Altro che ricarica wireless: Xiaomi presenta la ricarica a distanza (foto)

Lorenzo Delli -

Si chiama Mi Air Charge Technology ed è una tecnologia nuova di zecca presentata da Xiaomi. Il suo obiettivo è rivoluzionare la ricarica wireless, rendendola davvero senza fili, in grado di propagarsi nell’aria ricaricando i dispositivi senza toccarli.

Non si tratta esattamente di una novità. C’erano già ricerche a riguardo, come ad esempio la ricarica WattUp che avevamo provato con mano a Barcellona nel 2018. Xiaomi sembra però essere la prima a proporre uno standard praticamente pronto per la commercializzazione.

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Il cuore della tecnologia Mi Air Charge di Xiaomi è da ricercarsi in un array di 144 antenne in grado di trasmettere onde millimetriche dirette, ad esempio, verso uno smartphone sfruttando il beamforming (una tecnologia che consente di direzionare un segnale).

Lo smartphone deve avere una particolare dotazione per ricevere questo “segnale”. Xiaomi a tal proposito ha sviluppato un array miniaturizzato di antenne con un beacon e un ricevitore da integrare direttamente sui dispositivi mobili. Il beacon serve a capire la posizione dello smartphone nella stanza, mentre il ricevitore, composto a sua volta da 14 antenne, converte le onde millimetriche in energia elettrica.

Al momento la tecnologia di ricarica wireless di Xiaomi è capace di una ricarica a 5 watt indirizzata ad un singolo dispositivo a distanza di diversi metri dalla fonte dell’origine del segnale. Si potrà in futuro ricaricare anche più dispositivi contemporaneamente, e da quanto riportato da Xiaomi anche l’eventuale presenza di ostacoli fisici non andrà a ridurre l’efficienza della ricarica.

In futuro, afferma Xiaomi, la tecnologia potrà essere applicata anche a smartwatch, smartband e altri dispositivi indossabili. In futuro il tutto si estenderà a lampade, speaker, soundbar e così via. L’azienda lo definisce un sistema di ricarica rivoluzionario, e sulla carta è senza dubbio così, viste le possibili applicazioni della tecnologia. Certo è che, vista la diffidenza verso certe tecnologie di comunicazione (come il 5G), potrebbe non essere semplicissimo convincere una certa fascia di utenza ad un’innovazione del genere.

Ecco il video ufficiale rilasciato da Xiaomi, in inglese ma comunque di facile comprensione. C’è anche il comunicato stampa in italiano rilasciato proprio da Xiaomi Italia.

Xiaomi Mi Air Charge Technology – Video

 

Addio cavi e stazioni di ricarica:
arriva la rivoluzionaria Mi Air Charge Technology

Milano, 29 gennaio 2021 – Xiaomi, leader mondiale nella tecnologia, ha presentato Mi Air Charge Technology, una nuova forma di ricarica che rivoluziona i moderni metodi di ricarica wireless. Questa tecnologia consente agli utenti di ricaricare a distanza i propri dispositivi senza l’utilizzo di cavi o altri supporti, facendo da apripista di una nuova era di ricarica wireless.

Mi Air Charge Technology: ricarica a distanza da 5W

La tecnologia base della ricarica a distanza di Xiaomi risiede nel posizionamento spaziale e nella trasmissione di energia. La torre di ricarica remota sviluppata da Xiaomi ha cinque antenne a rilevamento di fase incorporate, che possono individuare con precisione la posizione dello smartphone. Un array di controllo di fase, composto da 144 antenne, trasmette onde millimetriche direttamente allo smartphone attraverso il beamforming.

Inoltre, lato smartphone, Xiaomi ha sviluppato un array di antenne miniaturizzato con “antenna beacon” integrata e “array di antenne di ricezione”. L’antenna beacon trasmette informazioni sulla posizione con un basso consumo energetico. L’array ricevente, composto da 14 antenne, converte il segnale in onde millimetriche emesso dalla torre di ricarica in energia elettrica attraverso un circuito raddrizzatore, per trasformare questa esperienza fantascientifica in realtà.

Attualmente, la tecnologia di ricarica a distanza di Xiaomi è in grado di caricare a 5 watt un singolo dispositivo in un raggio di diversi metri. Inoltre, Mi Air Charge può caricare contemporaneamente più dispositivi e rimanere allo stesso modo efficace, senza ricevere alcuna interferenza dagli ostacoli fisici.

I nostri salotti saranno completamente wireless

Nel prossimo futuro, la tecnologia di ricarica a isolamento spaziale sviluppata da Xiaomi sarà anche in grado di funzionare con smartwatch, fitband e altri wearable. Presto i tipici dispositivi da salotto, tra cui speaker, lampade da scrivania e altri piccoli prodotti per la smart home, saranno progettati tutti con un supporto a questo tipo di tecnologia, senza il minimo utilizzo di cavi, rendendo così i nostri salotti completamente wireless.

