Cosa sappiamo su Psyche, il misterioso asteroide ricco di preziosi metalli

Partirà il prossimo agosto la missione Psyche della Nasa per scoprire i misteri dell'asteroide di tipo M dal valore sconfinato e inestimabile
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SmartWorld team
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Segnatevi questo nome, perché sarà tra i protagonisti più intriganti della prossima estate (e non solo, come vedremo più avanti): 16 Psyche. No, non è il titolo di un film prossimamente in uscita al cinema, ma lo strano riferimento a un asteroide di tipo M, il cui nome riprende appunto quello della dea greca dell'anima, che la Nasa sta studiando con particolare interesse al fine di risolverne i misteri.

Psyche ha ispirato anche il nome della missione che l'Agenzia spaziale americana ha programmato in ogni suo dettaglio da ormai diverso tempo a questa parte. Prenderà il via il prossimo agosto, quando la navicella in partenza dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral metterà alla prova la solidità delle teorie degli astronomi sulla formazione e sulla composizione del nucleo planetario.

Psyche, l'asteroide di tipo M dal valore inestimabile

C'è un motivo per cui l'asteroide Psyche, scoperto per la prima volta nel lontano 1852 dall'astronomo e matematico italiano Annibale de Gasperis, desta così tanto interesse: potrebbe essere ricchissimo di metallo, a tal punto che qualcuno è arrivato a definirlo come una "miniera" d'oro dal valore inestimabile, perché il valore economico dei metalli contenuti potrebbe superare addirittura i diecimila milioni di miliardi di dollari.

Una cifra che, laddove confermata, varrebbe 70 mila volte il PIL mondiale. Ferro? Nichel? Oro? Non è (ancora) dato sapere con esattezza, anche perché dai telescopi terrestri, Psyche appare sfuocato: nemmeno il telescopio spaziale Hubble (pronto ad essere sostituito dal James Webb, di cui parleremo nei prossimi giorni) è riuscito ad essere di auto. Grazie ai radar, però, si sa che l'asteroide ha la forma di una patata e che gira su di un fianco. Per il momento accontentiamoci di questi primi dettagli.

In ogni caso, ci sono già alcune certezze, e in fondo non è mica poco. Ad esempio, sappiamo che il misterioso asteroide è in assoluto il più pesante tra gli asteroidi di tipo M, un "sovrappeso" spiegato dagli scienziati proprio per la sconfinata abbondanza di metalli preziosi. Psyche si trova inoltre all'interno della cintura principale degli asteroidi tra Marte e Giove: ha una densità simile al metallo e un diametro di oltre 200 kilometri.

I dubbi sull'origine di Psyche

Su come si sia formato Psyche è questione ancora tutta da scoprire, anche se dovrebbe essere nato nelle fasi iniziali del Sistema solare: secondo alcuni, come nucleo di un planetesimo; secondo altri, come materiale primordiale che non si è mai sciolto. Ce lo dirà la missione della Nasa, guidata da Linda Elinks-Tanton dell'Arizona State University e gestita dal team del Jet Propulsion Laboratory. Proprio la professoressa e scienziata planetaria americana ha recentemente affermato che "se risulterà corretta la struttura metallica, Psyche farà parte della primissima generazione dei nuclei nel nostro Sistema solare". In ogni caso, ci sono ancora tanti dubbi che si spera saranno risolti grazie alla missione. 

La missione Psyche

La missione Psyche verrà lanciata nell'agosto prossimo, ma la navicella spaziale raggiungerà la sua destinazione soltanto quattro anni più tardi, in un viaggio di circa 2,4 miliardi di chilometri. Gli astronomi si sono già portati avanti, passando a setaccio ciò che potremmo vedere: faglie enormi superficiali dovute alla contrazione del metallo congelato; scogliere scintillanti di minerali dal mantello verde, flussi ghiacciati di lava solforosa e frammenti di metallo sparsi sulla superficie da millenni di impatti ad alta velocità.

Come detto prima, si prevede che la sonda inizierà a girare intorno all'asteroide di tipo M nel gennaio 2026 e studierà Psyche per due anni, attingendo ad un "arsenale" di strumenti avanzatissimi tra cui un magnetometro per misurare qualsiasi campo magnetico e un imager multispettrale per fotografare e mappare la superficie, mentre gli spettrometri preciseranno di cosa è fatta la superficie, attraverso la misurazione dei raggi gamma e dei neuroni. Per raggiungere l'asteroide, la navicella spaziale utilizzerà propulsori solari-elettrici che hanno il compito di accelerare gli ioni a velocità molto elevate, sei volte superiori a quelle cioè ottenibili con i razzi chimici. In base ai primi dettagli, pare che sarà utilizzato un propulsore ionico noto come "propulsore di Hall".

Dopo il lancio previsto ad agosto, la navicella oltrepasserà Marte nove mesi più tardi e sfrutterà la forza gravitazionale del pianeta per lanciarsi a spron battuto verso l'asteroide d'oro che tanto ha affascinato la Nasa.

Ma per le prime immagini bisognerà tuttavia attendere il 2025, quando l'Agenzia spaziale americana accenderà (finalmente) le telecamere appositamente predisposte. Non vediamo l'ora.

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