Fallout 76 potrebbe sorprendervi, anche più del previsto (anteprima)

Lorenzo Delli -

Anteprima Fallout 76 – Grazie alla prima fase della closed B.E.T.A. abbiamo avuto l’opportunità di provare con mano Fallout 76, il nuovo, promettete online RPG di Bethesda. Prima di lanciarvi in scontate battute sui bug, è stata la stessa Bethesda ad avvertire i suoi utenti della possibile presenza di problemi, altrimenti non ci sarebbero stati stress-test dedicati e questa prima B.E.T.A. notturna. Ciò nonostante durante le nostre prime ore in West Virginia, il gioco se l’è cavata in modo più che discreto, permettendoci nel giro di una manciata di minuti di carpire tutto il fascino racchiuso nel nuovo progetto Bethesda. Ecco quindi le nostre impressioni a caldo!

Editore Bethesda Softworks
Sviluppatore Bethesda Game Studios
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Online RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore (online), Multi giocatore (online)
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 69,99€ (PS4 | Xbox One), 56,99€ (PC)

Video Anteprima Fallout 76

I concetti espressi nei seguenti paragrafi sono riassunti nella nostra video anteprima di Fallout 76. Buona visione!

Country road, take my home…

Il primo impatto con Fallout 76 è alquanto particolare. Chi ha spolpato, letteralmente, Fallout 4 probabilmente si sentirà a casa. C’è però da dire che l’Appalacchia, questo il nome della mappa di Fallout 76, risulta estremamente affascinante anche solo dopo pochissimi minuti di gioco. Saranno i colori utilizzati per la prima zona, quella che accoglie il giocatore dopo la fuoriuscita dal Vault 76, saranno le condizioni atmosferiche variabili, o forse anche la presenza di altri giocatori che popolano sin da subito le lande della Virginia dell’ovest: sta di fatto che la nuova esperienza online di Bethesda riesce a catturare in un modo inatteso.

L’impalcatura online su cui si sostiene Fallout 76 spaventa molti fan della serie, ma siamo qui anche per rassicurarvi. Di fatto la storia principale, e molte delle sotto-trame che potremo approfondire (giusto ieri se ne parlava in un articolo, ci sono oltre 150 ore di contenuti secondari), dovrebbero poter essere affrontate in solitaria, e grazie anche al particolare sistema di PvP implementato da Bethesda non dovrebbe essere troppo complicato fuggire da altri giocatori. Sta di fatto che durante la prima fase di B.E.T.A., tutti i giocatori che abbiamo incontrato erano “carini e coccolosi“, e per quanto possibile abbiamo soccorso quelli in difficoltà e siamo stati a nostra volta soccorsi in caso di combattimenti inaspettati o particolarmente complessi.

Il bello poi è che l’Appalacchia è particolarmente mutevole, e ne abbiamo avuto la riprova praticamente sin da subito. In fuga da dei Protectron ben poco amichevoli, ci siamo rifugiati dietro un albero per ricaricare e curare le ferite. Peccato che in quel momento un branco di Ghoul stesse vagando in quella zona, costringendoci a farci largo a suon di machete mulinando colpi a caso nella speranza di sopravvivere. Di lì a poco è iniziato un evento pubblico nelle vicinanze, un evento che ha coinvolto praticamente tutti i giocatori presenti in zona. Una serie di robot agricoli era impazzita, e stava ovviamente a noi del vault 76 ristabilire l’ordine abbattendo i robot e riavviando il sistema computerizzato che li gestiva entrando in una sorta di “mini-dungeon” ovviamente ripieno di ostili. Se gestire tutto questo vi sembra poca cosa sommateci anche il ciclo giorno/notte, che cambia il sistema di illuminazione rendendo il tutto più difficile, e tutti gli elementi survival che caratterizzano Fallout 76.

