Samsung vuole fare un copia-incolla del nostro cervello: la rivoluzionaria ricerca con Harvard

Samsung vuole fare un copia-incolla del nostro cervello: la rivoluzionaria ricerca con Harvard
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Samsung è uno dei principali attori dell'attuale industria tecnologica e punta molto anche sull'innovazione. La storia che stiamo per raccontarvi rientra proprio in questo contesto, ed è il frutto del lavoro di un team di Samsung in collaborazione con un team di ricerca della Harvard University.

Il fondamento della ricerca condotta da Samsung e dalla Harvard University si basa sull'ingegneria neuromorfica, un branca dell'ingegneria informatica nata negli anni '80 con l'obiettivo di creare un chip fortemente ispirato alla configurazione dei neuroni nel cervello umano. Questo non dovrebbe sorprenderci, visto che molte delle cose migliori fatte dall'uomo sono proprio ispirate alla natura.

La ricerca appena presentata mostra un'evoluzione del concetto di ingegneria neuromorfica. In principio infatti ci si è resi conto che è troppo complicato riprodurre completamente la configurazione dei neuroni cerebrali. Pertanto l'idea di Samsung e dei ricercatori di Harvard è quella di copiare e incollare tale struttura.

La "copia"di tale configurazione avverrebbe per mezzo di un innovativo array di nanoelettrodi, piccolo abbastanza da poter essere immesso nei neuroni del cervello umano per registrare i segnali che gli stessi neuroni si scambiano tra loro. Si tratta di segnali elettrici, derivati da stimoli chimici, di intensità variabile in base alle connessioni e alla distanza tra i neuroni adiacenti. In questo modo si riuscirebbe a ricostruire la mappa dei neuroni, effettuando una sorta di reverse engineering del nostro cervello.

La fase "incolla" del progetto descritto da Samsung avverrebbe invece per mezzo dell'utilizzo di specifiche memorie non volatili, come i classici SSD che usiamo tutti i giorni, o memorie ad accesso casuale resistivo (RRAM). Considerando che in un cervello umano ci sono circa 100 miliardi di neuroni, si stima che le rilevazioni da incollare ammonterebbero a circa 100 trilioni. Questo sarebbe reso possibile grazie all'impiego delle memorie in configurazione 3D sviluppate da Samsung.

Chiaramente il progetto deve essere inteso come un punto di partenza. Un chip costruito a immagine e somiglianza del nostro cervello aprirebbe la strada a molteplici applicazioni, come ad esempio al miglioramento dei dispositivi medici e chirurgici. Per maggiori dettagli vi suggeriamo di leggere il paper completo pubblicato dai team di ricerca di Samsung e della Harvard University,

Fonte: Samsung

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