Come scegliere la TV giusta per te

Come scegliere la TV giusta per te
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Vi siete appena iscritti a un nuovo servizio di streaming video come Netflix, Disney+ o Amazon Prime Video, ma vi siete accorti che il vostro televisore non rende giustizia a Stranger Things 4 o a Ms. Marvel. Ecco quindi che cominciate a guardarvi in giro per un nuovo apparecchio, più grande o meglio definito, ma come orientarsi tra la miriade di offerte sul mercato?

Anche le nostre pagine i cui vi suggeriamo i migliori TV sono divise per diversi argomenti tra cui migliori TV Android, migliori TV 8K o migliori TV OLED, tra gli altri, e tra tutti questi prodotti è facile perdersi. In questo articolo cerchiamo di spiegare come scegliere il televisore che fa per voi, partendo dal presupposto che, compatibilmente con la nostra volontà a investirci del denaro, in assoluto non c'è un apparecchio migliore per tutti, ma uno che meglio si adatta alle esigenze di ognuno noi. Date anche un'occhiata alla nostra guida su come collegare il PC alla TV.

Come scegliere un televisore

In base alla distanza

dimensioni e distanza TV

La prima domanda che probabilmente vi porrete al momento dell'acquisto di un nuovo TV è: di che dimensioni lo prendo? L'interrogativo sembra banale, ma la risposta è meno immediata di quanto si possa pensare. In generale, c'è una dimensione ottimale in base alla distanza dal televisore, e le due misure sono direttamente proporzionali. Inoltre, maggiore è la distanza, più è difficile approfittare delle alte risoluzioni che il mercato offre oggigiorno e il rischio è di spendere dei soldi per un TV 8K e percepire lo stesso livello di dettaglio di un TV Full HD.

D'altra parte, mettersi troppo vicini a uno schermo enorme non garantisce la migliore esperienza possibile, anzi per programmi come lo sport, dove ci si fissa su una singola parte dello schermo, può capitare di provare un senso di nausea se la distanza è eccessivamente ridotta. A complicare le cose quindi, ci si mette anche la tipologia di contenuti che guardiamo, visto che in genere per i film è meglio mettersi un po' più vicini, o considerare dimensioni superiori dello schermo.

Tutto questo è collegato al campo visivo, e la Society of Motion Picture and Television Engineers (SMPTE), consiglia di sedersi a una distanza in cui lo schermo riempie un minimo di 30° del campo visivo, e, anche se per i cinema è di 40°, il primo valore dovrebbe andare bene per un utilizzo "casalingo". Questo è un valore ideale, preso ad angolo retto dal televisore, quindi da prendere solo come indicazione.

distanza dal TV

Tabella che mostra le distanze dal TV rispetto alle dimensioni del pannello e all'angolo di visuale. Fonte: RTINGS

A questo punto iniziamo a comprendere come a una dimensione dello schermo corrisponda una distanza ottimale. C'è un altro punto da tenere presente, però, ed è la risoluzione angolare, cioè il punto in cui l'occhio può distinguere i dettagli in un'immagine. Chiunque ha fatto il test della vista, e ha notato che la capacità di risolvere i dettagli è determinata non solo dall'acutezza visiva ma anche dalla distanza. Quindi più vicino si sta a un televisore, più è facile vedere i dettagli e quindi i pixel se la risoluzione è troppo bassa, ma come detto prima, se si sta più lontani si perde grossomodo il vantaggio dato dalla maggiore risoluzione, in quanto sarà più difficile distinguere tra una risoluzione 8K (per esempio) e Full HD. 

In linea di massima, tenendo presente che la vista di ognuno è piuttosto diversa (e anche le preferenze personali) e quindi utilizzando questi dati come un'indicazione, si può calcolare la distanza minima e massima di visualizzazione per le varie risoluzioni:

  • per TV Full HD, bisogna moltiplicare le dimensioni dello schermo (in cm) per 1,5 e 2,5.
  • per un televisore 4K, si moltiplica la dimensione della diagonale per 1 e 1,5

Mediamente, considerando che la definizione è ormai sui 4K di norma e che 8K ha senso solo su schermi grandi e non ci si siede lontani, queste sono le distanze ottimali:

  • 40": 1,68m
  • 43": 1,83m
  • 50": 2,13m
  • 55": 2,29m
  • 65": 2,74m
  • 70": 3m
  • 75": 3,20m
  • 85": 3,66m

Qui sotto trovate una tabella indicativa, ma in generale tenete presente che quando si dice "non ha senso" prendere un TV a risoluzione maggiore di quella consigliata non è un valore così preciso e può fluttuare da persona a persona (oltre a essere oggetto di un dibattito nel settore). 

Distanza, risoluzione e dimensioni pannello TV

Tabella che mostra le distanze dal TV rispetto a risoluzione e dimensioni pannello TV. Fonte: RTINGS

Smart

smart TV

La maggior parte dei televisori venduti oggi sono considerati smart TV, ma cosa significa questo termine, e perché è importante? Le Smart TV sono TV connesse a internet e la parola "smart" indica che sono dotate di funzionalità aggiuntive. Un po' come i nostri computer e smartphone, presentano una serie di app preinstallate e degli store a cui attingere per installarne altre.

