Translatotron non è un Transformers ma il nuovo servizio di traduzione speech-to-speech di Google

Enrico Paccusse - È il primo nel suo genere ed è ancora in fase sperimentale, ma promette maggiore velocità, più accuratezza, e nessun bisogno di passare dalla parte testuale.

E qual’è la novità direte voi? Google Traduttore (o Translate) può già ascoltare le nostre parole e tradurle per noi, ed eventualmente anche pronunciare ad alta voce la traduzione effettuata. Per capire qual’è la differenza introdotta con Translatotron (speriamo in un nome diverso per l’Italia) di Google, bisogna che prima facciamo assieme un ripasso di ciò che avviene ora.

I sistemi attuali di traduzione speech-to-speech (speech sta per voce, parlato) consistono in tre parti: prima viene presa la nostra voce, interpretata e riportata sotto forma di testo; una volta lì, le nostre parole sono tradotte dal motore di Google; infine, la terza parte prende quelle stringhe di testo, e le sintetizza nella lingua di destinazione, così da poter essere pronunciate in forma vocale.

LEGGI ANCHE: Sapevate che Google Traduttore può tradurre interi documenti in un colpo solo?

Capite bene che se l’obiettivo è quello di tradurre velocemente un discorso, un processo del genere che deve passare sempre alla parte testuale rallenta non poco le operazioni di interpretazione. È qui che entra in gioco Translatotron (faccio fatica persino a scriverlo) il quale si pone l’obiettivo di evitare il passaggio intermedio e di restituire la traduzione vocale, grazie alla tecnologia che gli permette di ricevere in input e di restituire in output lo spettrogramma delle parole, ovvero una rappresentazione grafica del suono.

Nel caso voleste avere maggiori informazioni, qui trovate l’articolo ufficiale di Google. La morale della favola, per noi, è che con questo metodo avremo traduzioni più efficienti e ancor più veloci.

Via: CNET