I 20 migliori giochi PSVR di sempre (video)

Giorgio Palmieri -

PlayStation VR non è una semplice periferica. È un portale (il più economico) grazie al quale potrete vivere un’altra faccia del videogioco. Una faccia magica, incantevole, una faccia che reinventa il videogioco, lo rende fresco, nuovo, imprevedibile, come lo era un tempo. Abbiamo deciso di celebrarla con una classifica dedicata ai titoli che rappresentano al meglio cosa può fare questa tecnologia, e cosa potrebbe fare in futuro. Signore e signori, ecco a voi la nostra TOP 20 dei giochi PSVR che non dovreste perdervi per nessun motivo al mondo.

Attenzione: questa classifica contiene titoli usciti sino a novembre 2018.

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Video – 20 Migliori Giochi PSVR di sempre


20. Carnival Games VR

Pur essendo semplicistico, Carnival Games VR riesce a confezionare un delizioso pacchetto di minigiochi, utili per avvicinare i più restii a questo nuovo modo di videogiocare. L’offerta sfoggia anche un paio di applicazioni VR parecchio interessanti, come l’arrampicata, che di sicuro farà impazzire chiunque la proverà, compresi i veterani della realtà virtuale. Ha superato di poco THE PLAYROOM VR.

19. Tetris Effect

Non è la migliore espressione della realtà virtuale, e certamente poteva godere di una maggiore attenzione nella definizione e nella profondità dell’immagine, sebbene gli aggiornamenti abbiamo migliorato lievemente la situazione. Ciò detto, non avete mai giocato a Tetris in questa maniera. Una sinestesia magnifica che pompa le vene ed esalta i sensi, uno spettacolo dinanzi al quale è impossibile rimanere indifferenti. Per carità, è pur sempre il Tetris, ma è quello più bello di sempre.

18. Statik

Statik è un rompicapo che scavalca i limiti hardware e costruisce l’interazione attorno al Dualshock. La risoluzione degli enigmi ruota attorno a dei congegni incollati alle mani del giocatore, dove i pulsanti del controller attivano un determinato effetto una volta premuti: accendono luci, muovono leve, proiettano immagini… alle volte è un po’ troppo criptico, e, a conti fatti, la sua longevità non è così eclatante, ma si tratta di un puzzle game raffinato, che gli amanti del genere devono assolutamente avere nella propria collezione.

17. The Invisible Hours

The Invisible Hours non è un gioco, né tanto meno un film. Non si ha reale controllo nello svolgersi della trama, perché non possono essere effettuati cambiamenti. La particolarità sta nella messa in scena: siamo davanti ad una sorta di thriller alla stregua di un enorme spettacolo teatrale che avviene in tempo reale. Un esercizio di stile che ci fa capire come potrebbe evolversi la narrativa nella realtà virtuale. Lo si può affrontare anche senza visore.

16. Racket Fury: Table Tennis VR

Non sappiamo come gli sviluppatori di Racket Fury: Table Tennis VR siano riusciti a tradurre il ping pong in maniera così fedele alla realtà. Non solo la fisica stupisce, non solo il tracciamento è ottimo, ma l’intelligenza artificiale risulta tutt’altro che… artificiale. Dal punto di vista grafico e stilistico si poteva osare di più, ma lo si perdona abbastanza in fretta. Rimanete sintonizzati per leggere la nostra recensione completa, che arriverà non appena il team implementerà l’ormai imminente multiplayer.

15. Firewall Zero Hour

Chi disse che l’attesa del piacere è essa stessa un piacere, di sicuro non avrà giocato a Firewall Zero Hour. Sia chiaro, è una dimostrazione di forza per la realtà virtuale, un’esperienza online tra le più intense che possiate provare oggi, dove l’Aim Controller primeggia come assoluto protagonista. Peccato sia solo un titolo multigiocatore, e che i tempi per entrare in partita talvolta siano più lunghi di quelli in cui si interagisce. L’offerta contenutistica è scheletrica, seppur in via di espansione costante. Tuttavia, se amate lo sparatutto tattico, e avete un paio di amici con i quali condividerlo, Firewall Zero Hour diventa un acquisto praticamente obbligato.