È un’innovazione rivoluzionaria nel mondo della ricarica wireless.
È un audace tentativo di rendere completamente wireless le nostre case.
Non è fantascienza, è tecnologia.
È Mi Air Charge Technology.

AggiornamentoOre 10:45

Dopo l’annuncio di Xiaomi, uno dei direttori esecutivi di Motorola ha deciso di mostrare su Weibo la tecnologia proprietaria su cui stanno lavorando. Si chiama Motorola One Hyper, in grado di ricaricare una coppia di smartphone distanti 80 e 100 cm dalla base di ricarica.

La tecnologia fa in modo che se una persona si frappone tra il “beamforming” e lo smartphone, la ricarica si interrompe, probabilmente per evitare danni alla salute. Motorola però non ha diffuso dettagli a riguardo del funzionamento di tale tecnologia. Xiaomi invece ha spiegato per filo e per segno le dinamiche e le implementazioni.

Video via XDA

  • Carm

    Ancora la tecnologia fa passi da gigante… Ma tutte queste onde radio/elettromagnetiche che ormai ci accompagnano nella nostra vita dentro e fuori dalle mura domestiche siamo certi che non influiscano negativamente sulla nostra salute? Al riguardo gli studi condotti non hanno ancora chiarito se siano nocivi o no. Proprio per questo motivo a mio parere implementare una tecnologia wireless per uno scopo poi tutto sommato banale, come può essere la carica del cellulare, mi fa affermare che questa scelta di Xiaomi sia più una trovata commerciale per cercare di indirizzare i consumatori verso i loro prodotti che una vera ed utile conquista tecnologica…

    • Non sono d’accordo. I rischi sulla salute vanno valutati, su quello ovviamente sono d’accordo, ma la conquista tecnologica ci sarebbe eccome. Infatti è la stessa Xiaomi a suggerire che potrebbe essere applicata non solo agli smartphone, ma a un sacco di altri dispositivi domestici. Si ridurrebbe la presenza di fili e cavi elettrici nelle case, gli impianti elettrici potrebbero essere semplificati. Inoltre la tecnologia di Motorola ad esempio interrompe la ricarica wireless nel caso ci sia un corpo umano che si frappone tra la sorgente e il dispositivo da ricaricare.

      • Carm

        Non è proprio quello che si vede nella foto ad onor del vero. Il prodotto è concepito per raggiungere lo smartphone e la trasmissione delle onde non è mai unidirezionale ma ha un suo raggio di azione. Il discorso alla fine è sempre quello a cui ha fatto anche correttamente e direttamente riferimento l’autore dell’articolo ovvero la sicurezza per la nostra salute. Il problema non è così banale… Certo l’inquinamento elettromagnetico non lo si vede ma non per questo non esiste… Chi scrive ovviamente fa utilizzo ampio di collegamenti wireless come un pò tutti noi ai giorni nostri, ma immaginare un futuro solo e soltanto con questo tipo di tecnologia con le scarse conoscenze sulla sicurezza per la salute di cui disponiamo oggi, non mi rende del tutto entusiasta della proliferazione dei collegamenti wireless… senza tenere conto della loro effettiva utilità.

        • Sono io l’autore 😅 le immagini sono ovviamente illustrative, si parla di beamforming proprio perché si dà una direzione alle onde, senza lasciarle libere di vagare per la stanza. Il beacon sullo smartphone serve a far capire la posizione del dispositivo e direzionare il “beam” verso di lui. L’altra tecnologia che cito è di Motorola, ho aggiunto un post update.

        • Cesare Vitali

          L’inquinamento elettromagnetico esiste, se vogliamo, dalla diffusione della corrente elettrica, visto che ogni filo percorso da corrente emette un certo quantitativo di onde. Non parliamo della diffusione di radio e TV (Radio Maria ha avuto problemi giudiziari al riguardo, perchè non rispettava la regolamentazione in materia, ma è stata l’unica occasione che mi ricordo e riguardava un singolo emettitore).
          E anche la luce, sempre se vogliamo vedere le cose da un punto di vista più ampio, è composta da onde elettromagnetiche.
          Non credo che un’azienda si freghi da sola facendo pubblicità a una tecnologia potenzialmente dannosa, senza fare opportune verifiche e tarature, soprattutto dopo tutte le sciocchezze che sono e continuano a essere diffuse su argomenti simili, vedi le fesserie sul 5G (tanto ci sono da anni 2G, 3G e 4G, con potenze talvolta maggiori, le frequenze sono in massima parte già presenti e vengono riutilizzate). Possiamo stare sereni, ci fanno peggio molte altre cose meno utili, come il fumo o la mancanza di attività fisica…

  • Mpj

    Per me possono tenerselo, siamo già invasi da onde elettromagnetiche ci mancava solo la ricarica wireless a distanza che per quanto unidirezionale non credo che le onde non arrivano a chi sta intorno. Assurdo.

