Perché abbiamo dovuto aspettare l’USB-C per avere connettori reversibili?

Giuseppe Tripodi

Avete presente quando inserite una chiavetta USB e azzeccate il verso giusto al primo colpo?

Io nemmeno.

Da decenni si scherza sul verso delle USB, e su quanto sia frustrante non riuscire ad inserire subito il connettore, ma non bisogna pensare che i creatori dello standard non avessero considerato questo problema. Ajay Bhatt, uno degli inventori dell’USB, recentemente ha commentato a NPR il design del connettore, spiegando che ovviamente l’USB non era così immediato come avrebbe dovuto essere e che, evidentemente, la seccatura più grande è la mancanza di reversibilità.

Ma nonostante tutto, Bhatt difende le scelte compiute venti anni fa: l’USB doveva sostituire gli standard di porta parallela e porta seriale e bisognava convincere i produttori di PC ad adottarlo. Creare uno standard reversibile avrebbe richiesto il circuiti da entrambi i lati e il doppio dei cavi, il che avrebbe raddoppiato i costi di produzione. Non ci si poteva permettere di rischiare e creare un connettore troppo costoso e, di conseguenza, l’USB poteva essere reversibile.

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Con il passare degli anni, è stato sempre più evidente che l’impossibilità di inserire l’USB in entrambi i versi sia la parte più frustrante dell’esperienza d’uso e, di conseguenza, USB-C metterà fine a questo problema. Ma, probabilmente, non saremmo dove siamo se non avessimo avuto la cara, vecchia, economica USB-A.

Via: TheVergeFonte: BoingBoing