Xiaomi si quota nella borsa di Hong Kong con un'offerta pubblica valutata 54,3 miliardi di dollari

Xiaomi si quota nella borsa di Hong Kong con un'offerta pubblica valutata 54,3 miliardi di dollari
Edoardo Carlo
Edoardo Carlo

Il 9 luglio è una data che rimarrà nella storia di Xiaomi. Dalla piccola start-up con 13 dipendenti quale era nel lontano 2010, il produttore cinese è cresciuto esponenzialmente negli anni ed è ora pronto a spiegare le ali e a spiccare il volo nella porzione di cielo riservata a poche elette super multinazionali con quotazioni monstre.

Da tempo infatti Xiaomi era attesa al grande passo della quotazione in borsa e quel momento è giunto: il mercato finanziario di Hong Kong la aspetta a braccia aperte, forte di un'offerta pubblica iniziale (IPO) valutata attorno ai 54,3 miliardi di dollari, che farebbe entrare Xiaomi di diritto nella top 3 della storia dei titoli in ambito tech.

E non poteva essere altrimenti, visto il clamoroso boom del 2017, chiuso da Xiaomi con un fatturato pari ad oltre 14 miliardi di euro. Ma non si è trattato di un caso isolato, perché la crescita negli anni è stata solida e costante, frutto di una politica di investimenti coraggiosa, che le ha permesso di diventare uno dei maggiori colossi tecnologici in Cina, di conquistare il primato in India e di rivaleggiare con giganti del calibro di Samsung, Apple e Huawei persino nel mercato internazionale.

Oggi Xiaomi è un'azienda che non ha perso le ambizioni che l'hanno guidata sin dalla sua fondazione e che hanno permesso agli investitori iniziali di ottenere un ritorno economico di quasi 900 volte superiore. I dipendenti sono oltre 7.000 e gli orizzonti da esplorare sono ancora tanti. Grazie alla quotazione nella borsa di Hong Kong, Xiaomi potrà imprimere ancora maggiore forza alla sua ascesa. I rivali sono avvisati.

Fonte: Xiaomi

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