A cosa ci riferiamo quando parliamo di elementi survival? Semplice: il vostro personaggio deve rimanere nutrito, idratato e riposato, e in una landa come quella del Virginia ancora sconvolta dalle radiazioni dell’ultimo conflitto nucleare non è affatto banale. Dovrete bollire l’acqua, cucinarvi il cibo tenendo sott’occhio il livello di radiazioni, riposare preferibilmente non vicino al suolo (potreste ammalarvi) e tenere sempre a portata una ricca scorta di stimpak in caso di incontri improvvisi. Che poi non siamo in Fallout 4: il gioco non si mette in pausa, mai, e anche ascoltare un olonastro o leggere una nota può rivelarsi un’attività pericolosa. C’è quindi questa continua nota di tensione, offerta da tutti gli elementi di gioco finora elencati, che rende il tutto ancora più coinvolgente e immersivo.

Ad aiutarvi nelle vostre scorribande per l’Appalacchia c’è il sistema C.A.M.P., quello che vi permette di assemblare velocemente un campo base dove poter cucinare, riposare e assemblare nuove armi e pezzi di armatura. Il sistema funziona in modo molto simile all’interfaccia di costruzione di Fallout 4: anche su console (la prova della B.E.T.A. è stata effettuata su Xbox One) se la cava più che decentemente, e con pochi passaggi permette di memorizzare il progetto del campo base realizzato per poterlo ricostruire velocemente altrove. Di fatto sarà possibile costruire delle vere e proprie abitazioni, con acqua corrente, elettricità, sistemi di difesa avanzati per difenderci dagli altri giocatori, decorazioni e molto altro. Anche il sistema di crafting sembra funzionare ottimamente: dopo un paio di ore siamo riusciti a costruire un’arma piuttosto potente (per il nostro livello) dotata di vari potenziamenti, oltre a vari pezzi di armatura per proteggere i punti sensibili del nostro corpo. E il Sistema di Puntamento Avanzato Vault-Tec, meglio conosciuto come S.P.A.V.? Inaspettatamente funziona alla grande anche in tempo reale!

Grazie ai punti azione a vostra disposizione potete di fatto mirare con più facilità ai bersagli e ai loro punti sensibili, facilitando di molto la sopravvivenza anche su console dove mirare con il controller può rivelarsi talvolta più ostico. Sta a voi decidere quali caratteristiche aumentare e se, di conseguenza, migliorare il sistema S.P.A.V.. A tal proposito bisogna fare cenno anche alle carte talenti: si potrà equipaggiare una carta per ogni parametro base (i sette dello S.P.E.C.I.A.L., anche qui se avete giocato a Fallout in passato sapete di cosa si parla), ci saranno carte più o meno rare, la possibilità di fondere le carte uguale e così via. Tranquilli, ciò non darà adito a meccaniche tipiche delle microtransazioni. Gli unici acquisti virtuali che si potrà effettuare in gioco saranno relativi all’aspetto estetico del personaggio. Tutti i giocatori dotati di equipaggiamento di alto livello quindi se lo saranno sudato in gioco, e voi potrete fare lo stesso.

Un rapido cenno anche alla storia. Da quanto anticipato da Bethesda, e da quanto abbiamo potuto vedere durante le prime ore di gioco, gli unici esseri umani amichevoli che troverete in Virginia saranno gli altri giocatori. In Fallout 76 ci stiamo affacciando per la prima volta dopo il conflitto nucleare alla superficie, e i pochi sopravvissuti alla guerra sono morti gli anni successivi per i motivi più disparati. In realtà non è del tutto esatto: sempre da quanto svelato dagli sviluppatori, ci saranno anche altre fazioni in gioco (come l’Enclave e i Predoni), ma il grosso sarà costituito appunto dai giocatori. Il che non è necessariamente un male, perché effettivamente scovare altri giocatori in gioco è piuttosto semplice (addirittura sono segnalati sulla mappa di gioco). La trama principale, almeno inizialmente, segue le orme del sovrintendente del Vault 76. Troveremo via via i suoi olonastri cercando di capire cosa diavolo sta succedendo in Virginia al momento, quali sono le fazioni coinvolte e se è davvero possibile dare nuova linfa vitale al paese. Sta di fatto che ambientare il tutto diverse decine di anni prima rispetto a Fallout 3 e 4 è stata una mossa molto furba: in questo modo il gioco non calpesta la lore dei precedenti capitoli ma ne sfrutta comunque il fascino.

