A Google Assistant la palma di migliore assistente vocale, ma Cortana lo bracca, Alexa si migliora e Siri…

Edoardo Carlo Ceretti ...è inaspettatamente il peggiore del lotto.

La grande sfida degli assistenti vocali sta ormai furoreggiando da mesi nel mercato USA, con colossi del calibro di Google, Amazon, Apple e Microsoft a darsi battaglia senza esclusioni di colpi per conquistare il vertice di un settore cruciale per il futuro della tecnologia, mentre altri rivali pericolosi come Samsung si affacciano all’orizzonte. Allo stato attuale però, quale degli assistenti virtuali risulta essere oggettivamente il più efficace? Uno studio realizzato da Stone Temple Consulting ci ha dato un primo verdetto.

Basandosi su una serie di oltre 5.000 domande di diverso genere e tenendo conto tanto del numero di risposte tentate, quanto dell’accuratezza delle stesse, lo studio ha finito per premiare in modo indiscutibile Assistant, ovvero l’assistente vocale realizzato da Google, capace di dare risposta alla quasi totalità delle domande, con un tasso di accuratezza completa che sfiora l’80%. Dati che calano leggermente su Google Home, ma che rimangono eccellenti. Un’ottima notizia per noi utenti italiani, dato che Assistant è finora l’unico assistente disponibile nella nostra lingua tanto su smartphone quanto su smart speaker, sebbene non offra ancora tutte le potenzialità mostrate in lingua inglese.

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L’assistente che si è piazzato al secondo posto probabilmente sorprenderà la maggior parte di voi: si tratta di Microsoft Cortana, a brevissima distanza dal premiato Assistant. A seguire, ecco Alexa, che da noi risulta ancora desaparecido, ma che negli USA si sta diffondendo capillarmente. Da notare inoltre che l’assistente di Amazon è stato quello che più si è migliorato rispetto ai test effettuati nel 2017, dimostrando di poter presto competere ad armi pari con i primi due in classifica.

Altra grande sorpresa per il fanalino di coda di questo studio, ossia Siri, probabilmente l’assistente vocale più conosciuto in Italia, anche da chi non è appassionato di tecnologia. In particolare l’accuratezza delle risposte offerte da Siri ha lasciato ampiamente a desiderare, scendendo al di sotto del 50%. Non un buon viatico per Apple, dopo le grandi polemiche raccolte da HomePod, il primo smart speaker della mela, con integrato un ancora limitato Siri.

Concludiamo accennandovi un altro studio, questa volta realizzato da ROAST, che ha preso in considerazione soltanto Google Assistant, mettendolo alla prova con oltre 10.000 domande, che includono informazioni circa turismo, ristorazione, viaggi, trasporti, istruzione e altro ancora. I risultati mostrano come Assistant, per quanto il più completo, necessiti ancora di miglioramento in argomenti più specifici, oltre ad una maggiore coerenza nel tipo di risposte offerte.

Via: 9to5 GoogleFonte: Stone Temple, ROAST