Vittoria per Xiaomi: batte il governo USA in tribunale ed esce dalla blacklist

Vittoria per Xiaomi: batte il governo USA in tribunale ed esce dalla blacklist
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Le ultime notizie che arrivano d'oltreoceano sono molto importanti per Xiaomi e per il suo mercato tecnologico. Tutto riguarda la recente decisione, presa a gennaio scorso, da parte del governo USA di inserire nella sua blacklist il gigante cinese.

La notizia aveva avuto lo stesso sapore del ban inflitto dall'amministrazione Trump a Huawei, solo che per Xiaomi riguardava delle particolari restrizioni nel raccogliere investimenti da cittadini o entità statunitensi. La motivazione puntava a un collegamento tra Xiaomi e l'esercito cinese. L'azienda cinese ha però negato da subito le accuse e ha fatto causa al dipartimento della Difesa e del Tesoro degli Stati Uniti per incostituzionalità.

Dopo un paio di mesi abbiamo il verdetto: la corte statunitense si è espressa a favore di Xiaomi, rimuovendo temporaneamente l'ordine esecutivo che impediva di acquistare titoli e obbligazioni di Xiaomi per i cittadini statunitensi. Xiaomi ha accolto con piacere la decisione, auspicandosi una rimozione definitiva dell'ordine esecutivo emanato dall'ex amministrazione Trump.

A seguire la dichiarazione in italiano:
Xiaomi è lieta di constatare che il 12 marzo la Corte ha ordinato un'ingiunzione al Dipartimento della Difesa americano per impedire l'attuazione o esecuzione della designazione di Xiaomi come CCMC. In conformità al provvedimento concesso, la Corte ha annullato completamente e con effetto immediato la restrizione dell'Ordine Esecutivo 13959 che vietava alle società statunitensi di acquistare i titoli di Xiaomi e l'obbligo di cedere le loro partecipazioni azionarie. 

Xiaomi ribadisce ancora una volta di essere una società ampiamente controllata, quotata in borsa e gestita in modo indipendente che offre prodotti di elettronica di consumo esclusivamente per uso civile e commerciale. Xiaomi ritiene inoltre che la decisione di designarla come una azienda militare comunista cinese sia arbitraria e irragionevole, e la Corte è dello stesso parere. Ad ogni modo, Xiaomi ha intenzione di proseguire chiedendo l'illegittimità della designazione e la sua revoca permanente. 

Xiaomi è un'azienda tecnologica giovane ed estremamente dinamica che nel corso di questi anni ha offerto ai consumatori di tutto il mondo prodotti sorprendenti a prezzi onesti e che continuerà a lavorare incessantemente e con impegno con i propri partner globali per permettere a tutti di godere di una vita migliore attraverso una tecnologia innovativa" - ha dichiarato un portavoce di Xiaomi.​

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