Scrivere col pensiero non è più fantascienza: nuova tecnica basata sull’IA (foto)

Vincenzo Ronca

Uno degli aspetti più interessanti e preziosi della tecnologia è sicuramente l’apporto che può fornire all’avanzare della medicina. In questo contesto vi parliamo di un’interessante tecnica sviluppata alla Stanford University per ridare parola a coloro che l’hanno persa.

La tecnica sviluppata dai ricercatori della Stanford University consiste nella possibilità di fornire a pazienti affetti da estese forme di paralisi l’abilità di scrittura, nonostante non possano muovere alcun muscolo del corpo. Il tutto è ovviamente possibile con l’uso di speciali dispositivi, i quali costituiscono un sistema uomo-macchina in grado di fornire alla persona paralizzata diverse possibilità di espressione.

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In medicina i sistemi uomo-macchina sono ormai affermati da decenni, e sono fondamentali perché sono in grado di restituire, almeno in parte, ai pazienti la loro possibilità di esprimersi, sia verbale che scritta. L’innovatività della tecnica appena svelata dalla Stanford University consiste nella velocità di decodifica del movimento di scrittura immaginato dal paziente e la scrittura stessa.

Il tutto si basa su alcuni elettrodi impiantati nella regione corticale del cervello dei pazienti, i quali registrano l’attività di tale corteccia. In pazienti come quello oggetto della ricerca, in cui la paralisi è avvenuta in seguito a incidenti o patologie a carico del sistema nervoso, le attività cerebrali sono intatte e pertanto tali pazienti sono in grado di immaginare perfettamente l’esecuzione dei movimenti che non possono compiere.

Dunque gli elettrodi nella regione corticale registrano l’attività cerebrale e il sistema sviluppato da ricercatori decodifica tali attività in movimenti e successivamente in parole. Il tutto è basato sull’apporto dell’intelligenza artificiale: questa svolge il compito di trovare le corrispondenze tra attività cerebrale e movimenti della mano con l’obiettivo di scrivere quello che il paziente ha immaginato di fare.

Per darvi un’idea degli importanti risultati raggiunti con la tecnica appena presentata, i ricercatori hanno ottenuto dal paziente al centro della ricerca ben 18 parole al minuto con un’accuratezza del 94%. Una persona in condizioni normali riesce mediamente a scrivere 23 parole al minuto con uno smartphone.

Via: EngadgetFonte: Nature