L'Unione Europea contro Apple: l'App Store viola i principi di concorrenza

Se condannata, Apple potrebbe dover pagare una multa di 27 miliardi ed essere costretta a rivedere il proprio modello di business.
L'Unione Europea contro Apple: l'App Store viola i principi di concorrenza
Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

La Commissione Europea si è espressa sul caso Apple vs Spotify: una questione iniziata ben 5 anni fa e portata all'attenzione dell'UE nel 2019. Spotify sosteneva che Apple approfittasse della posizione dominante di App Store per imporre le proprie tariffe alle app di terze, creando quindi una concorrenza sleale con Apple Music e, più in generale, con i servizi della mela.

Dopo lunga attesa, oggi l'Unione Europea ha dato ragione a Spotify, come comunicato su Twitter da Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza, che nelle prossime ore comunicherà maggiori dettagli in conferenza stampa.

La nostra conclusione preliminare: @Apple
sta violando il diritto alla concorrenza dell'UE. @AppleMusic
compete con altri servizi di streaming musicale. Ma @Apple
fa pagare alte commissioni ai rivali nell'App Store e vieta loro di informare sulle opzioni di abbonamento alternative. I consumatori ci rimettono.

Come riassunto nel tweet, la Commissione Europea si è focalizzata proprio su due regole imposte da Apple agli sviluppatori:

  • l'obbligo di utilizzare gli acquisti in-app (su cui Apple impone delle tariffe del 30%);
  • il divieto di comunicare agli utenti la possibilità di acquistare al di fuori dell'app.

La concomitanza di queste due norme impedirebbe quindi alle aziende di fare concorrenza diretta ad Apple Music e altri servizi della mela: obbligati all'uso dell'acquisto in-app e non potendo neanche informare gli utenti della possibilità di attivare un abbonamento da browser, i servizi di terze parti non possono che sottostare alla cosiddetta "Apple Tax", ossia le commissioni del 30% trattenute dall'azienda per ogni acquisto in-app.

La Commissione Europea ha constatato come la maggior parte delle aziende hanno scaricato il costo delle commissioni sui consumatori, che si trovano quindi a pagare di più per un servizio, non sapendo che potrebbero risparmiare il 30% pagando al di fuori dell'app. Ad esempio, un abbonamento a Spotify acquistato in-app costa 12,99€ invece di 9,99€.

Al momento, ci troviamo nella prima fase del procedimento antitrust contro Apple e adesso la società avrà la possibilità di replicare alla Commissione Europea.

Nel caso in cui venisse confermato che le regole di Apple ledono la libera concorrenza e violano le leggi europee che la tutelano, l'azienda potrebbe ricevere una multa che può arrivare fino al 10% del fatturato annuo. Basandosi sui ricavi dello scorso anno, si tratterebbe di circa 27 miliardi di dollari.

Inoltre, per continuare ad operare in Europa, Apple potrebbe essere costretta a modificare il proprio business model, rivedendo le regole contestate dall'Unione Europea.

A proposito della vicenda, Apple ha dichiarato:

Spotify è diventato il più grande servizio di abbonamento musicale del mondo e siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo avuto in questo.

Spotify non paga ad Apple alcuna commissione su oltre il 99% dei suoi abbonati: paga solo una commissione del 15% su quegli abbonati rimanenti che hanno acquisito attraverso l'App Store.

Al centro di questo caso c'è la richiesta di Spotify di poter pubblicizzare offerte alternative sulla loro app per iOS, una pratica che nessun negozio al mondo permette.

Ancora una volta, tutti vogliono i benefici dell'App Store ma pensano di non dover pagare nulla per questo.

L'argomentazione della Commissione a favore di Spotify è l'opposto della concorrenza leale.

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