L'IoT entra in casa vostra, ma potrebbe portarci anche degli sconosciuti

L'IoT entra in casa vostra, ma potrebbe portarci anche degli sconosciuti
CosimoAlfredo Pina
CosimoAlfredo Pina

Ormai la quantità di dispositivi smart è innumerabile ma non sempre i gadget che abbracciano il concetto dell'IoT sono adatti alle nostre case. A dimostrarlo arriva Shodan, un motore di ricerca per i dispositivi connessi che dimostra quanto sia ancora vulnerabile questa tecnologia.

Una volta registrati al sito è infatti possibile accedere ad una particolare sezione dove vengono riportate tutte le webcam ed IPcam connesse in maniera non sicura alla rete.

Tra i risultati ci sono ovviamente diverse telecamere pubblicamente accessibili, mentre altre, a giudicare dall'inquadratura di anteprima sembrano proprio portarci nelle case di ignari utenti.

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Dan Tentler, ricercatore specializzato in sicurezza informatica, ha spiegato come i produttori stiano lanciando sul mercato prodotti sempre più a buon prezzo, ovviamente per attirare sempre più acquirenti.

Il problema è che dietro ai gadget a buon mercato c'è spesso una scarsissima o addirittura non esistente cura per il fattore sicurezza. La legislazione americana, messa in atto dalla Federal Trade Commission, prevede già sanzioni e messe al bando per i prodotti connessi che non garantiscono adeguata protezione dei dati e dell'accesso.

Tuttavia non sempre e non in tutti i paesi esiste questo grado di controllo e la cosa si riflette pesantemente sulla privacy degli utenti, come appunto dimostra Shodan. Un aspetto che dovrebbe far riflettere i consumatori finali.

Il consiglio di affidarsi ad aziende note e a prodotti certificati diventa ancor più valido qualora si voglia far entrare un dispositivo smart in casa, potenzialmente capace di trasformarsi in un occhio un po' troppo indiscreto.

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