QLED, Neo QLED o OLED? Una guida per orientarsi tra i pannelli TV

Tre tecnologie a confronto, per capire meglio quale scegliere
QLED, Neo QLED o OLED? Una guida per orientarsi tra i pannelli TV
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Come abbiamo visto nel nostro articolo su come scegliere una TV, i parametri da considerare per l'acquisto di un apparecchio sono numerosi, e spesso confusionari. Ci sono le dimensioni (40 o 85 pollici?), la risoluzione (meglio puntare su 4k o 8K?), la presenza o meno di HDR (sì, ma quale?), la copertura dello spazio colore (DCI-P3 o sRGB?) e, primi nelle descrizioni ma ultimi in questa lista per praticità, il tipo di pannello, LED, ma sempre più spesso QLED, OLED e ora Neo QLED.

Il nome OLED ci suona già più familiare, avendolo incontrato spesso quando si parla di smartphone oltre che di computer portatili o tablet, ma gli altri due? Cosa significano esattamente quei termini e in che rapporto sono con i pannelli OLED in termini di qualità: sono "meglio" o "peggio"? In questo articolo cercheremo di dare una risposta a queste domande, anche perché probabilmente il nostro prossimo TV avrà un pannello di quel tipo, quindi continuate a leggere!

Indice

QLED vs OLED

Prima di andare a confrontare queste tecnologie, dobbiamo cercare di comprendere il loro significato. Partiamo da OLED, che è un nome già noto, e poi approfondiamo il confronto.

OLED

OLED significa diodo organico a emissione di luce, ed è una tecnologia di schermo formata da strati di materiale organico in grado di emettere luce propria. Questa definizione, di per sé piuttosto nebulosa, ha però due caratteristiche interessanti:

  • la prima è che siccome ogni singolo pixel ha la capacità di illuminarsi, quando deve essere nero non si accenderà, quindi i pannelli OLED sono capaci di livelli di nero molto profondi
  • la seconda, che è conseguenza della prima, è che non necessitando di componenti aggiuntivi per essere illuminati possono essere molto sottili, anzi incredibilmente sottili

Perché diciamo questo? Perché la tecnologia dominante, i LED, sono pannelli retroilluminati, quindi hanno una fonte di illuminazione  che non solo aumenta lo spessore ma che, anche per i dispositivi di altissima qualità, causa un'illuminazione diffusa e quindi un contrasto inferiore se paragonato agli OLED (immagine sotto). 

LED (sinistra) contro OLED (destra). Da B&Hphotovideo

Se poi vogliamo ad andare a comprendere il significato della parola OLED, la "O" sta per organico, perché lo schermo è composto da un materiale costituito prevalentemente da carbonio, e LED significa diodo a emissione di luce. La differenza con i LED normali è che in questo il caso non è un vero e proprio diodo, ma si comporta nella stessa maniera in quanto a causa della natura monopolare degli strati di materiale organico il pannello OLED conduce corrente in una sola direzione. 

Ma a noi questi dettagli tecnici interessano poco, quello che vogliamo sapere è la resa di un pannello OLED, ed è veramente ottima, con contrasti elevati, neri profondi, colori vivaci, nessun effetto alone, maggiore luminosità, migliori angoli di visione. Ma c'è un contro: costano, e parecchio. Ed è qui che è entrato in gioco il QLED

QLED

QLED significa Quantum Dot led, ed è uno schermo che utilizza punti quantici (Quantum Dot, QD), cioè nanocristalli semiconduttori che emettono una luce monocromatica, rossa, verde o blu. Ci sono due tipi di applicazioni per questa tecnologia:

  • pannelli con punti quantici fotoemissivi, utilizzati come filtri negli LCD: i punti quantici sono eccitati dalla luce blu per emettere colori di base puri, che riduce le perdite di luce e la diafonia cromatica nei filtri colorati.
  • pannelli con punti quantici elettroemissivi o elettroluminescenti: un tipo di pannello basato su diodi a emissione di luce a punti quantici (QD-OLED, che vedremo più avanti)

QLED

Fonte: Nanosys

La prima applicazione pratica utilizza uno strato di pellicola di miglioramento dei punti quantici (Quantum Dot Enhancement Film, QDEF) per migliorare la retroilluminazione a LED nei televisori LCD. La luce di una retroilluminazione a LED blu passa per il QDEF che la converte in rosso e verde relativamente puri, in modo da ottenere una luce bianca pura, con meno diafonia blu-verde e assorbimento di luce nei filtri colorati dopo lo schermo LCD. Ciò aiuta ad aumentare la luminosità e fornisce una gamma di colori più ampia per prestazioni HDR migliori.

