Animal Crossing: New Horizons: avvistata una nuova isola e appartiene all’Università di Macerata (foto)

Federica Papagni -

Fin dal suo lancio, Animal Crossing: New Horizons ha ospitato varie iniziative proprie di diversi ambiti: dalla musica all’arte fino ad arrivare persino alla politica. In questo modo si è trasformato da semplice videogioco di simulazione di vita a vera e propria piattaforma virtuale. In questa prospettiva si insinua una novità tutta italiana, in particolare delle Marche, che consiste nell’inserimento della prima realtà accademica all’interno del titolo. Si tratta dell’Università di Macerata, che ha deciso di creare la propria isola digitale all’interno del videogioco, fornendo a tutti i suoi studenti un ulteriore strumento per rapportarsi con il proprio Ateneo in una maniera assolutamente all’avanguardia e in linea con le passioni ed esigenze delle nuove generazioni.

Per agevolare lo scambio e la condivisione di idee tra le persone, nel Progetto Inclusione 3.0 dell’Università degli Studi di Macerata, un gruppo di studenti universitari, con e senza disabilità, ha deciso di incontrarsi e interagire nell’isola di Animal Crossing: New Horizons. Questa iniziativa è stata realizzata grazie al lavoro condiviso tra l’Università di Macerata nella persona della professoressa Catia Giaconi, studenti esperti del mondo Nintendo, e l’agenzia di comunicazione Promise Group di Vania Bontempi con sede ad Ancona.

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La professoressa Giaconi ha così commentato il tutto:

“Noi siamo partiti dall’ipotesi di progettare e costruire una “isola” UniMc, dove gli studenti si potevano (e si possono) incontrare e interagire grazie a modelli personalizzati. Dalla costruzione dell’isola, alla condivisione di argomenti importanti per il periodo che stavano vivendo, l’isola ha permesso di dar voce ai diversi potenziali espressivi, sfruttando le modalità preferite di interazione di ciascun studente. Il progetto ha permesso di valorizzare gli svariati stili comunicativi e creare diversi percorsi di personalizzazione per continuare a incontrarsi, in un periodo così delicato come quello che gli studenti, soprattutto con disabilità, stavano attraversando.”

Nato durante il lockdown, questo progetto nel tempo ha assunto anche diverse forme come ad esempio,  offrire la possibilità di incontri virtuali con docenti e studenti di altre nazioni per compensare l’impossibilità di viaggiare e dialogare con i colleghi di altre realtà. La professoressa, infine, ci tiene a specificare che l’isola virtuale “non toglie nulla all’incontrarsi in presenza ma è un valore aggiunto per avere più luoghi per fare comunità”.

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