Altre aziende cinesi lasciano la Russia: è la volta di Xiaomi e Lenovo

Altre aziende cinesi lasciano la Russia: è la volta di Xiaomi e Lenovo
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Il conflitto in Ucraina sta isolando sempre più la Russia dal punto di vista economico, ma mentre fino a pochi giorni fa erano state solo le aziende occidentali (in ordine sparso) a ritirarsi, ora anche alcuni giganti cinesi stanno interrompendo la vendita dei loro prodotti nel Paese.

Il primo è stato il produttore di droni DJI, già coinvolto in uno scandalo sull'utilizzo dei loro dispositivi da parte degli aggressori, ma ora, come riporta il Wall Street Journal, anche Lenovo e Xiaomi avrebbero, senza rilasciare dichiarazioni, abbandonato momentaneamente il mercato russo.

Secondo il quotidiano, anche a seguito del crollo del rublo, le spedizioni di dispositivi hi-tech verso la Russia sarebbero crollate del 90% (40% per quanto concerne i computer). Probabilmente questo avrebbe spinto già poche settimane dopo l'inizio della guerra Lenovo (secondo produttore di PC nel Paese) e ora Xiaomi (secondo produttore di smartphone nel Paese) a interrompere le relazioni commerciali

Ovviamente le mosse possono essere anche legate ai lockdown dovuti al COVID in Cina, e non a scelte politiche, ma l'impatto è comunque forte. Nonostante i tentennamenti del gigante asiatico (che comunque ha scambi commerciali molto più ingenti con l'Occidente) infatti, il segnale a livello internazionale sembra orientarsi verso la convenienza economica.

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