Novità Qualcomm tra Wi-Fi che consuma poca batteria ed auto che “parlano” tra di loro

Cosimo Alfredo Pina -

Oltre al nuovo SoC Snapdragon 820E, oggi Qualcomm fa diversi altri annunci tutti legati al mondo della connettività, tutti piuttosto interessanti perché anche se non riguardano dispositivi finiti gettano le basi per le tecnologie che ci circonderanno nei prossimi mesi ed anni.

Per quanto riguarda l’automotive, mentre non si fa altro che parlare di auto a guida autonoma, Qualcomm sta portando avanti il suo progetto legato al C-V2X (Cellular Vehicle-to-Everything). Questa tecnologia, che comunque si presta ad essere complementare al self-driving, è quella che in futuro farà comunicare le auto tra di loro per, ad esempio, comunicare rallentamenti e dati sul traffico in maniera estremamente precisa.

Qualcomm sta collaborando a tal proposito con Groupe PSA (il colosso dietro Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors) per testare la sua tecnologia C-V2X, basata sui chip Qualcomm 9150 che usano la rete 5G (banda dei 5,9 GHz), con la prima dimostrazione dal vivo fissata per il prossimo marzo in quel di Rennes (Francia).

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Novità più vicina all’utilizzo quotidiano è il chip WCN3998, un chip Wi-Fi 2×2 802.11ax che arriverà nelle mani dei produttori durante il secondo trimestre del 2018. Chi lo implementerà, e Qualcomm parla esplicitamente anche di smartphone, tablet e notebook, porterà sui device connettività wireless all’avanguardia, capace di offrire banda anche nei luoghi più affollati, sicura, grazie allo standard WPA3 e che consuma poca batteria. Pensate che il produttore dichiara ben il -67% di fabbisogno energetico rispetto all’attuale Wi-Fi 802.11ac.

Sempre rimanendo sul concetto di hardware e connettività, Qualcomm lancia le board di sviluppo, qualcosa di concettualmente simile al popolare Arduino, QCA4020 e QCA4024. Si tratta di soluzioni pensate per aiutare startup, aziende e appassionati nella creazione di gadget IoT di futura generazione. Bluetooth 5.0, Wi-Fi, ZigBee, processore dual-core, integrazione con SDK e servizi cloud oltre che otto sensori integrati sulla scheda.

Qualcomm continua quindi a dimostrare di saperci fare con l’hardware e soprattutto di voler continuare ad espandersi ben oltre la sua zona di comfort (qualcuno ha detto SoC per smartphone?).