Polaris Dawn, cosa sappiamo sulla nuova missione di SpaceX

Polaris Dawn è la nuova missione con cui Space X conta di portare passeggeri nello spazio e farli anche "camminare" in orbita. I dettagli trapelati
Polaris Dawn, cosa sappiamo sulla nuova missione di SpaceX
SmartWorld team
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La conferma è arrivata il giorno di San Valentino: SpaceX, la compagnia fondata da Elon Musk, ha in programma per il 2022 un nuovo programma spaziale composto da tre missioni in orbita con passeggeri a bordo di mezzi SpaceX, ribattezzato Polaris Dawn.

A darne notizie è stato il miliardario americano Jared Isaacman, e tra i vari obiettivi che si prefigge c'è anche quello di portare a termine la prima "Eva", ovvero la prima "passeggiata spaziale" operata da una compagnia privata per i propri scopi commerciali. Non è però l'unico, né il più importante: ecco cosa sappiamo della missione Polaris Dawn.

Missione Polaris Dawn: quando, da dove (e chi) partirà

La missione Polaris Dawn partirà non prima del quarto trimestre del 2022, quando il razzo Falcon 9 di SpaceX lancerà la missione dallo storico Launch Complex 39A al Kennedy Space Center in Florida. La capsula Dragon e l'equipaggio di Polaris Dawn trascorreranno fino a cinque giorni in orbita.

Il comandante sarà Jared Isaacman, l'imprenditore milionario 39enne fondatore dell'app per pagamenti online Shift4. Sempre lui è stato finanziatore e comandante di Inspiration4, la prima missione spaziale umana di un equipaggio composto esclusivamente da quattro astronauti non governativi. Con lui ci saranno il pilota Scott Potete e gli specialisti di missione Sarah Gillis e Anna Menon.

In una conferenza stampa piuttosto scarne, Isaacman ha confermato che la missione Polaris Dawn - che prende il nome della Stella Polare - ha come obiettivo primario raggiungere l'orbita più alta di sempre per una missione umana attorno alla Terra (attualmente il record è della missione Gemini XI, con 1319 km di apogeo). A questo si aggiungono gli altri obiettivi, diversi tra loro e funzionali a diversi scopi.
Polaris Dawn, quali sono gli obiettivi

Oltre a tentare di volare più in alto di qualsiasi altra missione con Dragon effettuata sino a oggi, sforzandosi di raggiungere l'orbita terrestre più alta mai toccata, la missione Polaris Dawn punta a toccare le fasce di Van Allen, che si estendono a partire dai 1000 km di quota, per studiarne l'effetto sul corpo umano. Una volta in orbita, l'equipaggio condurrà ricerche scientifiche funzionali sia alla "progressione della salute umana sulla Terra" sia a una maggiore comprensione della salute umana durante i futuri voli spaziali di lunga durata. Il che include, come viene spiegato sul sito ufficiale:

  • Utilizzo degli ultrasuoni per monitorare, rilevare e quantificare gli emboli gassosi venosi (VGE), contribuendo a studi sulla prevalenza umana della malattia da decompressione;
  • Raccolta di dati sull'ambiente radiante per comprendere meglio come le radiazioni spaziali influenzino i sistemi biologici umani;
  • Fornitura di campioni biologici per analisi multi omiche (analisi cioè integrali e complete del corpo umano e del suo funzionamento) per la costruzione di una Biobanca a lungo termine;
  • Ricerca relativa alla sindrome neuro-oculare associata al volo spaziale (SANS), a oggi un rischio determinante per la salute umana nel corso di voli spaziali di lunga durata.
  • SpaceX e Polaris Dawn collaboreranno con diverse realtà per condurre studi approfonditi. Tra questi il Translational Research Institute for Space Health (TRISH), BioServe Space Technologies presso l'Università del Colorado Boulder, Space Technologies Lab presso Embry Riddle Aeronautical University, Weill Cornell Medicine, Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, il Pacific Northwest National Laboratory e US Air Force Academy.

La prima “passeggiata spaziale” commerciale

Un altro obiettivo già citato di Polaris Dawn sarà fare la prima "attività extraveicolare commerciale", meglio nota come "EVA", una passeggiata spaziale con apposite tute spaziali aggiornate. Lo scopo è duplice: da un lato portare a termine la passeggiata in sé, a circa circa 500 km, dall'altro testare la tecnologia delle tute.

"Costruire una base sulla Luna e una città su Marte richiederà migliaia di tute spaziali - spiegano da Polaris Dawn - lo sviluppo di queste tute e l'esecuzione dell'EVA saranno passi importanti verso una progettazione scalabile per tute spaziali in future missioni di lunga durata".

In aggiunta, l'equipaggio di Polaris Dawn sarà il primo a testare le comunicazioni basate sulla tecnologia Starlink nello spazio, fornendo dati preziosi per il futuro sistema di comunicazioni spaziali necessari per le missioni sulla Luna, su Marte e oltre. Si tratta del sistema di satelliti spaziali con cui Elon Musk vuole garantire copertura internet in tutto il mondo, anche nelle zone più remote.

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