5 domande su Overwatch 2, tra dubbi e certezze

Giorgio Palmieri -

Overwatch 2 è realtà. La notizia era già nell’aria e le indiscrezioni erano troppo precise per essere false, ma è sempre bello avere delle conferme sull’esistenza del secondo sparatutto a squadre di Blizzard. Dal palco della BlizzCon 2019, oltre all’ufficialità, sono nate anche moltissime domande che continuano a ronzarci per la testa sulla natura del progetto. Ecco quindi le nostre riflessioni, racchiuse in uno speciale dedicato: buona lettura.

LEGGI ANCHE: Overwatch su Nintendo Switch: come se la cava?

Il 2 sarà davvero un 2?

Esiste un grosso problema che colpisce i seguiti di titoli di successo che continuano ad essere aggiornati e migliorati anche durante l’uscita del nuovo capitolo. Questo spinge i giocatori a chiedersi se davvero vale la pena passare al successivo, anche in virtù della perdita totale o parziale dei progressi compiuti. Tuttavia, la volontà di Blizzard è quella di non frammentare la comunità: è la ragione per la quale i giocatori del primo Overwatch combatteranno a fianco di quelli di Overwatch 2, almeno nella componente competitiva.

In più, tutti i nuovi eroi e le mappe del secondo capitolo arriveranno anche sul primo. Iniziativa lodevole, che solleva però dei dubbi in merito all’evoluzione della formula: rimarrà quindi identica alla ricetta originale? Le immagini parlano chiaro e Overwatch 2 non sembra un reale seguito del predecessore, che ormai corre verso il quarto anno di vita. Di conseguenza gli aspetti evolutivi sono da ricercarsi solo nell’offerta contenutistica, in special modo nella componente narrativa.

Storia interessante ma poco “intima”?

La più grande novità di questa seconda incarnazione è l’arrivo di una modalità Storia. Richiesta a gran voce dalla comunità, la presenza di una trama contaminerà delle missioni edificate sulla base di quelle degli Archivi viste nel primo Overwatch, rese però più varie ed articolate. A onor del vero, avremmo preferito che fossero costruite in maniera differente, magari nell’ottica di un’esperienza più intima e votata all’approccio solitario. Invece, Blizzard ha voluto mantenere la stessa impostazione, in cui quattro giocatori devono collaborare per superare le avversità. Speriamo solo che la voce degli utenti non sovrasti quella dei personaggi: non dovremmo mica passare metà del tempo a chiedere del silenzio!

Per carità, l’idea ci piace e anche la suddivisione Missioni Storia ed Eroiche desta curiosità: le prime costringeranno i giocatori a scegliere un preciso eroe mentre seguiranno archi narrativi fatti di dialoghi e filmati. D’altra parte, le Missioni Eroiche non sono altro che reinterpretazioni di quelle Storia, che includeranno variabili per garantire rigiocabilità, oltre ad offrire la possibilità di scelta libera per gli eroi. Forse l’impostazione à-la-Marvel Avengers non ci sarebbe dispiaciuta, lasciando la Storia esclusivamente al singolo giocatore, così da azzardare sequenze più cinematografiche o comunque ideali per il gioco solitario. In ogni caso, sta a Blizzard stupirci.

Sviluppo dei personaggi: molte variabili?

Le modalità cooperative introducono uno sviluppo dell’eroe per la prima volta in Overwatch. Accumulando punti esperienza, sarà possibile potenziare i personaggi per poi sbloccare dei talenti che, similmente a quanto visto in altri titoli Blizzard, garantiranno degli effetti speciali. Per citare un esempio, Tracer potrà aumentare il tempo di ricarica delle abilità ogni volta che sconfiggerà un nemico, o le sue pistole potranno ricaricarsi contestualmente all’uso di una qualsiasi capacità, attivando il rispettivo modificatore. Insomma, abilità passive classiche: speriamo solo che ce ne siano molte e soprattutto che permettano di realizzare build particolari capaci di stravolgere lo stile di gioco dei vari eroi.

Déjà vu?

Gli sviluppi del personaggio non intaccheranno però la parte competitiva, che rimarrà pura. Nutriamo sentimenti contrastanti per questa scelta: se da un lato il bilanciamento è un aspetto di primaria importanza all’interno dell’economia di gioco, dall’altro sarebbe stato interessante poter intervenire su alcune delle sfumature dell’eroe per aumentare la profondità della personalizzazione.

Tuttavia, la modalità giocatore-contro-giocatore accoglierà nuovi livelli e una nuova modalità, chiamata Scorta. Si disputerà su mappe simmetriche cucite appositamente, dove le squadre prenderanno il controllo di un robot collocato al centro del livello, con l’obiettivo di spingerlo verso la base nemica. La squadra che riuscirà a spingerlo più lontano in territorio nemico porterà a casa la vittoria. Insomma, si tratta di una variazione sul tema, più che di una grande novità. Dovremmo metterci le mani sopra prima di esprimere un parere completo, ma la sensazione di già visto ci assale.

Casualità: anche basta?

In virtù della continuità con il predecessore, i risultati e gli oggetti collezionati in Overwatch verranno mantenuti su Overwatch 2. Ciò significa che modelli, icone, emote e quant’altro saranno conservati nel nuovo capitolo. Ci piacerebbe però che Blizzard realizzi una maniera diversa per ottenere gli elementi di personalizzazione: i forzieri con premi casuali iniziano a passare di moda e Blizzard farebbe bene a trovare un modo più stimolante per vincere gli oggetti estetici o guadagnare quantomeno della valuta digitale costante per comprare ciò che il giocatore desidera. Questo solleva delle domande circa la monetizzazione: quanto costerà Overwatch 2? Come verranno gestite le micro-transazioni? Non ci resta altro che attendere le risposte direttamente dalla società di Irvine.

Vi ricordiamo che Overwatch 2 non ha ancora una data di uscita ufficiale. Verrà pubblicato presumibilmente nel 2020 su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch: probabilissima anche la pubblicazione sulle piattaforme di nuova generazione. Anzi, qualcosa ci dice che farà parte della line-up inaugurale.