Perché Final Fantasy VII Remake ci preoccupa (anteprima)

Giorgio Palmieri

Anteprima Final Fantasy VII Remake – In quindici minuti puoi fare uno spuntino, una piccola passeggiata sul lungomare, puoi passarli nella doccia canticchiando la tua canzone preferita, oppure puoi (o, meglio, avresti potuto) vivere la versione dimostrativa di Final Fantasy VII Remake alla Milan Games Week, una demo che ha anche alimentato le nostre preoccupazioni sul progetto. Il motivo? Ve ne parliamo nell’anteprima.

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Editore Square Enix
Sviluppatore Square Enix
Piattaforme PS4
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 69,99€ (3 marzo 2020)

Video Anteprima Final Fantasy VII Remake

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dai filmati e trailer promozionali.

La fantasia più bella

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: non serve a nulla fare i pessimisti, perché i primi provati, compreso il nostro sul quale state posando gli occhi, fanno pensare al meglio del meglio. Non a caso, quel quarto d’ora passato in compagnia di Final Fantasy VII Remake, ha immediatamente cambiato il nostro umore, lasciando sulle labbra più di un piacevole sorriso: incarna di fatto esattamente ciò che volevamo, e che immaginiamo vogliate anche voi, ovverosia un’opera di rifacimento, fedele all’originale, che costruisce un Final Fantasy VII contemporaneo, realizzato con gli strumenti odierni.

Si parte dal sistema di combattimento totalmente ristrutturato, che condensa azione e strategia in una formula ibrida che crediamo possa mettere d’accordo chiunque. La visuale è in terza persona, la telecamera la si può muovere a proprio piacimento, i nemici sono ben visibili sulla mappa e li si ingaggia colpendoli, e la battaglia si consuma sullo stesso terreno, senza lo stacco tra la fase esplorativa e la lotta. La cosa sorprende non tanto per le scelte di design, quanto per l’attentissima realizzazione: anzitutto per la pausa dinamica, un’intuizione geniale che consente di rallentare lo scontro e decidere sul da farsi, e poi sulla distribuzione differente di abilità, quelle fisiche legate alla barra ATB, che si ricarica nel tempo, e quelle magiche, vincolate al consumo di MP. È fantastico poi avere il controllo diretto di ogni membro del gruppo, cosa che dovrebbe disintegrare la passività anche delle più piccole delle battaglie.

Emerge dunque uno studio meticoloso e approfondito delle meccaniche originali, riscritte e rinnovate senza però snaturarne l’essenza, le sensazioni, grazie all’evoluzione del game design odierno e alle sperimentazioni che Square Enix ha già fatto con titoli precedenti. L’unico aspetto sul quale nutriamo dei dubbi dimora nell’aspetto esplorativo, in virtù del fatto che il sotterraneo precedente al boss della demo era brevissimo, a tal punto che poteva essere terminato al più in un paio di minuti, durante i quali il gioco elargiva istruzioni sui comandi mentre abbattevamo qualche nemico e spaccavamo qualche cassa, da cui fuoriuscivano degli oggetti.

Il cuore della versione dimostrativa era appunto lo Scorpione guardiano, primo boss dell’avventura che, per questo remake, è stato investito da una svolta incredibile. Sappiate solo che è diviso in più fasi, ciascuna contraddistinta da specifiche azioni da compiere per spingere il nemico verso la crisi, una meccanica ereditata dal tredicesimo capitolo, che rende l’avversario vulnerabile dopo aver eseguito un certo numero di colpi consecutivi. Bisognava poi coprirsi dietro apposite coperture quando si infuriava, cambiare personaggio quando ne agguantava uno, utilizzare armi a distanza non appena s’appendeva alle pareti: insomma, una serie di dinamiche complesse che ci hanno fatto letteralmente sognare. Se un lavoro del genere è stato svolto per il primo, semplicissimo boss del viaggio, chissà cosa Square Enix sta combinando con il resto dell’avventura. Ebbene, nonostante le belle parole spese a elogiare l’incredibile restauro, continua a ronzarci qualcosa per la testa: troppe sono le incognite che ruotano attorno al progetto, moltissime le domande alle quali è impossibile rispondere, se non marginalmente con le vaghe dichiarazioni della società e le straripanti indiscrezioni reperibili qua e là.

