Days Gone – Un nuovo ruggito di Sony? (anteprima)

Giorgio Palmieri -

Anteprima Days Gone – Un altro open world si sta per aggiungere alla numerosa lista di questi videogiochi enormi, pieni di cose da fare e carichi di cose da vedere. Ne abbiamo visti tanti e ne abbiamo giocati anche troppi, ma quello di cui vi parliamo oggi sfodera una differenza non da poco. Ecco la nostra anteprima di Days Gone, la nuova esclusiva per PS4 in arrivo il 26 aprile.

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Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore SIE Bend Studio
Piattaforme PS4
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Anteprima Days Gone

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella nostra video-anteprima, accompagnati da spezzoni tratti da filmati di repertorio.

Se son zombie, moriranno. E se son infetti?

La differenza a cui accennavamo in apertura rispetto agli altri titoli dalla grande libertà? Be’, Days Gone è un’esclusiva PS4 e incarna alla perfezione cosa significa essere un’esclusiva PS4 di stampo avventuroso: significa avere personaggi umani ed empatici, storie drammatiche dal taglio cinematografico, narrativa emozionale, significa avere a disposizione valori produttivi gargantueschi.

Allora siamo corsi a Milano, in una location alquanto particolare, nascosta dagli occhi indiscreti, dove la divisione italiana della multinazionale nipponica ci ha permesso di provare proprio Days Gone per circa tre ore di fila. E sapete? È talmente scontato e prevedibile da essere rassicurante. Odiamo ripeterci, ma si tratta di un cosiddetto open world con personaggi umani ed empatici, una storia drammatica dal taglio cinematografico, della narrativa emozionale e dei valori produttivi gargantueschi. In pratica, è esattamente quello che ci aspettavamo, nell’accezione più positiva possibile.

La fase iniziale cercava di spiegare il funzionamento delle meccaniche principali: non che ne avessimo troppo bisogno, vista l’impostazione clamorosamente classica. Siamo davanti ad uno titolo d’azione in terza persona dove le coperture svolgono un ruolo importante, e il tutto è immerso in un ambiente esplorabile a proprio piacimento. In particolare, il protagonista si chiama Deacon, è un ex-motociclista e adesso vive la giornata con il suo amico Boozer. I primi vagiti della versione d’anteprima, peraltro, raccontavano piccoli retroscena sul perché Deacon si comporta in un certo modo, legati soprattutto al magico rapporto con la sua dolce metà. D’altra parte, il mondo post-apocalittico, che si erge su uno scenario vulcanico nel Pacifico nord-occidentale, è contaminato da una pandemia dalla quale sono nati i Furiosi, persone e animali mutati, divenuti insaziabili e cannibali.

In tutto questo, Deacon e Boozer sopravvivono: viaggiano in moto, completano taglie, raccolgono risorse, fino a quando qualcosa va storto e sono costretti a dividersi. Del resto, quello di Days Gone è un universo dove gli infetti sono solo gli ultimi dei pericoli, visto che il suolo è calpestato anche da esseri umani fuori di testa e sette ripiene di invasati. Qualcuno diceva che nel momento del bisogno ci saremmo uniti tutti, ma nel futuro post-apocalittico ipotizzato da Bend Studio non è affatto così, anzi.

Se la prima parte si poggiava su una struttura lineare, la successiva, decisamente più lunga e organica, mostrava la vera natura della produzione, quella di un open world focalizzato sulla storia, dove emergono ottime prove attoriali e un doppiaggio in italiano eccezionale che immedesima istantaneamente nei personaggi, nei loro drammi. Per quanto riguarda l’interattività, questa contempla sia l’approccio silenzioso che a viso aperto, con immancabili accampamenti da ripulire come nella canonica grammatica del genere. Eppure, la trama pare essere il punto focale, così come lo sviluppo caratteriale del protagonista.

L’universo narrativo infatti percorre uno stile peculiare, che il team di sviluppo paragona alla profondità di una serie televisiva, sia nella messa in scena che nei dettagli. In effetti, la trama si compone di più missioni principali che condividono tra loro informazioni, grazie alle quali sarà possibile confezionare un quadro narrativo completo di Days Gone. Non a caso la conduzione presenta moltissime sequenze d’intermezzo realizzate in maniera impeccabile, più vicine alla concezione delle avventure lineari che a quella del mondo aperto.

Per il resto, lo ribadiamo, l’ultima fatica di Bend Studio si configura come un tipico videogioco d’azione in terza persona all’interno del quale potrete impugnare diverse armi, recuperare materiali disseminati per l’ambiente, per poi creare bombe, cure e diversivi. Nella ricetta non mancano modifiche per le armi, campi dove riscuotere taglie e acquistare oggetti, e un albero delle abilità diviso in tre rami differenti (armi da mischia, a distanza e sopravvivenza). Il nucleo dei viaggi risiede invece in una ruspante motocicletta, per spostarsi liberamente nel mondo, purché ci sia benzina a sufficienza.

Dal punto di vista grafico non possiamo esprimerci fino in fondo, in special modo sul versante tecnico, visto che ci è stato comunicato che il codice non è assolutamente quello definitivo. Per ora possiamo apprezzare lo sforzo di coniugare la grandezza dell’open world con l’attenzione al dettaglio dell’avventura a corridoio, sebbene pare non riesca a imporsi né in una sezione né nell’altra. Le animazioni lasciano un po’ a desiderare e le cataloghiamo come l’aspetto più debole del lato visivo, almeno al momento, ma confidiamo nell’operazione di pulizia. Tutto sommato è un bel vedere, e ha il grande merito di riuscire a comunicare la sua vastità con enormi panorami dove si distinguono le orde, agglomerati di Furiosi che quando si palesano fanno letteralmente paura, il cui abbattimento è riservato ai soli giocatori ben equipaggiati. Infine, ci sentiamo di spezzare una lancia a favore della varietà di questa “breve” anteprima: tra piccoli enigmi ambientali, situazioni particolari che coinvolgono anche personaggi secondari e scontri con diverse tipologie di creature, non abbiamo mai percepito un briciolo di noia, nemmeno in lontananza. Speriamo si mantenga così per tutta la durata del viaggio.

Conclusioni

Anteprima Days Gone  Days Gone non sembra avere pretese rivoluzionare né innovative. Vuole rimanere con i piedi per terra, vuole essere una grande avventura attenta alla narrazione e alla giocabilità. Vuole essere un grande esponente dell’open world desideroso di dare coerenza a tutte le sue attività e a tutte le sue apparenti trenta ore di divertimento, ciascuna delle quali sarà – a detta degli sviluppatori – “utile”. Utile all’economia della storia, intrecciata in una progressione che semplicemente non frammenterà l’esperienza. Se ciò si rivelerà un successo? Lo sapremo all’uscita, prevista per il 26 aprile. Per ulteriori informazioni, vi consigliamo caldamente la lettura della nostra intervista a John Garvin, la mente che si cela dietro il progetto.

Trailer

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