Cosa aspettarsi dal primo visore di Apple

Cosa aspettarsi dal primo visore di Apple
SmartWorld team
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Guardare al di là dei propri naturali confini, abbracciando nuovi spazi ma restando al contempo sé stessi. Dietro a questa frase si nasconde molto del futuro del primo visore di Apple, l’ultimo (forse) grande progetto dell’interregno di Tim Cook, nonché penultimo tassello (l’altro è impersonato nell’Apple Car) prima della grande trasformazione della società californiana. Che partendo dal segmento mobile, allargherà i propri orizzonti fino ad abbracciare settori di mercato di senso diametralmente diverso (ma evidentemente profittevoli per le aziende che vi sono impegnate).

Il visore di Apple sarà un accessorio

I tempi per il ritorno in grande stile degli occhiali “intelligenti” sono d’altronde ormai maturi e lo dimostra, in fondo, l’ultima opera di Facebook, prodotta in collaborazione con la specialista Ray-Ban. Eppure, il progetto di Apple è destinato a differenziarsi sotto molteplici profili. Il visore allo studio da parte degli ingegneri della “mela” sottenderà infatti un approccio diametralmente opposto rispetto a quello, ad esempio, degli Oculus: non sarà un concentrato di tecnologia dalla quale poggerà interamente l’esperienza della realtà virtuale e aumentata, ma avrà al suo interno quanto basta per confezionare il migliore approccio possibile per gli utenti.

Il resto sarà gestito in coabitazione dagli iPhone, iPad, Mac e dalla restante sequela di dispositivi a cui potrà essere abbinato, fortificando ulteriormente il concetto di ecosistema. Lo ha già spiegato qualche giorno fa una indiscrezione proveniente da The Information e di senso analogo sono anche i rumors precedenti.

Leggerezza e autonomia sono i concetti chiave di Apple

Detto in altri termini, il visore di Apple per la realtà virtuale e aumentata sarà inquadrato letteralmente come accessorio: lo si accoppierà ai dispositivi compatibili e sfrutterà la potenza di calcolo di quest’ultimi per riprodurre l’esperienza AR/VR, ma forse anche la visualizzazione completa delle notifiche provenienti dai device principali. Una scelta che sottintende ragionamenti di opportunità e convenienza: la società americana vuole infatti rendere il dispositivo quanto più leggero possibile, tanto in termini di ingombro (e in particolar modo nel peso, come dimostrano le indiscrezioni emerse finora), quanto in termini di hardware.

Non ci sarà, ad esempio, il Neural Engine per l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico, totalmente gravato sul dispositivo esterno al quale sarà abbinato. Lo stesso processore – che sarà costruito secondo un processo produttivo a 5 nanometri – non punterà a superare, quanto a potenza, quello dei più recenti Mac (come invece sostenuto da qualche voce ormai non più attuale), ma si limiterà ad accogliere ciò che davvero è importante per l’esperienza della mixed reality: un miglioramento della componente video, una riduzione dei consumi energetici e un incremento delle prestazioni nel trasferimento dei dati.

Proprio l’autonomia sembra infatti uno dei punti chiave del visore di Apple, abbinata alla leggerezza: il dispositivo dovrebbe pesare attorno ai 150 grammi, superando di gran lunga le soluzioni realizzate dalla concorrenza (che, lo ricordiamo, hanno un peso minimo di 300-400 grammi). L'intento della società della "mela" è produrre un dispositivo comodo da indossare, in special modo dopo un prolungato utilizzo. E questo dovrebbe anche avvalorare la possibilità di gestire le notifiche apparse sullo schermo tramite gesture.

Nessun compromesso sui sensori

In ogni caso, l’approccio del gigante di Cupertino ricorda molto quello praticato su Apple Watch: c'è un system-on-chip ottimizzato per i contenuti, ma soprattutto ci sono una lunga sequela di componentistiche dedicate alla salute (e con il modello dell’anno prossimo potrebbero aggiungersene degli altri). Alla stessa maniera, Apple non lesinerà sforzi sulla sensoristica del suo nuovo visore: il sensore sarà di grandi dimensioni e avrà tutto ciò che serve per esaltare l’esperienza della realtà aumentata, catturando l’ambiente in alta risoluzione e garantendo un approccio fortemente immersivo.

Il dispositivo dovrebbe inoltre utilizzare un display microLED di Sony, capace di esser al tempo stesso lucido per i contenuti in modalità aumentata e opaco per quelli, invece, in modalità virtuale. A bordo troveranno invece spazio ben 15 telecamere per riprodurre fedelmente sullo schermo i movimenti degli utenti, mentre le lenti trasparenti vedranno la firma di Genius Eletronic Optical, già fornitore di Apple delle lenti grandangolare e teleobiettivo degli imminenti iPhone 13 Pro e Pro Max. Una patnership, quest'ultima, destinata dunque a fortificarsi anche negli anni successivi e da incanalarsi verso più settori.

Attenzione al software

Gran parte del successo del visore di Apple dipenderà comunque dal software, ed ecco perché l’azienda di Tim Cook avrebbe deciso di scaglionare il lancio del suo visore in due tronconi: il primo coinvolgerà esclusivamente gli sviluppatori e potrebbe inverarsi già durante il 2022 inoltrato; l’altro, invece, interesserà la massa indifferenziata di consumatori, con il 2023 sempre più anno chiave. Il visore sarà dunque il one more thing del futuro keynote dedicato agli iPhone 14?

Sulla stessa lunghezza d’onda di Apple Watch, verrà aperta una sezione apposita dell’Apple Store specificamente dedicata all’innovativo gadget: attraverso la distribuzione dei primi prototipi, gli sviluppatori avranno perciò il compito di creare contenuti per arricchire la speciale sezione e fare in modo che il dispositivo sia già pronto nella prima tornata di commercializzazione su larga scala. Il sistema operativo dovrebbe invece rispondere al nome di “rOS”, una piattaforma mutuata da iOS ed appositamente congegnata per il visore, anche grazie alla piena compatibilità con le gesture e l’assistente vocale.

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