Ho provato la soundbar Sennheiser AMBEO e mi sono sentito al cinema

Giuseppe Tripodi -

In 75 anni di storia, Sennheiser ha prodotto una sola soundbar: si chiama Sennheiser AMBEO, ed è stata lanciata due anni fa. Nonostante fosse in giro già da un po’, però, non mi era ancora mai capitato di provarla: quando mi hanno invitato ad ascoltare come funziona non me lo sono fatto ripetere due volte e sono andato a fare un giro da Buscemi Hi-Fi, uno dei pochi rivenditori italiani che distribuisce questo particolarissimo prodotto.

Quindi mettiamo subito le mani avanti: non è un dispositivo per tutti. O meglio, starebbe bene in casa di ciascuno di noi, ma non tutti sono pronti a spendere 2.500€ per una soundbar. Quindi ecco, se volete l’audio di un piccolo cinema in casa, dovrete preparavi a pagarlo profumatamente.

Una volta entrato nella saletta predisposta all’ascolto, quel che mi sono trovato davanti è stata una soundbar decisamente importante: 127 cm di lunghezza e 14 cm di altezza, per un peso di 18 kg. Al suo interno, ben 13 altoparlanti (di cui 6 woofer da 4″) che, grazie alla tecnologia AMBEO 3D, riescono ad emulare un impianto 5.1.4 (per chi non lo sapesse, il .4 finale indica quattro speaker posti sul soffitto).

L’effetto è decisamente sorprendente. Di soundbar che suonano bene ne ho ascoltate parecchie, ma quando guardiamo un film con un dispositivo simile, solitamente è facile localizzare la posizione dell’audio: viene da lì, frontale, da quella serie di tweeder e woofer racchiusi dentro una barra e posti sotto la TV. Semplice, ovvio.

Quel che accade con la Sennheiser AMBEO, invece, è completamente diverso: l’effetto è proprio quello di stare al cinema, con un audio che ci avvolge da ogni lato, anche dal soffitto. Per testare il la tecnologia AMBEO, che rende possibile tutto questo, ho visto lo spezzone di un film (distrattamente, non ho chiesto quale fosse): ad un certo punto la protagonista, che sta scappando da un gruppo di teppisti che la inseguono in un porto, si lancia da una banchina per appendersi alla catena di una gru, che ruotando su sé stessa la porta in salvo.

In questa scena, era lampante identificare la provenienza dei suoni: il suono sferragliante della catena era in alto, sopra la testa della protagonista (e la mia), il gruppo di teppisti urlava alle spalle e tutto intorno il vociare del porto. Un effetto davvero stupefacente, pensando che tutto il suono proveniva invece da un’unica fonte, ben localizzata davanti a me.

Ovviamente, per riuscire ad ottenere un effetto simile, è necessario che la fonte audio sia adeguata: dev’essere configurata per il 5.1, e la Sennheiser AMBEO supporta anche Dolby Atmos, DTS:X e MPEG-H. Ma anche se il suono è studiato per essere distribuito su più canali, solitamente non serve a nulla se la fonte è una sola: ma allora come fa Sennheiser ad emulare un impianto 5.1.4?

“Semplice” (si fa per dire): sfrutta la normale propagazione del suono, calcolando i rimbalzi sulle pareti e sull’arredamento della stanza, tarando quindi l’esperienza specificatamente per il nostro salotto. Facciamo un passo indietro: la tecnologia AMBEO nasce in ambito microfoni. I microfoni AMBEO di Sennheiser sono infatti dei dispositivi specializzati nella registrazione audio a 360°.

Ed è proprio grazie ad un microfono con tecnologia AMBEO, incluso nella confezione della soundbar, che Sennheiser riesce a fare la magia: alla prima accensione della soundbar, infatti, è necessario eseguire una particolare configurazione. Bisogna piazzare il microfono in questione nel punto di ascolto (ad esempio sul divano), collegarlo alla soundbar, avviare la calibrazione ed uscire dalla stanza (non vorrete mica che il vostro colpo venga considerato parte dell’arredamento, vero?).

Il microfono per la calibrazione, posizionato sulla sedia di ascolto

La calibrazione dura circa 5 minuti, durante i quali gli speaker della soundbar emetteranno dei suoni ad alta frequenza che verranno catturati dal microfono, che a sua volta potrà modificare il tiro della riproduzione per permettere alla Sennheiser AMBEO di massimizzare l’effetto 3D grazie alla rifrazione del suono. In altre parole, l’audio rimbalza sapientemente sui muri, riuscendo a circondarvi.

Come già detto, l’effetto è sorprendente: si nota anche ascoltando musica (che, neanche a dirlo, suona benissimo), ma dà il meglio di sé con film, serie TV e videogiochi.

Quasi superfluo specificare che la Sennheiser AMBEO ha poi tutte le sciccherie che ci si aspettano da una soundbar di fascia elevata: letteralmente una pletora di input (vedi screenshot sotto), tra cui spicca anche un Chromecast integrato, applicazione per Android e iOS per controllare la soundbar (e regolare l’equalizzatore), NFC per associare rapidamente lo smartphone, telecomando dedicato e tutto ciò che possiate aspettarvi da una soundbar (costa pur sempre 2.500 euro).

Non è per tutti, ma se potete permettervela e state costruendo il vostro home cinema, fatevi un bel regalo: non ve ne pentirete.

Foto

 

  • disqus_ECsvBh9gay

    Ho usato il VST ambeo, ma non l’ho trovato gran che. Questa soundbar invece sembra la prima implementazione vera del concetto di propagazione del suono per cinema (le altre soundbar certificate Dolby non calcolando la propagazione, le ritengo dei “giocattolini” costosi). Peccato il prezzo da capogiro 😅
    Invece per quanto riguarda la vera qualità audio? Come si sentono le voci? I bassi per i film sono da far vibrare il pavimento?

    • Daniele

      La qualità audio è di buon livello per essere una soundbar, gli alti sono ottimi, mai striduli, i bassi però sono la vera sorpresa: non diresti mai che stai ascoltando quei bassi da una soundbar, non possono far “vibrare il pavimento” come un subwoofer ovviamente. I dialoghi sono buoni, però con l’opzione ambeo attivata restano troppo indietro a mio avviso

      • disqus_ECsvBh9gay

        Eh è quello il problema di molte Soundbar: ti accontentano da un lato e dall’altro ti deludono.
        Della mia SB infatti sono contentissimo come altri possessori perché si comporta bene con quasi tutto (per la TV va da Dio senza alti fuori posto anche senza andare sui canali HD, per la musica non eccelle, ma ha un suono caldo, per il cinema i due Woofer in bass reflex pompano un casino). Peccato però mi si sia ovalizzato un driver in sto periodo. Probabilmente troppo sforzo per un driverino piccolo così… 😔

  • Daniele

    Posseggo ambeo da circa un anno. Sarebbe interessante capire quale film hai visto 🤔 perché se parliamo di rumori che provengono dall’alto allora si trattava di un film con audio in formato dolby atmos..formato usato però solo nella lingua originale dei film