Windows 10X arriverà nel 2021 senza il supporto ai programmi Win32 ed al doppio schermo

Giovanni Bortolan

Windows 10X, il sistema operativo di Microsoft studiato appositamente per i dispositivi con due schermi (come Surface Neo e Surface Duo) potrebbe essere posticipato al 2021. Microsoft stessa ha recentemente dichiarato come la nuova versione del software abbia cambiato clamorosamente scopo: l’esigenza primaria è diventata quella di utilizzare Windows 10X su dispositivi ad un solo schermo.

Come dite? C’è già Windows 10 per quello? Vero, ma Microsoft starebbe pensando di proporre inizialmente 10X come rivale di Chrome OS, destinandolo quindi ai dispositivi in ambito educativo ed aziendale. Il riadattamento ai dispositivi a doppio schermo dovrebbe poi avvenire ancora più in là nel tempo, forse addirittura del 2022.

Purtroppo le brutte notizie non finiscono qui. In seguito ad un susseguirsi di build piuttosto simili, le ultime versioni di Windows 10X portano con sé una mancanza enorme (e cosa ben più importante, voluta): VAIL, la tecnologia utilizzata da Microsoft per virtualizzare i programmi Win32 su Windows 10X è stata rimossa. Questa decisione, che ripetiamo essere fortemente voluta, sarebbe stata presa in considerazione del riposizionamento della piattaforma come competitor dei dispositivi Chromebook.

Un’altro dei motivi per il quale VAIL non farà parte di Windows 10X sui pc a basso costo riguarda l’impatto che tale tecnologia avrebbe sulle prestazioni e sulla durata della batteria. Questi dispositivi di fascia bassa non sarebbero abbastanza potenti per riuscire a virtualizzare le applicazioni Win32 legacy senza compromettere la velocità e la fluidità del resto del sistema operativo. Ciò vanificherebbe in toto lo scopo di Windows 10X di essere una versione moderna ed estremamente leggera di Windows.

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La soluzione ipotizzata da Microsoft per evitare di diffondere una versione così castrata di Windows potrebbe essere quella del cloud streaming delle applicazioni. Ci sarebbero infatti dei lavori in corso per rendere pienamente compatibili i programmi Win32 con una tecnologia simile al Virtual Desktop, servizio già esistente che permette alle aziende di eseguire applicazioni installate nel cloud su client PC, come se fossero native.

Fonte: Windows Central, The Verge