Anteprima EVERSPACE 2: un drastico, ma gradito, cambio di rotta?

Lorenzo Delli

Giusto qualche giorno fa ROCKFISH Games ha lanciato la sua ultima fatica in accesso anticipo su Steam e GOG. Stiamo parlando di EVERSPACE 2, seguito del primo capitolo di quella che sta diventando a tutti gli effetti una serie. Solo che il nuovo titolo ha per certi versi poco a che vedere con il suo predecessore.

Editore ROCKFISH Games
Sviluppatore ROCKFISH Games
Piattaforme PC Windows
Versiona provata PC Windows
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese

EVERSPACE era di fatto una sorta di sparatutto spaziale, caratterizzato da un sistema di controllo puramente arcade, in linea quindi con quanto proposto in EVERSPACE 2. Si trattava però di un roguelike, con livelli unici generati casualmente e con una trama che giustificava la morte ripetuta del protagonista. Il secondo capitolo prende le distanze da queste dinamiche, mettendoci sì nuovamente nei panni di Adam Roslin, rimuovendo però quella dinamica di clonazione che gli permetteva di tornare in vita mantenendo i suoi ricordi.

Adam viene proiettato stavolta in un universo dalla struttura open world, con dinamiche di gioco più assimilabili a quelle di un hack and slash nello spazio che ad una sorta di simulatore di volo. Le dinamiche roguelike e i livelli procedurali sono del tutto accantonati, a favore di un ampio universo costituito da pianeti, stazioni spaziali e combattimenti casuali a fianco di dinamiche ruolistiche ancora più accentuate.

Al giocatore viene offerta la possibilità di sviluppare la propria navicella (più avanti se ne possono sbloccare di nuove), decidendo le tipologie di armamenti da equipaggiare e quali perk utilizzare. Questi ultimi sono delle vere e proprie abilità con tempo di ricarica da diversificare nel corso del tempo. Non solo: si ha a che fare con un vero e proprio inventario, che permette anche di selezionare varie altre tipologie di pezzi per la propria astronave. Di conseguenza si possono scegliere componenti caratterizzati da un grado di rarità (sennò che gioco di ruolo sarebbe!) che migliorano la corazza, altri che incrementano la velocità di manovra, o altri ancora che favoriscono la ricarica degli scudi e degli armamenti. Tutti elementi che vengono gestiti in automatico, esattamente come un comune Action RPG. Il senso di quest’ultima affermazione è che giocando non ci sono elementi simulativi che richiedono interazioni più o meno complesse da parte del giocatore. Ci si limita, si fa per dire, a spostarsi nello spazio, a sparare e ciclare eventualmente tra le armi, ad utilizzare abilità ed eventuali oggetti monouso presenti nella barra rapida di azione. Di conseguenza anche i combattimenti sono gestiti sulla falsa riga di un Action RPG: le astronavi che ci troveremo ad affrontare hanno un livello di potenza, e la barra della vita indica l’eventuale presenza di scudi energetici, di armatura e ovviamente vita residua. Sullo schermo volano, letteralmente, numeri che stanno ad indicare danni inflitti o eventuali colpi critici. E da buon Action RPG ci sono anche i loot e le chest da aprire (sotto forma di container spaziali), un sistema di commercio e di reputazione e altri elementi perfettamente in linea con la tipologia di gioco finora descritto.

Un bene insomma per gli appassionati del genere, un male per chi cercava invece uno sparatutto spaziale dal sapore più classico. Alcuni combattimenti possono rivelarsi frustranti, visto che l’abilità del pilota non garantisce affatto la vittoria in uno scontro. Bisogna approcciarsi ai combattimenti con strategia, sfruttando le abilità a disposizione nel momento giusto, riuscendo ad intuire quando è il caso di scappare, su quali bersagli concentrare il proprio fuoco ed eventualmente anche come sfruttare l’ambiente di gioco a nostro favore. Alcuni nemici, talvolta anche di livello più basso del nostro, colpiscono forse fin troppo duro, senza quasi mai sbagliare mira. Se incappate in situazioni in cui le forze nemiche sono composte da più pattuglie è molto probabile che vi troverete a caricare un salvataggio precedente. E non è sempre facile fuggire, visto che il fuoco degli avversari interrompe la carica dei propulsori. Tutte le lezioni che imparerete via via che il gioco vi punirà per la vostra eccessiva sfrontatezza. Diventa vitale imparare anche a gestire le armi a disposizione. Ognuna ha un valore che indica i danni inflitti allo scafo o allo scudo dei nemici. Via via si impara quindi ad equippaggiare armi che risultino più o meno efficaci in questi campi, alternando il loro utilizzo nel bel mezzo del combattimento.

