La demo di Crash Bandicoot 4: It’s About Time mi ha umiliato (e va bene così!)

Giorgio Palmieri

Qual è il senso di offrire l’accesso ad una demo di un gioco solo per chi effettua la prenotazione dello stesso in edizione digitale? L’obiettivo delle versioni dimostrative non era quello di far provare il titolo in questione prima di essere acquistato? Tutte domande lecite, giustissime, ma alla demo di Crash Bandicoot 4: It’s About Time ciò non interessa, almeno per il momento: la si può gustare solo e soltanto preordinando il gioco su PlayStation Store o sul Microsoft Store. È probabile che venga rilasciata più avanti per tutti, eppure adesso è solo un antipasto nell’attesa che questo attesissimo quarto capitolo canonico veda la luce il 2 ottobre su PS4 e Xbox One.

Anzitutto, quello che mi ha stupito prima ancora di compiere i primi salti nella demo è che non vi sia alcuna spiegazione dei controlli. Fatta eccezione per una piccola sequenza introduttiva, dopo aver scelto uno dei tre livelli disponibili, si viene immediatamente lanciati nell’azione. Per dire, se non avessi divorato da piccolo la trilogia, non mi fossi dilettato con la recente operazione di restauro, e non avessi fatto indigestione di video e trailer di It’s About Time, forse mi sarei trovato un tantino disorientato. Non tanto per le meccaniche in sé, semplici, quanto piuttosto per la novità delle maschere e per un livello di sfida che di certo non fa sconti. Insomma, è più che palese che questo aperitivo sia solo per i fan, o per chi ha una mentalità forgiata appunto con i titoli del passato.

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Che dire però del gioco in sé? Che dire di un Crash Bandicoot 4: It’s About Time che si pone come seguito diretto di Warped del ‘98 e ne recupera la stessa struttura? Si è rivelata senza dubbio una scelta vincente, non solo perché Crash è nato come un gioco di piattaforme schematico, pulito e lineare, ma anche perché Toys for Bob, i nuovi sviluppatori, hanno alle spalle diversi ottimi titoli dello stesso genere, dei quali spesso ci si dimentica, cioè quelli appartenenti alla serie Skylanders. Dispiace non avere più Naughty Dog al timone, sia chiaro, ma l’eredità del marsupiale sembra essere in buone mani.

Del resto, saranno pur passati ventidue (ventidue!) anni, tant’è che il gioco stesso ci scherza pure, eppure la formula funziona ancora ed è stata modernizzata per esplorarne tutte le possibili potenzialità. Prima di tutto i controlli, decisamente più permissivi e meno legnosi rispetto al passato, con un doppio salto che consente di riparare a danni irreparabili ben più che in passato, e delle collisioni meno scivolose, in special modo se rapportate a quelle del restauro della trilogia.

La vera novità risiede tuttavia nelle Maschere Quantiche, le quali aggiungono ulteriori variabili al disegno dei livelli. Queste appaiono in precisi momenti, costruiti appunto attorno all’utilizzo della maschera. Siamo riusciti a provarne due, in due livelli diversi: in Isolati dalla Neve c’è Kupuna-Wa, che consente di rallentare il tempo per una manciata di secondi con la pressione di un tasto. L’uso che se ne fa è abbastanza classico, visto che viene utilizzata soprattutto per distruggere casse a tempo e per ridurre la velocità di caduta di calotte ghiacciate, per poi sfruttarle come pedane.

In Scatto del Dinosauro invece c’è Lani-Loli, la quale permette di far apparire o scomparire certi oggetti premendo il grilletto. Anche questa la si usa poco, più che altro lungo una discesa sulla liana, dove i funghi rappresentano degli ostacoli che è possibile disinnescare grazie al potere della maschera. Dulcis in fundo, Un Naufragio Capita a Tutti mette nei panni di Dr. Neo Cortex, storico antagonista del marsupiale che qui sarà anche protagonista di livelli a tema, insieme a Tawna e Dingodile. Il ridotto balzo che può compiere è compensato dalla sua fida pistola a laser, che non solo gli permette di effettuare uno scatto in avanti, ma gli consente di trasformare i nemici in pedane o rimbalzelli, a vostro piacimento. Le sue mosse dunque vanno sfruttate per superare un livello che in effetti richiede un po’ di precisione per poter tornare a casa incolumi.

Ciò detto, siamo rimasti un po’ delusi dalla durata dello schema dedicato a Cortex: ci è piaciuta l’idea che sia ambientato parallelamente a Isolati dalla Neve, ma non abbiamo capito come mai si debba poi riprendere il controllo di Crash per affrontare lo stesso livello con al più un paio di modifiche nel posizionamento delle scatole. Avremmo preferito sperimentare ancora di più Cortex, e non vorremmo vedere un allungamento del brodo in questo modo per appunto estendere la longevità. Certo, la già annunciata Modalità N. Vertita consentirà di rivivere livelli già affrontati sotto particolari condizioni, come gravità diverse, velocità mutevoli o stili grafici differenti, eppure, quantomeno quelli della storia, del filone principale, ci piacerebbe fossero tutti diversi e che non abbiano questi espedienti.

In più, quel che stupisce è il livello di sfida, mantenuto frizzante alla stregua dei predecessori originali. Anzi, a dirla tutta, ammetto di aver fatto una figura barbina: infatti, è possibile giocare sia in maniera Retro che Moderna, cioè con le vite o senza con annesse piccole modifiche qua e là. Inutile sottolineare che ho consumato le tre iniziali nel giro di qualche minuto, dimostrando quanto fossi arrugginito. Per non parlare delle fasi bonus, piuttosto complicate se non si mastica almeno un pelino le dinamiche di Crash. A mia parziale discolpa posso dire che ero letteralmente rapito dal comparto grafico: Toys for Bob aveva già dimostrato di essere campionessa nel dare espressività alle sue creature con Skylanders ed infatti Crash Bandicoot 4: It’s About Time è un’esplosione di vivacità. Siamo sempre più vicini al concetto di cartone animato in movimento, con animazioni super dettagliate, tonalità di colori dolci e una fluidità pari a sessanta fotogrammi al secondo su PS4 Pro (sulle console Standard andrà a trenta). I caricamenti tuttavia sono esagerati, considerando che c’è da attendere circa cinquanta secondi per poter entrare in partita, ma confidiamo che questo grattacapo venga limato entro l’uscita. Segnaliamo poi la presenza del doppiaggio in italiano, che di certo male non fa.

Tirando le somme di questo primo contatto con Crash Bandicoot 4: It’s About Time, potete dormire sonni tranquilli: Toys for Bob sembra aver realizzato quello che gli appassionati chiedevano da anni, cioè semplicemente un nuovo gioco di Crash. Non spin-off, non re-immaginazioni, solo il buon vecchio marsupiale, i suoi livelli a corridoio e il suo irresistibile carisma. Insomma, come si suol dire, meglio tardi che mai.

Trailer

Screenshot

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