Sappiamo che l’epopea sarà divisa in parti, ma Square Enix si ostina a sottolineare che non sposerà la natura episodica e che ogni parte sarà un gioco a se stante, anche se abbiamo motivo di credere che nemmeno la stessa azienda ha le idee chiare a riguardo. Sappiamo poi che la prima fetta sarà ambientata esclusivamente a Midgard, quando anche i meno ferrati in materia sanno che Midgard copre solo una minima parte dell’intera avventura. Sappiamo, infine, che i punti chiave della storia saranno rivisti, approfonditi ed espansi, ma non ci è dato sapere in che modo, anche se i trailer fanno intuire la presenza di personaggi inediti, o secondari a cui è stato dato più spazio. Sarebbe lecito pensare che persino le storie narrate negli spin-off, come quella di Crisis Core per PSP, siano integrate nella trama principale, magari sotto forma di flashback giocabile, ma meglio non fantasticare troppo. Questo ci porta alle conclusioni, per le quali vi vogliamo particolarmente attenti.

Conclusioni

Anteprima Final Fantasy VII Remake  Giudizio Finale – La divisione in parti, le incognite sulla trama e la gargantuesca portata del rifacimento confluiscono in un’unica, grande domanda: considerando la nomea di Square Enix, nota ai più per la gestione confusionaria dei progetti, e per i tempi biblici di sviluppo, quando vedremo la fine di Final Fantasy VII Remake? Non vogliamo fare i guastafeste, anzi, altroché. Saremo sinceri: quel quarto d’ora della versione dimostrativa è stata la cosa migliore di tutta la Milan Games Week, e di cose belle ne abbiamo viste tante. Eppure quei quindici minuti sfiorano senz’altro la perfezione in moltissimi aspetti, nella grafica, nelle musiche orchestrali, nel nuovo design dei personaggi, nelle voci, nei filmati, nell’inclusione, dovuta, della traduzione in italiano ufficiale. Sembra tutto troppo bello per essere vero, ma non abbiamo motivo per dubitare delle capacità dell’azienda nipponica e delle buone intenzioni, quanto del processo produttivo che lo sta portando a galla. Non è necessario chissà quale cultura videoludica per paragonare l’originale al rifacimento, per poi trarre le ovvie conclusioni: il gioco di oltre vent’anni fa era già enorme, ma ricrearlo e ristrutturarlo con la cura al dettaglio a cui mira Square Enix oggi richiederebbe un tempo impossibile da decifrare. Per carità, lo ripetiamo, non vogliamo spegnere l’entusiasmo, anzi, siate felici, siate gasati: dovete, dobbiamo essere gasati, anche solo per la sola esistenza di un progetto simile. Dobbiamo però essere anche lucidi, perché Final Fantasy VII è uno spaccato importantissimo della storia del videogioco, uno al quale moltissimi giocatori sono legati, noi compresi: vogliamo vederci chiaro su quest’opera di grande restauro prima di gridare al miracolo. Cara Square, sappiamo che nascosto nel tuo nome c’è anche un soft da qualche parte: non deluderci, perché noi ti vogliamo ancora tanto bene, nonostante tutto.

CERTEZZE DUBBI
  • Lavoro eccezionale di ricostruzione
  • Sistema di combattimento già sfaccettato
  • Ogni tassello al posto giusto, dalle musiche orchestrali al nuovo design dei personaggi
  • La divisione in parti desta troppe perplessità
  • L’esplorazione sarà valorizzata a dovere?
  • Coprirà anche l’arco narrativo di Crisis Core?

Trailer

Screenshot