A proposito del sistema di salvataggi, non è possibile salvare la partita liberamente. Si può farlo solo nelle stazioni spaziali, il che rende ancora più cauto l’approccio del giocatore viste le difficoltà che abbiamo descritto finora. In ogni caso c’è un sistema di auto-salvataggio che si innesca ogni volta che cambiamo settore. Abbiamo accennato al fatto che la struttura del mondo di gioco ricalchi quella di un open world. Diciamo che è vero fino a un certo punto. L’universo di EVERSPACE 2 sembra davvero ampio, con un bel po’ di sistemi e regioni da visitare. Ogni regione però ha un suo confine “invalicabile”. Nulla vi vieta comunque di accendere i motori per l’iperspazio e di recarvi liberamente nelle zone scoperte per esplorare, combattere e accumulare esperienza ed oggetti. Talvolta ci troveremo anche a sorvolare la superficie di alcuni pianeti, con zone sufficientemente ampie da coprire. Altre volte ci troveremo all’interno di basi spaziali o di carcasse di enormi vascelli, situazioni che metteranno alla prova le abilità di manovra. In questi casi avremo persino a che fare con trappole e con puzzle ambientali di semplice risoluzione. Per quanto riguarda la trama, nei panni di Adam Roslin vivremo una storia che ci vedrà catapultati ai margini della società spaziale, nel tentativo di mantenere segreta la nostra identità di ex-clone rivelando il nostro passato solo ad una manciata di fidati alleati.

Il che ci porta al discorso “Early Access”. La storia, per quanto piano piano getti sempre più elementi nella mischia, manca un po’ di mordente. Di fatto sono assenti tutte le animazioni relative alla narrazione. Ci sono solo una serie di disegni con dialoghi, talvolta doppiati, talvolta raccontati, che fanno da collante tra i momenti chiave della trama. Si tratta appunto di un “work in progress”, come specificato dagli autori ad ogni avvio dal gioco e anche dal banner che rimane fisso in sovraimpressione in alto a sinistra. Deve quindi piacervi il modello di gioco per rimanere ancorati al tutto. Diciamo che c’è una discreta caratterizzazione dei personaggi coinvolti e dell’universo di gioco, ma non vi aspettate una trama all’altezza di titoli tripla A più blasonati. Inoltre il tutto è disponibile per il momento nella sola lingua inglese, un altro scoglio per alcuni insormontabile. Da “buon” accesso anticipato qual è poi, gli sviluppatori avvertono anche che da un momento all’altro i vostri salvataggi potrebbero vaporizzarsi. È la dura legge di questa tipologia di lancio. Diciamo che chi acquista EVERSPACE 2 in questo momento lo fa per supportare gli sviluppatori con i propri soldi e magari anche per aiutarli con segnalazioni di bug, suggerimenti di bilanciamenti e altro.

C’è già un lunghissimo elenco di quelle che sono le novità che verranno implementate durante il corso dei mesi. Ad esempio sarà possibile selezionare un livello di difficoltà, e anche la storia verrà ampliata per superare le 30 ore complessive di longevità. Un progetto insomma da seguire con interesse, anche perché al netto dei difetti, il gameplay risulta sufficientemente divertente e per certi versi diverso dal solito. Immaginatelo come una sorta di Diablo nello spazio! In tutto ciò non ci siamo ancora soffermati sul comparto tecnico. Esattamente come il primo EVERSPACE, sa sorprendere con effetti di luce e con colori sgargianti. Dalle impostazioni (solo da lì purtroppo) è possibile alternare la visuale in terza persona a quella direttamente nella cabina di pilotaggio. Qui è possibile disattivare l’HUD ed appoggiarsi unicamente agli indicatori presenti nella cabina. Da un punto di vista meramente grafico il lavoro del team di sviluppo è quindi più che discreto, e probabilmente non richiede nemmeno ulteriori limature od aggiunte. Forse lo stesso non si può dire del comparto audio. Le musiche utilizzate, per quanto gradevoli, sono ripetute fino allo sfinimento, ed alcuni effetti sonori risultano fin troppo semplici, quasi accennati.

Accesso anticipato o meno, EVERSPACE 2 mette comunque già molto sul piatto. Non ci sono problemi di stabilità, e il gameplay, la storia e il sistema di crescita hanno già da offrire una valanga di ore di gioco. Il prezzo di 37,99€ proposto su Steam però potrebbe essere considerato fin troppo elevato da chi spera di mettere le mani su un prodotto completo e rifinito, soprattutto se poi non si mastica l’inglese a dovere. Il nostro consiglio è di tenerlo d’occhio, acquistandolo solo nel caso siate disposti a contribuire in qualche modo allo sviluppo o se siete estremamente curiosi di provare un Action RPG in chiave spaziale.

Trailer

EVERSPACE 2 Screenshot