Proteggere la casa? Fatelo con Google Assistant, no?

Matteo Bottin

La sicurezza delle nostre case è un elemento che ci preme sempre. Ovviamente una casa vuota ha più probabilità di essere colpita dai ladri, dunque come proteggerla mentre siamo fuori? Google Assistant può darci una mano in questo.

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Google ha infatti intrapreso molte collaborazioni con molte aziende di sicurezza domestica per permettere l’integrazione dei loro sistemi con Assistant. Ma quindi, cosa possiamo fare con l’assistente di Google?

Innanzitutto possiamo monitorare visivamente la nostra casa. Le videocamere di Arlo da qualche mese supportano Assistant, così come le sue Security Light. Anche altre aziende, come Nest, hanno videocamere dalle quali ricevere lo streaming semplicemente domandandolo a Assistant. Tra l’altro, tramite la Nest Cam è possibile chiedere ad Assistant di eseguire uno stream live sui dispositivi Chromecast (o simili) in casa, così, giusto per far venire un po’ di paura al ladro.

“Avrò chiuso casa?” Anche per questa domanda Assistant ha la risposta: ci sono prodotti già in commercio e altri in arrivo (giusto domani arriva l’integrazione con Next x Yale Lock) che permettono di aprire e chiudere le porte solo chiedendolo all’assistente. Ah, e con alcuni è possibile anche ricevere notifiche all’apertura e chiusura delle stesse.

Infine, anche i sistemi di allarme possono integrarsi con Google Assistant. Nest Secure, prodotti ADT e Honeywell possono inviare notifiche o informazioni all’attivazione dell’allarme, e anche informarvi sullo smartphone la causa o il luogo di avvenuta attivazione dell’impulso.

Molte di queste non sono proprio “novità”, ma è interessante vedere come Google stia cercando di ampliare le possibilità di Assistant anche a sistemi non tradizionali come l’esecuzione di attività con il solo smartphone.

Fonte: Blog Google
  • Enzo

    nest secure è venduto in italia?

  • Giordano Schillaci

    Il ladro stacca la connessione internet all’appartamento tagliando i cavi dalla cabina e magicamente i favolosi ed intelligentissimi gadget tecnologici diventano ammassi di plastica inutile.

    • Robert Italy

      Come per un qualsiasi allarme 🙂

      Basta collegare al modem (quasi tutti quelli recenti lo permettono) un dongle UMTS per garantire connettività e alimentare il tutto con un piccolo UPS

      proprio come si fa con un allarme che ha il modulo GSM e batteria tampone per evitare questi problemi

      • Torre

        In realtà gli allarmi non-smart hanno una centralina con sim che è quindi indipendente da rete cablata e l’allarme (sirena + chiamata) si attiva anche in caso di tentativo di manomissione di un qualisasi apparato di sistema, dotati tra l’altro, di batterie tampone in caso di taglio della rete elettrica.