Ovviamente il tutto è votato all'intrattenimento, quindi la maggior parte di queste app saranno di servizi di streaming come Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, Rakuten, Raiplay, Mediaset Infinity, ecc. e addirittura molti televisori sono dotati di tasti appositi sui telecomandi per poter avviare i servizi più comuni senza doverli andare a cercare tra le impostazioni. Le capacità delle smart TV non si fermano qui: il connubio tra collegamento a internet e la possibilità di installare applicazioni estende praticamente all'infinito le possibilità. Se ci dotiamo di una tastiera, possiamo quindi navigare su internet, oppure usare il televisore come schermo wireless per proiettare le foto del nostro smartphone o addirittura come centro per la domotica, proprio come farebbe uno smart display.

Un'altra cosa da considerare a proposito di smart TV è che non è come per computer e smartphone dove ci sono pochi sistemi operativi. Nel mondo dei televisori, praticamente ogni produttore ha il proprio OS: Samsung ha Tizen, LG ha webOS, Sony ha Android TV e ora Google TV, TCL ha Android TV, Xiaomi ha ora introdotto le sue Fire TV con Fire OS, basato su Android. In generale, ogni sistema operativo ora permette un'ampia compatibilità con tutte le maggiori applicazioni (questo non era sempre vero in passato), e con i vari sistemi di collegamento wireless di computer e smartphone. Android TV, e ora Google TV, dalla sua offre un sistema operativo unificato.

In caso vi chiediate la differenza tra Android TV e Google TV, Android TV è il sistema operativo, mentre Google TV è una nuova interfaccia, che propone consigli agli utenti basati sull'apprendimento automatico di Google e persino permette l'integrazione con i dispositivi smart home. 

Qui potete trovare la nostra lista delle migliori Android TV sul mercato.

4K

A questo punto potrebbe essere interessante approfondire il capitolo risoluzione. Il "4K" nei televisori 4K si riferisce alla loro risoluzione, cioè il numero di pixel (punti) che compongono l'immagine sul televisore. Anche se i televisori 4K non hanno 4.000 linee di risoluzione orizzontale (in realtà sono 3.840 in orizzontale e 2.160 pixel in verticale, per un totale di circa 8,3 milioni di pixel), il termine è più facile da ricordare rispetto ai suoi altri nomi, come "2160p", "4K Ultra HD" o semplicemente "UHD". 

La differenza è notevole rispetto allo standard precedente, 1080p HD, che ha un numero di pixel quattro volte inferiore, soprattutto quando questi televisori visualizzano contenuti 4K nativi. Le immagini sono più nitide, e i dettagli fini sono chiari e visibili.

risoluzione 4K

Risoluzione 4K. Fonte: Samsung

Ovviamente la visione di contenuti in 4K dipende dalla sorgente, quindi anche i servizi di streaming devono supportarlo. Al momento stiamo assistendo al passaggio al nuovo formato del digitale terrestre per poter vedere contenuti in alta definizione, mentre per quanto riguarda i servizi on-demand come Netflix, Amazon Prime, Vudu e Rakuten li distribuiscono senza problemi. Ma cosa succede in caso si vedano contenuti in FHD su un TV 4K?

A questo punto interviene la tecnologia di upscaling, che ne aumenta la risoluzione, convertendo i contenuti e ottimizzandoli per adattarli al pannello del display di un TV 4K. Il sistema non si limita a "dilatare" l'immagine, ma ne migliora la qualità per adattarla allo schermo, analizzando automaticamente la risoluzione per ridurre il rumore di fondo, migliorare i dettagli e garantire un contrasto e un colore ottimali.

E l'8K?

8K UHD è la più recente risoluzione sul mercato, e anche se i servizi di streaming non diffondono facilmente contenuti a questa risoluzione, diversi OLED 8K sono dotati di ottime funzioni di upscaling, proprio come i TV 4K. Al momento, però lo standard è ancora poco diffuso, e i prezzi sono proibitivi.

Qui trovate la nostra lista dei migliori TV 8K.

risoluzione: Full HD, 4K o 8K

HDR

Brevemente, un altro aspetto che si potrebbe considerare è la presenza di HDR. HDR sta per "High Dynamic Range", termine che ha origine nella fotografia e si riferisce a una tecnica per aumentare la gamma dinamica di un'immagine: i livelli di contrasto tra i bianchi più luminosi e i neri più scuri. La teoria è semplice: maggiore è la gamma dinamica, più una fotografia si avvicina ai toni che l'occhio umano può percepire. E lo stesso avviene nei televisori.