QLED

Strati QLED. Fonte: Smartprix

Quindi i televisori QLED sfruttano meglio la retroilluminazione rispetto ai tradizionali televisori LED, generando una luminosità anche maggiore dei display OLED TV. 

I primi pannelli con questa tecnologia sono stati presentati da Samsung, che nel 2017 ha coniato il termine QLED e formato un'alleanza (QLED Alliance) con Hisense e TCL. Come possiamo intuire, il nome è nato come mossa di marketing per contrastare gli OLED (anche altri produttori usano la tecnologia, come Vizio, ma senza chiamarla QLED) ma nella sostanza abbiamo visto come il QLED sia più vicino al normale vecchio LCD di quanto non lo sia all'OLED. Inoltre nel 2019 LG ha intentato una causa contro Samsung in quanto QLED sarebbe un termine fuorviante. Il succo è che la tecnologia Quantum Dots (QD-OLED) in realtà sarebbe un'altra e utilizzerebbe LED a punti quantici che emettono luce propria (la seconda applicazione che abbiamo citato all'inizio, proprio come gli OLED) e non un filtro a punti quantici su una retroilluminazione a LED (come quella utilizzata da Samsung). Ma ne parleremo dopo, intanto restiamo sui QLED.

QLED vs OLED: differenze pratiche

Arriviamo al sodo. Quali sono le differenze tra i due pannelli?

  • i pannelli OLED hanno un contrasto migliore e neri più profondi. Essendo comunque dotati di retroilluminazione, anche i migliori televisori QLED lasciano passare un po' di luce, portando a livelli di nero più sbiaditi e aloni.
  • i pannelli OLED hanno una migliore uniformità e angoli di visione. Sempre a causa della retroilluminazione, gli schermi LCD non avranno mai una resa uniforme, soprattutto ad angoli di visione lontani dall'ottimale
  • i pannelli QLED sono più luminosi. Come abbiamo visto, i migliori pannelli QLED possono essere più luminosi dei pannelli OLED (1000-2000 Nits contro 500-800), quindi potrebbero essere maggiormente indicati per stanze con molta luce.
  • la qualità dei pannelli QLED varia molto di più di quella dei pannelli OLED. Questo avviene perché i migliori pannelli QLED sono dotati di accorgimenti che non sono legati alla tecnologia dei punti quantici, ma a una migliore gestione della retroilluminazione. 
  • il tempo di risposta è migliore nei TV OLED, che possono cambiare quasi istantaneamente ogni pixel sullo schermo (0,1 millisecondi contro un numero tra i 2 e gli 8 millisecondi dei TV QLED).
  • risoluzione, colore e altri fattori di qualità dell'immagine sono sostanzialmente gli stessi. La maggior parte dei pannelli QLED e OLED ha la stessa risoluzione e nessuna delle due tecnologie ha grandi vantaggi intrinseci nell'elaborazione del colore o del video. i pannelli QLED hanno colori più vivaci, ma gli OLED sono più saturi (e realistici).
  • la durata della vita è in teoria migliore nei pannelli QLED, in quanto i pannelli OLED soffrono teoricamente di burn-in, ma nella vita reale questo non è un problema 
  • consumo energetico è minore nei pannelli OLED, grazie alla mancanza di retroilluminazione
  • i pannelli OLED causano in teoria meno affaticamento visivo, in quanto presentano meno luce blu 
  • i pannelli QLED sono meno cari

Chi vince? C'è un dibattito sulla questione, piuttosto acceso, ma la maggior parte degli esperti conviene che i pannelli OLED siano generalmente di qualità superiore ai pannelli QLED.

Neo QLED contro tutti

È stata dura, ma siamo finalmente arrivati ai Neo QLED (che in realtà è - di nuovo - un termine inventato da Samsung per una tecnologia diffusa anche su altri marchi). Per spiegare cosa significhi questo termine bisogna fare un passo indietro. Quando abbiamo parlato dei QLED abbiamo nominato la presenza retroilluminazione, senza però specificare esattamente la fonte di questa luce. Ora è venuto il momento di approfondire la questione, perché è da questo punto che riusciremo a capire Neo QLED. 

All'inizio del nostro discorso abbiamo visto che i TV LED (e QLED) usano una fonte luminosa. Questa in genere viene dai bordi, il che ovviamente causa aloni e una distribuzione della luce non uniforme. Nel 2021 Samsung ha introdotto sui suoi TV i mini-LED, che consentono un'illuminazione più uniforme, distribuita su tutto il pannello (immagine sotto).

