché mentre è vicino al Sole Parker non è in grado di inviare informazioni: in quelle giornate, la sonda invierà i dati agli operatori del Laboratorio di fisica applicata della Johns Hopkins University cosi che possano raccoglierli ed elaborarli.

Parker Solar Probe, l’identikit

Progettata e costruita dal Laboratorio di fisica applicata della Johns Hopkins University (APL), la sonda Parker Solar Probe è configurata per avvicinarsi al Sole alla massima velocità consentita. Grazie ai dati già raccolti gli esperti della Nasa hanno scoperto aspetti sino a ora sconosciuti relativi al Sole, come per esempio la quantità di polvere nelle sue vicinanze.

"Stiamo osservando quantità più elevate di polvere vicino al sole - ha spiegato Nour Raouafi, uno degli scienziati che partecipano al progetto Parker Solar Probe - La cosa entusiasmante è che sta migliorando notevolmente la nostra comprensione delle regioni più interne della nostra eliosfera, dandoci un'idea di un ambiente che, fino ad ora, era un mistero totale".

Per rilevare la polvere, la sonda solare ha sfruttato i sensori FIELDS di cui è dotata, uno strumento in grado di catturare la carica elettrica delle nuvole di plasma generate dall'impatto del veicolo con i granelli di polvere nello spazio. La sonda Parker ha inoltre una telecamera, la WISPR, in grado di raccogliere frammenti di materiale espulsi dalle strutture del veicolo dopo l'impatto con i granelli, ed è in questo modo che i dati e le immagini sono stati raccolti.

Due giri intorno a Venere nel 2023 e nel 2024

Il team della sonda Parker Solar Probe si è preparato sin nei minimi dettagli per il viaggio della navicella attraverso un ambiente potenzialmente pericoloso, quantomeno per ciò che si era scoperto prima del lancio del 2018. Restano comunque elevati rischi via via che la sonda si avvicina al Sole a velocità sempre più elevata.

"Abbiamo progettato materiali e componenti che sopravvivono agli impatti della polvere iperveloci e agli effetti delle particelle ancora più piccole create in questi impatti - ha detto Jim Kinnison, ingegnere dei sistemi di missione Parker Solar Probe - Abbiamo modellato la composizione e calcolato gli effetti dell'ambiente polveroso, testato la reazione dei materiali alle particelle di polvere e installato sistemi di bordo che mantengono Parker Solar Probe al sicuro in questa regione inesplorata".

Il team del veicolo spaziale ha notato anche che occasionalmente le telecamere di tracciamento delle stelle utilizzate come parte del sistema di guida e controllo vedono la luce riflessa dalla polvere e le particelle frantumate, che possono interrompere momentaneamente la capacità di vedere le stelle. Kinnison ha notato, tuttavia, che questo non compromette la sicurezza del veicolo o delle operazioni, e che i sensori di tracciamento non sono l'unico modo che la sonda ha per controllare la direzione.

"Poiché il sistema è stato costruito per essere robusto e altamente autonomo, la perdita di dati da qualsiasi fonte non influisce sulla capacità di controllare l'assetto del veicolo spaziale e, nel peggiore dei casi, può funzionare a tempo indeterminato solo con i sensori dell'arto solare. La navicella spaziale sta comunque dimostrando di poter gestire questo inaspettato ambiente polveroso".

Si tratta di una buona notizia, visto che Parker Solar Probe è pronta ad avvicinarsi, sempre più velocemente, al Sole. La sonda farà altri due passaggi vicino a Venere, nell'agosto 2023 e nel novembre 2024, e arriverà a 6,2 milioni di chilometri dalla superficie solare nel dicembre 2024 a una velocità superiore a 430.000 miglia all'ora, pari a più di 692.000 km all'ora.

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