Tatuaggi con tecnologia OLED: il prossimo passo della e-health?

Tatuaggi con tecnologia OLED: il prossimo passo della e-health?
Enrico Gargiulo
Enrico Gargiulo

L'usanza dei tatuaggi, la cui origine v'invitiamo ad approfondire perché assai simpatica, fatti per incidere per sempre (o temporaneamente) un'immagine o una parola sulla pelle potrebbe non essere limitata alla sua funzione estetica: sono numerosi gli studi che impiegano la tecnologia OLED per creare "tatuaggi smart" che consentano di monitorare i parametri delle prestazioni umane e anche la freschezza del cibo.

La ricerca ha portato alla creazione di tatuaggi temporanei, applicabili semplicemente con il trasferimento dell'acqua, capaci poi di essere rimossi semplicemente con del sapone al termine del loro utilizzo: la presenza di sensori e circuiti conduttivi, permetterebbe a questi tatuaggi intelligenti di cambiare colore per monitorare i livelli di glucosio nel sangue. E questa è solo una delle possibili applicazioni.

Un'altra frontiera in fase di esplorazione da parte dell'University College London (UCL) e dell'Istituto italiano di tecnologia, sta combinando questi tatuaggi con la tecnologia di emissione della luce utilizzata in televisori e smartphone: sono riusciti già a creare un tatuaggio spesso appena 2,3 micrometri, contenente un polimero elettroluminescente di 76 nanometri di spessore, frapposto a una coppia di elettrodi protetti da uno strato isolante, capace di generare luce se sottoposto a un campo elettrico.

Anche in questo caso, le tecniche di applicazione e rimozione sono identiche a quelle dei comuni tatuaggi temporanei ad acqua e i ricercatori ne hanno dato prova applicandoli su una lastra di vetro, una bottiglia di plastica, un'arancia e della carta.

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