Passo decisivo verso la fusione nucleare: per la prima volta creato il "burning plasma"

Passo decisivo verso la fusione nucleare: per la prima volta creato il "burning plasma"
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Gli scienziati sono al lavoro da anni per ottenere energia pulita illimitata attraverso la fusione nucleare, ma per fare questo bisogna far sì che questa sia autosufficiente. Ora un esperimento recentemente pubblicato su Nature sembra aver avvicinato tale obiettivo. Alcuni scienziati dei laboratori del National Ignition Facility negli Stati Uniti sono riusciti a ottenere il cosiddetto "burning plasma" (plasma in fiamme), dimostrando così come il carburante può fornire gran parte del calore necessario per far andare avanti le reazioni.

Fusione e fissione (quella tutt'ora usata negli impianti nucleari, e che produce scorie radioattive) sono processi diversi per la produzione di energia nucleare. Laddove la fusione nucleare cerca di combinare atomi separati in uno più grande, la fissione nucleare si basa sulla rottura di un atomo (di solito l'uranio 235) colpendolo con un neutrone. La fusione non produrrebbe scorie nucleari di lunga durata, con i materiali necessari in grado di essere riciclati entro 100 anni.

Per ottenere la fusione, gli scienziati hanno utilizzato 192 laser alloggiati all'interno di un edificio di 10 piani per fornire 1,9 megajoule di energia ultravioletta su una capsula di carburante delle dimensioni di un cuscinetto a sfera. Questo crea un'enorme pressione e temperatura che provoca la fusione di atomi separati in elio, una reazione che rilascia una grande quantità di energia, proprio come avviene nel nostro Sole.

Il problema di questa reazione è che per far iniziare il processo c'è bisogno di una grandissima quantità di energia. L'obiettivo quindi è che le reazioni di fusione diventino invece la fonte primaria di calore, creando una forma autosufficiente di fusione nucleare e continua produzione di energia. Annie Kritcher, a capo dell'esperimento, dice che per la prima volta al mondo si è riusciti a ottenere uno stato di "burning plasma" in cui viene emessa più energia di fusione dal combustibile di quella necessaria per avviare le reazioni di fusione, o la quantità di lavoro svolto sul combustibile. Purtroppo la durata del plasma è stata misurata in pochi nanosecondi, quindi la strada è ancora lunga, ma è sicuramente un primo passo fondamentale per l'ottenimento della fusione. 

Via: New Atlas
Fonte: Nature
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