14. Sprint Vector

Sprint Vector ha solo un grosso difetto. È caratterizzato da una curva di apprendimento ripida, condensata in una giocabilità che affatica come poche cose sulla realtà virtuale. Non a caso, prende il genere corsistico e lo svecchia implementando un sistema di controllo che dà l’illusione di star correndo davvero. E in questa illusione costruisce la sua magia fatta di emozioni e gioie, in un’esperienza sicuramente difficile da comprendere in tutte le sue sfumature, richiedendo tempo e pazienza per essere apprezzata, ma che tutti gli amanti del videogioco dovrebbero provare, prima o poi. È senza dubbio uno dei giochi più originali e meglio confezionati attualmente disponibili sulla realtà virtuale.

13. SUPERHOT VR

SUPERHOT VR è lo sparatutto nel quale il tempo si muove solo quando si muove il giocatore. Sembra un simulatore di sequenze di film d’azione: si è sempre in inferiorità numerica, i proiettili possono essere schivati grazie all’ausilio dello slow-motion, e anche il più innocente tra gli oggetti può rappresentare un’arma letale. Il tracciamento qualche volta fa le bizze senza una configurazione adatta, ma questo particolarissimo titolo fa un uso intelligente dello spazio nella realtà virtuale. Vi farà scorrere l’adrenalina in corpo. E forse anche qualcos’altro.

12. Rec Room

Rec Room meriterebbe di più di una onorevolissima dodicesima posizione. Purtroppo la resa tecnica ha delle lacune, almeno su PSVR, eppure è un gioco in continuo divenire, e formalmente ancora in Beta. Ciò detto, vi si para davanti un’esperienza rivoluzionaria, un robusto hub social in cui si crea un alter ego virtuale, per poi accedere a tutta una serie di attività insieme ad altri giocatori online. Dalle avventure fantasy al calcio, dal paintball al dodgeball, fino ad arrivare ad un surrogato della Battle Royale assolutamente degna di nota. Se volete saggiare le potenzialità della VR come strumento multiplayer, Rec Room è quello che fa per voi. Oltre ad essere giocabile senza visore (perdendo però gran parte del fascino), sappiate che l’intero gioco è gratuito.

11. WipEout Omega Collection

Pur non essendo stato costruito da zero per la realtà virtuale, Wipeout Omega Collection è semplicemente il miglior gioco di corse in VR. E anche il più adrenalinico, il più estasiante, il più bello da vedere, il più bello da sentire e… potremmo continuare a lungo. Il team di sviluppo si è dimostrato generosissimo, regalando la modalità VR a tutti i possessori del gioco base. Di questi tempi, un gesto del genere è da ammirare.

10. Bound VR

Bound è un titolo un po’ ambiguo. Se nella sua versione su TV non riesce a colpire nel segno, quando si indossa il visore, invece, la musica cambia. Cambia radicalmente. Essere circondati dalle forme, dai personaggi e dai luoghi astratti del titolo di Plastic è qualcosa di indescrivibile a parole. Sul serio, è una rappresentazione estetica incredibile delle possibilità di questa tecnologia, un viaggio incantevole da vivere in silenzio, da soli, senza il caos quotidiano… mentre nelle orecchie suona la sua splendida colonna sonora.

9. Moss

Moss è un gioiello, quello che ci piace definire il ponte di collegamento tra il videogioco tradizionale e quello a realtà virtuale. Un platform adorabile, emozionante, fabbricato genuinamente con amore e passione, tassello dopo tassello. Peccato sia breve tanto da lasciare un pelino d’amaro in bocca, ma questi sono i giochi di cui abbiamo bisogno per la VR. Quelli in grado di stupire con la semplicità.