E per quanto riguarda il comparto tecnico e i bug “promessi” da Bethesda? Gli influssi di Fallout 4 sono evidenti anche nel comparto grafico. Alcune texture potrebbero sembrare riciclate e in alcuni casi la loro risoluzione non è proprio il massimo. Anche in questo caso però gli sviluppatori sono stati piuttosto furbi: il mondo è estremamente carico di dettagli, ed è un vero piacere osservarlo ed esplorarlo. Ammirare il sole che filtra dalle foglie degli alberi in una mattina carica di foschia ha un che di poetico, sempre che non vi assalga un Ardente alle spalle. Cosa sono gli ardenti? Dei simil-ghoul ancora più violenti e intelligenti, con scaglie radioattive che gli spuntano da tutto il corpo. Grazie al gran numero di dettagli insomma si tende a fare meno caso alla bassa qualità di alcuni asset.

Anche il comparto audio è più che ottimo, con le classiche musiche alla Fallout (grazie alla radio incorporata nel Pip-Boy) e con un doppiaggio italiano di qualità. Sì, il gioco è interamente tradotto in italiano. E di bug ce ne sono: con un gruppo di giocatori ci siamo trovati a picchiare malamente alcuni ghoul immortali e paralizzati, e quando ci sono troppi giocatori nelle vicinanze il gioco rallenta visibilmente, ma in generale dobbiamo ammettere di esserci aspettati una situazione semi-catastrofica che poi non si è assolutamente presentata. Per il lancio del gioco, previsto per il 14 novembre, dovrebbe essere tutto (o quasi) sistemato. Tanto dipenderà anche dalle segnalazioni dei giocatori, e considerate che molti bug non potranno essere scovati finché l’enorme mondo di Fallout 76 (quattro volte più grande di quello di Fallout 4) non verrà esplorato in lungo e in largo dagli utenti. Considerate poi che il nostro test è avvenuto su Xbox One S, una console meno potente di PS4 Pro e Xbox One X che di fatto non ha avuto problemi di alcun genere (se non quelli prima esposti) durante la sessione di gioco.

Ci siamo dilungati fin troppo per quella che dovrebbe essere un’anteprima. Il fatto è che, come vi abbiamo detto all’inizio, Fallout 76 riesce a catturare in un modo quasi inatteso, grazie ad un sapiente mix di elementi di gioco che spaziano dallo stile delle ambientazioni alle meccaniche survival, ben implementate ma comunque non troppo invadenti. Rimangono comunque un bel po’ di domande a cui solo una prova su strada di qualche ora in più potrebbe rispondere. Anzi, a dirla tutta, vista l’enormità dei contenuti di gioco, la promessa di update frequenti e le possibilità offerte dalle meccaniche multiplayer probabilmente non basterebbe un mese di gioco, ma ne discuteremo in sede di recensione. Per il momento vi raccomandiamo di tenerlo d’occhio, perché potrebbe sorprendere anche i fan della serie che pensano di non aver nulla a che spartire con un titolo esclusivamente online.

COSA CI HA CONVINTO E COSA NO
  • L’ambientazione è incredibilmente affascinante
  • Ancora più grande e vario degli altri capitoli
  • Meccaniche survival ben implementate
  • Non è detto che storia e contenuti secondari riescano ad intrattenere a lungo
  • Asset talvolta di bassa qualità

Anteprima Fallout 76 – Screenshot