Litchi: l’app per i droni DJI che amplifica le possibilità

Emanuele Cisotti

Poco più di un mese fa ho trascorso una fantastica vacanza in Islanda che mi ha dato la possibilità di divertirmi davvero (e in totale sicurezza) con il mio DJI Mavic Air. Nel tentativo di scoprire come ottenere il massimo dal mio drone ho scoperto un’applicazione di terze parti, chiamata Litchi, che è realizzata scrupolosamente utilizzando l’SDK DJI. Cercando un po’ in rete ho letto di qualche lamentela per qualche drone distrutto o perso usando quest’app, ma si capirà rapidamente che la colpa non è dell’app, ma di chi la utilizza.

Chiariamo: Litchi non è un’app complicata, anzi, la curva di apprendimento è praticamente identica a quella ufficiale di DJI. Offre però molte più opportunità rispetto al software originale di DJI e per questo qualcuno si deve essere spinto ben oltre, calcolando male i propri percorsi e mandando il proprio drone verso morte sicura. Ma capirete meglio fra poco.

Una volta installata Litchi su Android o iOS l’unica cosa che dovrete fare è collegare lo smartphone al vostro controller DJI (compatibile la serie Mavic, Phantom, Inspire e Spark) e selezionare Litchi come app di default. L’azienda consiglia, per evitare incompatibilità, di disinstallare al’app DJI. Vi troverete davanti ad un’interfaccia estremamente familiare e tutte le impostazioni che avevate a disposizione nell’app DJI le ritroverete anche qui. Per il mio utilizzo le uniche funzioni che non ho ritrovato sono quelle sceniche del mio Mavic Air come il Boomerang. Non mi soffermerò su quali siano tutte le opzioni con cui potrete giocare all’interno delle impostazioni perché le darò per scontate in quanto utenti DJI. Andiamo a scoprire quali sono le funzionalità più interessanti.

Partiamo dalla funzione che mi ha spinto all’acquisto, ovvero quella che spinge all’acquisto buona parte degli acquirenti: il volo per punti di interesse (Waypoint). Sostanzialmente si tratta di decidere in anticipo il tragitto da far fare al vostro drone, punto per punto, per poi premere semplicemente Play. Capite bene a questo punto che questo livello di autonomia può risultare in seri incidenti se non utilizzato con cognizione di causa e se non si programma il tutto con attenzione. Tenete anche conto della distanza del vostro percorso e considerate se in caso di forte vento la batteria basterà per tornare indietro.

Ma non si tratta semplicemente di decidere i punti di interesse perché oltre a questo potrete anche decidere se e quanto ammorbidire le curve a che altezza posizionare i punti di interesse durante il tragitto da un punto di interesse a l’altro dove direzionare la videocamera. Potrete infatti inserire nella pianta dei punti di interesse “visivi” verso cui far puntare l’inquadratura durante il movimento, tutto in modo totalmente fluido. Capirete quindi che le possibilità sono infinite e potrete realizzare delle riprese spettacolari programmando tutto in anticipo. Oltre a preparare il tragitto tramite l’app anche a drone disconnesso, Litchi mette a disposizione anche un’interfaccia web (ovvero il Litchi Hub) dove programmare il tutto con calma dal proprio computer. Qualche considerazione che mi sento di aggiungere: non improvvisate e andate per tentativi, senza rischiare di impostare punti di interesse vicini a cavi elettrici o abitazioni che magari dalla mappa non sono visibili. Un’altra considerazione: l’altezza del punto di interesse è relativa all’altezza da cui decollerà il drone. 30 metri sono quindi 30 metri sopra l’altezza da cui decollerà il drone.

Oltre a questa modalità rivoluzionaria, abbiamo poi una funzione di tracking di un soggetto (simile, ma forse un po’ più precisa, a quella di DJI) e la funzione di fuoco fissato. Quest’ultima è molto interessante perché lascia il controllo a voi del drone ma imposterà automaticamente la posizione del gimbal della fotocamera per tenere sempre al centro dell’inquadratura il soggetto desiderato. Per ultima segnalo anche la funzionalità di orbita che permette di decidere con precisione il raggio di orbita attorno ad un determinato punto della mappa, l’altezza del drone e l’inclinazione della camera. Il tutto ovviamente per ottenere un video estremamente fluido, più di quello che potreste fare a mano libera.

Ho amato Litchi e durante la mia vacanza ho sostituito l’app di DJI con questa. Litchi mi ha oltretutto permesso di volare con il Pixel 2 XL che invece aveva vari problemi con il software DJI.

Litchi non ha un costo irrisorio, anzi. Costa 24,99€ ed è disponibile nel App Store e nel Play Store. Un investimento assolutamente ripagato per tutte le persone che vogliono fare molti video con il proprio drone.

Demo video da DJI Mavic Air registrato con i waypoint tramite Litchi. I momenti in cui il drone si ferma è perché ha rilevato gli uccelli attorno a lui in movimento e per sicurezza si è fermato.

  • azazel

    Non per contraddire ma tutte le funzionalità da te descritte ci sono anche in dji4 . Non ho capito che differenza ci sia. La funzione waypoint va a meraviglia.