8. REZ Infinite

Il capolavoro di Tetsuya Mizuguchi nato su Dreamcast e PS2 utilizza la realtà virtuale per raggiungere la forma finale. L’edizione Infinite presenta l’Area X, un livello aggiuntivo straordinario, uno dei punti più alti toccati dalla VR, nonostante duri solo quindici minuti. Non che il resto del gioco sia da buttare, tutt’altro: preparatevi ad un’escursione tra luci e colori, una via di mezzo tra un gioco musicale e uno sparatutto su binari che inizialmente lascia spaesati, e poi rapisce per sempre.

7. Until Dawn: Rush of Blood

Until Dawn: Rush of Blood è uno dei primissimi titoli nati su PSVR ed è ancora uno dei migliori. Fatelo vedere a chi ha vissuto l’epoca d’oro dei cabinati arcade: rimarrà a bocca aperta per almeno un quarto d’ora. Si tratta di uno sparatutto su binari che utilizza l’horror per impacchettare le montagne russe più inquietanti di sempre. Provare per credere. E fatelo provare ai vostri amici e parenti, ovviamente! Obbligateli!

6. The Persistence

The Persistence è una digressione del survival horror che prende il roguelike e lo inietta direttamente nella realtà virtuale. Ha tutto quello che dovrebbe avere un gioco in solitaria fatto come si deve: buona longevità, ottimo sistema di controllo, atmosfera asfissiante, armi e gadget pregni di creatività, e molto, moltissimo altro. La sorpresa dell’anno.

5. Skyrim VR

Skyrim VR rimarrà per sempre nei nostri cuori, pur avendolo già spolpando nelle sue innumerevoli versioni. L’edizione sviluppata per la realtà virtuale, però, è diversa, perché qui la storia del Sangue di Drago si trasforma, e diventa un viaggio introspettivo dove è il giocatore il protagonista, e non il suo alter ego digitale. Viaggiare tra le montagne, combattere contro i banditi, chiacchierare con gli abitanti del posto, tutte piccole operazioni che nel videogioco tradizionale ormai sono d’ordinaria amministrazione, ma che nella VR costruiscono un cosmo nel quale perdersi dentro. Dopo aver provato Skyrim VR, il videogioco di ruolo non è più la stessa cosa. Ora quei mondi fantasy li vogliamo sempre vivere sul visore, e non sulla TV.

4. Resident Evil 7

Un settimo capitolo terribile, nel senso che trasuda tensione da tutti i pori con un’ambientazione disturbante che sa quali corde toccare per inquietare. Purtroppo, a causa di alcune grane, tende ad alimentare la chinetosi in certi soggetti, motivo per il quale vi consigliamo di farvi prima le ossa con altri titoli in realtà virtuale prima di affrontare la creatura di Capcom. Tuttavia, Resident Evil 7 è senza dubbio tra i migliori videogiochi VR di sempre, una pietra miliare che ha sconvolto il videogioco horror.

Prima di mettere piede sul podio, vi invitiamo a dare un’occhiata a questi titoli, che crediamo siano degni di una menzione d’onore.

3. Farpoint

Farpoint ha ridefinito lo sparatutto in prima persona attraverso la splendida periferica di Sony, l’Aim Controller, capace di restituire una immedesimazione senza eguali. Sei tu a premere il grilletto: tu, fisicamente. Metti il braccio in posizione, porti il fucile vicino al viso, chiudi l’occhio per prendere la mira dal mirino olografico, e spari. E sparare in VR non è mai stato così gratificante. Uno dei capisaldi di PSVR.