  • Carlo Vanagolli

    Buongiorno a tutti, ci tengo a precisare per correttezza culturale, che il giornalista ha “erroneamente” attribuito alla Xiaomi la scoperta. Il genio Nikola Tesla, che tutti dobbiamo ringraziare, visto che viviamo la tecnologia per come la conosciamo soprattutto grazie a lui, inventò la trasmissione in etere sia di onde radio, prima di Marconi, che elettriche. Invito quindi tutti a cercare, semplicemente su Wikipedia questo signore. P.s. piccola curiosità dell’epoca:
    in una intervista a Albert Einstein, il giornalista gli chiese cosa si provava ad essere la persona più inteligente del mondo, e lui rispose che questo secondo lui andava chiesto al signor Nicola Tesla.

    • Luca

      Per correttezza culturale, quella è una delle tante citazioni attribuite a Tesla di cui non si hanno fonti o persino date di riferimento.

    • Non ho attribuito un bel niente, nel secondo paragrafo c’è persino il nome di un’azienda che mostrava la tecnologia al pubblico nel 2018. Leggeteli gli articoli prima di pubblicare sti pipponi.

  • rosario raudino

    direi ke sistema wireless ancora avanti, specie considerato wattaggio limitato di questa nuova tecnologia 🔋🤔 x me piuttosto carica wireless dovrebbe diventare OBBLIGATORIA su tutti gli smph in commercio (personalmente tengo due basette una in casa l’altra in ufficio)👍

  • marcello

    quando avremo anche quella certificazione e dichiarazione di conformita’ per CE ? 2050 ? ? ?

    la diffidenza e’ parte del problema che si presenta in seguito a ” scoperte ” e a ” innovazione e evoluzione della tecnica ” [ anche tecnica innovativa ] , dovranno tuttavia ancora superare quel problema che riscontriamo con trasmissione e inquinamento da onde elettromagnetiche.

    ritroviamo gia’ una gran fetta di consumatori che non compra piu’ materassi a molle [ sebbene insacchettate ] per evitare che diventino antenne.

    <> … vista la diffidenza verso certe tecnologie di comunicazione (come il 5G), potrebbe non essere semplicissimo convincere una certa fascia di utenza ad un’innovazione del genere.

  • East Clintwood

    Io non sono assolutamente uno di quei polli moderni che vanno blaterando ridicole idiozie complottistiche sul 5G, sui vaccini, sul “vogliono controllarci” ecc ecc, ma per me la ricarica wireless in generale è una c@g@t@ commerciale inutile.
    Sono anni che utilizzo smartphones in modo intensivo durante il giorno, sia per lavoro che per affari miei, sono sempre arrivato senza difficoltà a sera inoltrata con le batterie e ho sempre usato il mio bel caricabatterie col filo durante la notte.
    Che permette, tra l’altro, di prendere in mano il telefono e usarlo, se serve, senza interrompere 50 volte la ricarica cosa che, ricordiamolo anche se qualcuno è convinto del contrario, nuoce al ciclo di vita della batteria.
    Volendo ci sono pure i caricabatterie veloci se serve averlo carico in pochi minuti, quindi proprio per me la ricarica wireless può starsene su uno scaffale.
    Non parliamo poi di sistemi audio/video, mi viene l’orticaria solo ad accostare la parola wireless in generale a questi ambiti.
    Lavoro da 15 anni in ambito sicurezza e ho installato centinaia di sistemi radio quindi so bene che un conto è la trasmissione dati, tutt’altro conto è alimentare qualcosa a distanza di metri: le potenze in gioco sono completamente diverse e, checché me ne dicano, io non voglio in casa mia un affare del genere a rizzarmi i capelli h24.
    Beacon o non beacon, per quanto si possa direzionare e concentrare una trasmissione non sarà mai un fascio ben definito ma emissioni che comunque si disperdono quindi no grazie, io resto col mio bruttissimo, dinosaurico cavo demodé che con alcune piccole accortezze mi ha anche permesso, tra l’altro, di conservare in perfetta efficienza le batterie dei miei ultimi smartphones (Oneplus 5 e 6, tre anni di vita, ancora arrivano a notte col 10/15% di batteria).
    Provate invece a mettere sotto carica 150 volte al giorno una batteria e vedrete dopo un pò come sarà ridotta.