QLED

Fonte: LG

La retroilluminazione mini-LED consente di ridurre molto l'effetto alone, presenta una migliore uniformità e ottimizza il contrasto dell'immagine, anche se come si può vedere non ancora a livello degli OLED (ovviamente l'immagine sotto accentua molto l'effetto).

Neo Qled

Fonte: LG

La tecnologia Neo QLED è spiegata in questa differenza. Come detto nel capitolo sui QLED il miglioramento non è nel filtro a punti quantici (che è fondamentalmente lo stesso), ma nella retroilluminazione, quindi il discorso fatto all'inizio sul filtro e come questo migliori la luminosità vale anche per i Neo QLED. Andiamo a vedere come si comportano i Neo QLED rispetto a QLED e OLED, per capire chi è il migliore.

  • i pannelli Neo QLED hanno migliori contrasti e neri più profondi dei pannelli QLED, ma non ancora ai livelli dei pannelli OLED
  • i pannelli Neo QLED mostrano meno l'effetto "blooming", quindi più uniformità, rispetto ai QLED, ma non ancora ai livelli degli schermi OLED
  • tutto questo migliora l'HDR
  • ovviamente i prezzi sono più alti dei TV QLED e anche degli OLED, essendo la tecnologia più recente

Samsung ha introdotto quest'anno i nuovi Neo QLED, televisori che hanno anche tutta una serie di accortezze tecnologiche di primo livello, ma come abbiamo detto non è l'unica a usare la tecnologia a mini LED. TCL la usa già dal 2019, e anche Hisense la utilizza sui suoi prodotti, ovviamente senza chiamarla Neo QLED, e non abbiamo ancora citato LG con i suoi pannelli QNED (e derivati). Senza parlare di Apple e dei suoi MacBook Pro 14 e 16.

Il futuro: QD-OLED, il vero Quantum Dot, e microLED

La tecnologia Quantum Dot vista finora ci ha lasciati con un po' di delusione, inutile negarlo. Sì un miglioramento rispetto ai LED, certo i mini LED migliorano i contrasti e i TV che ne sono dotati costano un sacco, ma si tratta sempre di un filtro posto a valle di una sorgente di illuminazione, in pratica migliorando il concetto di base. 

È qui che interviene la tecnologia QD-OLED (i cui primi rappresentanti sono arrivati quest'anno con Sony, che hanno un pannello di Samsung), la vera applicazione dei punti quantici che rappresentano (loro sì) una vera sfida agli OLED. Come abbiamo visto, i punti quantici possono produrre una luce monocromatica, ma se invece di usarli come filtro si usassero in matrice attiva, ecco che otteniamo un pannello di qualità eccelsa. Il design non è troppo diverso da quello di un OLED, ma la principale differenza è che i dispositivi che emettono luce sono i punti quantici, non i pixel. Andando sul tecnico, nei QD-OLED uno strato di punti quantici è racchiuso tra strati di materiali organici che trasportano elettroni e che trasportano lacune. Un campo elettrico applicato fa sì che elettroni e lacune si spostino nello strato di punti quantici, dove vengono catturati nel punto quantico e si ricombinano, emettendo fotoni.  

I punti quantici producono naturalmente luce monocromatica, quindi sono più efficienti delle sorgenti di luce bianca quando vengono filtrati i colori e consentono colori più saturi che raggiungono quasi il 100% dello spazio colore BT.2020. Questi TV consentono luminosità ai livelli dei TV QLED con livelli di nero pari ai TV OLED.

QD-LED

Fonte: Nanosys

Taci e dicci dove comprare un TV QD-OLED, penserete. La questione non è così semplice, perché la tecnologia è appena arrivata sul mercato, i primi produttori li hanno appena presentati, e i prezzi partono da 2.000 e passa euro (per un OLED base ormai bastano sui 1.000 euro). Gli apparecchi ora in commercio sono i sopracitati Sony A95K e i Samsung S95B.

E non abbiamo ancora parlato di MicroLed, una tecnologia cavalcata ancora da Samsung che utilizza milioni di minuscoli LED come pixel, con il potenziale di ottenere neri perfetti, senza pericolo burn-in. I vantaggi? Luminosità maggiore rispetto a qualsiasi tecnologia di visualizzazione attuale (e uniforme), colori ad ampia gamma e angoli di visione estremi. La strada per l'innovazione TV è aperta e nei prossimi anni assisteremo sicuramente a un salto di qualità importante.

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