Una TV senza HDR ha una gamma dinamica limitata e quindi non mostra piccole differenze di luminosità, facendoci perdere le sfumature. Ci sono cinque diverse varietà di HDR:

  • HDR10
  • HDR10+
  • HLG
  • Dolby Vision
  • Advanced HDR di Technicolor

HDR10 è la forma originale e attualmente più comune di HDR. È uno standard aperto adottato da numerosi produttori e servizi di streaming (Amazon, Netflix, Apple e Disney+), il che è importante perché se un contenuto non è HDR non lo vedremo sul televisore, anche se questo è HDR. In generale, tutti i televisori 4K attualmente in commercio e in futuro dovrebbero supportare l'HDR10. Ciò significa che la tua TV sarà compatibile con i contenuti in streaming 4K e dovrebbe offrire un'immagine di gran lunga migliore rispetto a una TV 4K senza HDR. 

Qui trovate la lista dei migliori TV HDR sul mercato.

OLED

OLED

OLED a sinistra e LED a destra

 

OLED è un termine che citiamo spesso quando parliamo di TV, ma anche di smartphone e computer. OLED (Organic light-emitting diode, tecnologia dei diodi a emissione di luce organica) è, come suggerisce il nome, una tecnologia di visualizzazione a base organica in cui ogni singolo pixel ha la capacità di illuminarsi, mentre quando deve essere nero non si accenderà. Questa caratteristica "autoilluminante" implica che i pannelli OLED possono raggiungere livelli di nero molto profondi, portando a rapporti di contrasto elevatissimi e colori molto vivaci.

Al momento attuale i pannelli OLED (che comunque variano per qualità) sono il top del mercato dei pannelli per televisori. Dal punto di vista storico, prima erano apparsi i pannelli al plasma, poi gli LCD e successivamente i LED (ci sono poi i QLED di Samsung, ma sono semplicemente i loro pannelli LED di fascia alta). I televisori a LED sono retroilluminati, il che significa che una luce filtra attraverso un pannello di cristalli per creare l'immagine. Questo ha due svantaggi: meno luminosità e la presenza dell'effetto "alone" (foto sotto). Essendo i singoli pixel dei pannelli OLED illuminati, non c'è più questo effetto.

LED (sinistra) contro OLED (destra). Fonte: B&Hphotovideo

 

Quindi abbiamo neri profondi, maggiore luminosità e contrasto più elevato, ma la tecnologia OLED offre molti altri vantaggi:

  • angoli di visione, molto più ampi per i televisori OLED rispetto ai televisori LED.
  • spessore del TV: i TV OLED sono più sottili e quindi sono perfetti per montaggi a parete

Ovviamente in questo confronto bisogna fare delle considerazioni. La prima è che non tutti i LED (e OLED) sono uguali. I pannelli LED di alta qualità sono immensamente migliori dei pannelli LED di bassa qualità. La seconda sono le dimensioni: in genere i TV OLED partono da 55 pollici. La terza è il prezzo: c'è poco da fare, i TV OLED costano di più, molto di più, quindi se si vuole un TV con questa tecnologia, bisogna partire da cifre intorno ai 1.000 euro (al netto degli sconti), a salire. 

Se siete interessati, qui potete trovare la nostra lista di migliori TV OLED.

Per il nuovo digitale terrestre

Come molti di voi sicuramente sapranno, dopo molti ritardi l'8 marzo 2022 è finalmente entrato in vigore il cosiddetto "switch off", il percorso verso la nuova tv digitale che comporta l'attivazione della codifica video Mpeg-4 (che sostituirà l'obsoleto Mpeg-2), per la trasmissione di tutti i programmi delle emittenti televisive nazionali in alta definizione. Poi si passerà all'HEVC (High Efficiency Video Coding), migliorando la qualità del video con l'ultra definizione 8K, fino a risoluzioni 8192x4320. Il passaggio non è avvenuto da un giorno all'altro, ma fa parte di un programma che dovrebbe completarsi per il 2023.

Cos'ha comportato questo? In sostanza si sta verificando il passaggio a un nuovo standard per le trasmissioni sul digitale terrestre: il DVB-T2, anche se fino al 31 dicembre 2022 le emittenti televisive nazionali i cui canali sono posizionati sul telecomando tra i numeri 1 e 9 e dal numero 20 potranno, continuare a trasmettere simultaneamente con entrambe le codifiche.

Ma andiamo al sodo, cosa succede se acquisto un nuovo televisore? Fondamentalmente, non bisogna preoccuparsi di nulla. Tutti i TV in vendita dal 2017 devono essere compatibili con il nuovo standard, quindi sulla scatola o nelle specifiche troverete la dicitura DVB-T2. Il punto interessante è che se acquistate un nuovo dispositivo avete diritto a degli incentivi:

  • Il Bonus TV decoder, a disposizione per famiglie con Isee fino a 20mila euro sotto forma di sconto pari a 30 euro sul prezzo di vendita. Il bonus è disponibile fino al 31 dicembre 2022 o sino all'esaurimento dei 151 milioni di euro stanziati per il periodo 2019-2022. 
  • Il Bonus rottamazione TV, che prevede uno sconto del 20% sul prezzo d'acquisto di un nuovo televisore, fino a un importo massimo di 100 euro, rottamando un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018. Anche in questo caso l'incentivo sarà disponibile fino al 31 dicembre 2022 o all'esaurimento delle risorse stanziate, ma è rivolto a tutti i cittadini residenti in Italia senza limiti di Isee.

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