In America già impazzano le parodie di Google Duplex! (video)

Nicola Ligas

È da circa una settimana, quando Sundar Pichai ha mostrato Duplex dal palco del Google I/O, che il mondo si immagina come sia dialogare con un’intelligenza artificiale.

Finora infatti il dono della parola, nell’immaginario collettivo, non era mai davvero arrivato, anche perché siamo abituati ad essere noi quelli che si rivolgono alla IA (“Ehy Google“) e non il contrario. Questo cambio di paradigma è quindi una novità assieme affascinante ed inquietante, sulla quale alcuni dibattono e/o ironeggiano.

I video qui sotto, che richiedono una minima conoscenza dell’inglese per essere compresi, scherzano infatti sulle complicazioni di un dialogo con un’intelligenza artificiale, che magari sa rispondere alle domande che le vengono poste, ma non ne capisce il “sottotesto” o non sa giudicare se sia sempre corretto divulgare informazioni personali a terze parti. Pensate se Google Assistant potesse parlare con i vostri genitori e dicesse loro tutto ciò che Google sa di voi. Vi piacerebbe l’idea o sarebbe un problema?

È tutto in chiave ironica ovviamente, ma se ci pensate bene saranno problemi reali, nel momento in cui il nostro Google Assistant potrebbe davvero parlare al posto nostro. Ci vogliono insomma dei paletti, molti paletti, più di quanti non si potrebbe pensare, perché ciò che è banale per l’intelletto umano, può essere molto più complicato di quanto non si pensi dal punto di vista di una macchina. E forse è bene che sia così.

Il video seguente ha un linguaggio un po’ scurrile nella parte finale, contestualizzato, ma scurrile.

Via: 9to5Google