La nostra prova di DJI Spark con telecomando (foto e video)

Nicola Ligas

Come vi avevamo promesso in sede di recensione, che abbiamo già provveduto ad aggiornare, abbiamo provato DJI Spark anche con telecomando. Si tratta di un accessorio praticamente fondamentale per poter guidare davvero il drone, e del quale pertanto raccomandiamo l’acquisto.

I controlli sono infatti molto precisi, e vi permettono di manovrare lo Spark a velocità variabile, spostandolo sia in verticale che in orizzontale contemporaneamente, ed inclinando al contempo il gimbal come più vi pare, cosa che con lo smartphone è impossibile fare. Ci sono inoltre due tasti programmabili, ed i controlli per foto e video, oltre alla possibilità di attivare la modalità sport, altrimenti non disponibile. La precisione e l’immediatezza nella risposta ai comandi sono molto buone, e vi faranno sentire molto più padroni del mezzo fin da subito.

Rispetto al telecomando del Mavic Pro, esteticamente molto simile a questo, manca un display per visualizzare le informazioni basilari sul drone, che si rivelava molto utile sotto la luce diretta del sole, quando rimaneva più leggibile della maggior parte degli schermi degli smartphone. Nella parte inferiore del telecomando c’è infatti un pratico alloggiamento, nel quale abbiamo adagiato con sicurezza anche un Galaxy S8+, ovvero uno degli smartphone più lunghi in circolazione, quindi difficilmente avrete problemi con il vostro.

Non è però tutto oro quel che luccica, infatti anche il controller ha i suoi limiti. Anzitutto la portata. Anche collegando lo smartphone via cavo OTG al telecomando, intorno ai 100 metri lo streaming video diventa problematico. Per la cronaca, DJI parla di una distanza operativa di 500 metri con telecomando. Non avendo il segnale video affidabile, è difficile dire quanto rimangano reattivi i controlli tramite telecomando, ma in ogni caso perdere il video è un grosso limite, anche perché, in assenza del display sul telecomando, non c’è altro modo di conoscere le condizioni del drone (batteria, altitudine, velocità, ecc.). Inoltre non potrete in alcun modo perderlo di vista, o non saprete più come manovrarlo.

Secondariamente, nel momento in cui lo Spark viene accoppiato al telecomando, questo impedisce allo smartphone di collegarsi direttamente al drone (lo smartphone si collega infatti alla rete Wi-Fi del telecomando, che in pratica fa da ponte), dato che lo Spark nasconde l’SSID della sua Wi-Fi, che quindi non è più raggiungibile. Questo significa che, in assenza di telecomando, non avrete modo di controllare il drone con il telefono, a meno di non disaccoppiare Spark e controller (cosa che si può fare al volo agendo sul pulsante di accensione del drone, ma poi dovrete ovviamente riaccoppiarli in seguito). Inoltre, se il trasferimento diretto di file da Spark a smartphone avviene a circa 3 MB/s, passando per il telecomando la velocità cala ad 800 Kb/s.

Tutto ciò avviene perché anche il telecomando sfrutta la rete Wi-Fi per collegarsi allo Spark, al contrario di altri droni DJI che invece utilizzano protocolli propietari, evidentemente più affidabili e che non ci hanno mai dato problemi di portata; inoltre, questi ultimi non escludono l’uso della Wi-Fi tra smartphone e drone, come invece avviene su Spark.

In ogni caso, il telecomando è un accessorio fondamentale per guidare davvero bene un drone, e lo Spark a maggior ragione non può farne a meno, dai i limiti sul controllo tramite gesture e tramite smartphone, dei quali abbiamo già parlato nella nostra recensione. Vi lasciamo comunque tutti i link per le varie configurazioni del drone, in modo che possiate scegliere quella che preferite.