Una rana ha rigenerato un arto amputato grazie a dei farmaci sperimentali

Una rana ha rigenerato un arto amputato grazie a dei farmaci sperimentali
Luigi Bianchi
Luigi Bianchi

Sì, avete letto bene. Una rana artigliata africana, una specie che si trova solitamente nei luoghi tropicali, ha rigenerato il proprio arto amputato grazie ad una serie di farmaci, inseriti in un tappo di silicone, posizionati nella zona amputata. Il trattamento è durato solo 24 ore, ma sono stati necessari circa 18 mesi per la rigenerazione completa dell'arto.

A differenza di molte creature che possono rigenerarsi alcune parti menomate, come per esempio salamandre, stelle marine, granchi e lucertole, la rana artigliata africana non gode di questa caratteristica.

Completato il ciclo di formazione della gamba, le rane che subirono la sperimentazione hanno riavuto quasi completamente l'utilizzo dell'arto, potendo non solo rispondere agli stimoli a cui venivano sottoposte, ma anche riuscendo di nuovo a nuotare.

"È emozionante vedere che i farmaci che abbiamo selezionato stavano aiutando a creare un arto quasi completo. "Il fatto che sia necessaria solo una breve esposizione ai farmaci per mettere in moto un processo di rigenerazione lungo mesi suggerisce che le rane e forse altri animali potrebbero avere capacità generative dormienti che possono essere rimesse in azione" -Nirosha Nurugan

A differenza di quanto si possa pensare, anche noi esseri umani abbiamo alcune capacità rigenerative: per esempio il fegato può essere dimezzato, ritornando tranquillamente nel suo stato originale. I bambini possono rigenerare la punta delle loro dita, da adulti invece se ci lesioniamo parte della nostra cute, essa si rigenererà da sola. Tuttavia nei mammiferi l'amputazione di un arto non può essere ripristinata: ecco perché questa scoperta è così importante per il futuro di chi, in un modo o in un altro, non possieda più un arto o viva con organi danneggiati.

Nella ricerca pubblicata su Science Advances viene descritto come avviene il processo di rigenerazione dell'arto. I ricercatori hanno amputato gli arti inferiori delle rane, inserendo "nel moncherino" un cockail di 5 farmaci in un cappuccio di silicone, ognuno con una funzione ben specifica: alcuni si occupavano della riduzione dell'infiammazione, altri agevolavano la produzione di collagene per fermare la formazione del tessuto cicatriziale, infine alcuni promuovevano la crescita di nuove fibre nervose, vasi sanguigni e muscoli.

"Lo studio ha ramificazioni estremamente interessanti per la medicina rigenerativa. Sebbene le rane abbiano una capacità rigenerativa molto superiore rispetto agli umani, questo è un primo passo molto importante. Con la giusta combinazione di farmaci e fattori, un approccio di questo tipo potrebbe potenzialmente stimolare la rigenerazione e ripristinare le funzioni perdute negli esseri umani" -Bob Lanza

Lanza non era coinvolto direttamente nella ricerca, ma le sue affermazioni sono piuttosto ottimistiche, come anche quelle del professore di cardiologia dell'Imperial College di londra Michel Schneider, che afferma che la scoperta in questione può essere messa in atto anche in altri campi, come per esempio la possibilità di curare i danni di un infarto causati dalle cicatrici formatesi da cellule cardiache morte.

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