Il primo processore a 2 nm è di IBM

Lorenzo Delli

Qualche giorno fa IBM ha annunciato di essere riuscita a realizzato il primo processore a 2 nanometri. Una delle principali immagini diffuse dalla stessa società ritrae in realtà un wafer di circa 30 centimetri di diametro che, da quanto ipotizzato da AnandTech, potrebbe essere una sorta di SRAM di test composta da più sezioni comprensive dei chip a 2 nm protagonisti dell’annuncio.

Dai calcoli effettuati, si stima che in un pezzo di silicio di un solo millimetro quadrato si riesca a far “coesistere” qualcosa come 333 milioni di transistor. La base di partenza di tale calcolo deriva da un’affermazione di IBM, ovvero la possibilità di inserire 50 miliardi di transistor in un chip delle dimensioni di un unghia. Sono più che altro le informazioni relative alle performance e al consumo energetico, anche a paragone con quelli che sono gli attuali processori disponibili sul mercato, a dare ancora più senso alla notizia.

Il nuovo processore di IBM riuscirebbe a migliorare le performance del 45% rispetto ad un attuale processore a 7 nm a parità di energia consumata, o alternativamente le stesse performance di un processore sempre a 7 nm con un risparmio energetico del 75%. Un discreto passo in avanti insomma, per usare un eufemismo.

Un dettaglio del wafer che integra i nuovi chip a 2 nm. Il fatto che ogni sezione rifletta un colore diverso è sinonimo del fatto che le varie sezioni siano adibite a differenti casi di test.

Prima di vedere una versione commerciale di un processore assemblato con tale processo produttivo ci vorrà ancora del tempo. Considerate però che IBM sta lavorando fianco a fianco anche con Samsung e di recente ha annunciato anche una partnership con Intel. Non è da escludersi quindi, visti i grossi vantaggi da un punto di vista di consumi e di prestazioni, che società come quelle appena citate spingano sull’acceleratore in modo da far debuttare i primi processori a 2 nm entro pochi anni.