2. Beat Saber

Vorremmo scendere in piazza, e gridare al mondo di Beat Saber. Vorremmo che lo provaste tutti, perché è qualcosa che ti rimane nell’anima, ti lascia senza fiato (anche perché è sfiancante). È un gioco semplicissimo, lo si capisce guardandolo in azione per due secondi netti sullo schermo. Un titolo musicale nel quale è necessario rompere dei cubi con due spade laser. E cosa c’è di più figo delle spade laser? Il fulcro nevralgico attorno al quale orbita il divertimento emerge dalla struttura delle canzoni, perché i movimenti e il posizionamento dei cubi segue al millimetro il ritmo, e vi fa letteralmente danzare a tempo, quasi in modo involontario. È pazzesco.

1. Astro Bot: Rescue Mission

Astro Bot: Rescue Mission è un gioco che o lo si ama, o lo si ama. L’acquisto di un visore Sony deve essere accompagnato da una copia di questa meraviglia. Davvero, non azzardatevi a lasciarlo sullo scaffale. Potreste apprezzare maggiormente generi differenti, nessuno lo mette in dubbio, ma quello realizzato da ASOBI! Team è clamoroso. In termini di comodità di fruizione, valori produttivi, coerenza artistica, varietà e divertimento, non c’è null’altro di così ben fatto su PSVR. Un traguardo, un nuovo modo di vedere il gioco di piattaforme, che apre ad una successiva generazione di titoli VR che non vediamo l’ora di vivere insieme a voi.

Nel caso non si fosse capito: sì, Astro Bot: Rescue Mission è il miglior videogioco PSVR di sempre. Chi riuscirà a scavalcarlo? Ai posteri l’ardua sentenza…

Trovate notizie e maggiori informazioni su PlayStation VR nella nostra pagina dedicata. Le nostre recensioni dei titoli PSVR sono disponibili qui.

  • AB

    Unico titolo che stride in questa classifica è Skyrim, che in VR è un porting pessimo: seriamente, non vedo cosa ci possa essere di piacevole con il visore, tra menu illeggibili e combat system per nulla adattato alla realtà virtuale (evidentemente il recensore non l’ha testato con i Move).

    • Testato e giocato con i Move per almeno cinquanta ore. Per me c’è la miglior implementazione del movimento libero tramite Move. Non nego potesse essere sviluppato meglio, soprattutto per quanto riguarda la navigazione tra i menù e i combattimenti corpo a corpo, ma per essere il primo porting di un gioco di ruolo enorme in VR l’ho voluto premiare per quello, per l’esperienza che riesce a darti. Dagli archi all’uso delle magie, dai dialoghi ai dungeon… ho letto di chi si lamenta del porting, capisco le critiche, ma rimane comunque una dimostrazione di forza per la VR, per come la vedo io. Menù illeggibili in che senso?

      • AB

        Non c’è adattamento dei menu alla visuale in VR, che restano identici a quelli dell’originale, con scritte davvero faticose e difficili da leggere data la minore pulizia d’immagine (non è marginale, visto QUANTO si devono consultare e anche leggere).
        Il sistema di combattimento non andava sviluppato meglio, andava totalmente rifatto: non è possibile fare milioni di punti di danno semplicemente agitando freneticamente il Move davanti a sé, qualsiasi senso di immedesimazione va a farsi benedire così.
        E meglio tralasciare il fatto che siano presenti esattamente tutti gli stessi bug dell’originale.
        L’ambientazione può essere fantastica, certo, ma solo se riesce a tenerti ‘dentro’ quel mondo, non se al momento di effettuare le azioni più elementari (in un ARPG fantasy il combat system non è secondario) ti ricorda subito di essere finto e mal fatto, per di più.
        Si poteva perdonare a un indie recentemente lanciato sul mercato, non ad un tripla A con ben oltre 5 anni alle spalle.
        Mi spiace, non mi trovo affatto d’accordo con la valutazione.
        Comunque grazie per il chiarimento, ciao!

  • Mauro Favaron

    In classifica giochini minori come carnival games… bound… Tetris… The invisible hour… e mancano vere perle come Dirt Rally VR e Driveclub, Rigs, Eve Valkyrie, Robinson the Journey, Ultrawings…