Questa IA riesce a diagnosticare 50 malattie dell’occhio grazie al deep learning (foto)

Matteo Bottin

Quest’anno si parla sempre di più di Intelligenza Artificiale (IA) sui nostri dispositivi informatici e elettronici, ma il vero campo di lavoro di questo tipo di software è l’ambito della ricerca, dove si cercano di ottenere soluzioni a problemi più grandi. Tra questi c’è l’ambito medicale, dove si va a inserire questa IA che è stata progettata appositamente per riconoscere le malattie dell’occhio (più precisamente 50 tipi di condizioni di retinopatia diabetica). E ci riesce molto bene.

LEGGI ANCHE: Questa IA vorrebbe disegnare, ma i risultati sono esilaranti

Il progetto è nato dalla collaborazione della sussidiaria DeepMind di Google, UCL e il Moorfields Eye Hospital. Il software riesce a ricavare da scansioni 3D dell’occhio le patologie che lo affliggono, e di proporre ai pazienti il corrispettivo trattamento.

Il tutto è possibile grazie alla tecnica del deep learning, ovvero di quella tecnica che permette di identificare pattern comuni all’interno dei dati analizzati. In particolare, il software ha analizzato scansioni 3D degli occhi di 7.500 pazienti (per un totale di 15.000 scansioni) ottenute tramite la tecnica della Tomografia ottica a coerenza di fase (OCT), che potete vedere nell’immagine qui sotto.

Ovviamente, insieme alle scansioni OCT sono state fornite al software le diagnosi dei medici dell’ospedale Moorfields, ovvero l’ospedale dedicato alla vista più grande dell’Europa e Nord America.

Il risultato finale? La IA, comparata con le opinioni di otto medici, è riuscita a fornire la stessa diagnosi e lo stesso trattamento nel 94% dei casi (nell’immagine qui sotto il processo di analisi del software). Un risultato molto incoraggiante, dato comunque che la tecnica del deep learning non è esente da incertezze (si basa comunque su dati pregressi).

La comunità scientifica è comunque scettica sull’argomento delle IA in quanto si rischia che questi software non diventino uno strumento in mano ai medici, ma arrivino a prendere decisioni al posto degli umani. Per questo, i ricercatori dell’UCL stanno cercando di rendere la IA più flessibile, andando a proporre anche possibili cause alternative per i problemi rilevati dalle scansioni.

Per ora quindi il sistema è stato “dirottato” come strumento per decidere la gravità della diagnosi, e per decidere quale paziente dev’essere trattato per primo. In questo modo si ha un’efficienza maggiore del sistema sanitario per curare tutti i pazienti.

Purtroppo il software non è ancora pronto per l’uso clinico, però potrebbero essere necessari solo alcuni anni per arrivare al risultato finale. Sarebbe un ottimo risultato che permetterebbe ai medici di aumentare l’efficacia e l’accuratezza dei propri trattamenti. Vi fidereste di una diagnosi emessa da una Intelligenza Artificiale?

Via: The Verge