Anteprima Persona 5 Strikers: è praticamente un seguito di Persona 5… ma in tempo reale! (foto)

Lorenzo Delli -

Persona 5 Strikers è stata una sorpresa inaspettata. Da fan di Persona 5 (e la variante estesa Persona 5 Royal), l’idea di mettere le mani su una sorta di seguito del tanto apprezzato JRPG del 2017 non poteva che farci piacere. Ed è anche abbastanza strano se ci pensate, considerato che solitamente i vari Persona sono slegati tra di loro, non tanto per meccaniche quanto più per trama e personaggi coinvolti.

Facciamo però un passo indietro. Cos’è Persona 5 Strikers? Si tratta di un titolo inedito appunto, sviluppato da Omega Force e ATLUS. I più esperti di voi potrebbero aver riconosciuto il primo dei due nomi. Solitamente Omega Force è specializzata nei così detti musou, e va da sé che anche questo nuovo capitolo spinge in quella direzione. Attenzione però: musou in questo caso non è sinonimo di gioco di azione frenetico che appunto nulla ha a che vedere con la serie Persona. Inoltre, proprio gli sviluppatori di casa Omega Force si sono occupati di recente di un altro seguito, anzi, di un prequel per la precisione, di una saga alquanto illustre: Hyrule Warriors: L’era della calamità, prequel da un punto di vista storico di The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Se insomma anche Nintendo si è fidata così tanto di Omega Force da affidargli una sua così preziosa creatura, c’è di che stare sufficientemente tranquilli. E infatti Persona 5 Strikers è un prodotto che potrebbe riservarvi più di una sorpresa. Da un punto di vista di trama si colloca subito dopo gli eventi di Persona 5. Ci troviamo quindi nel bel mezzo delle vacanze estive, con la squadra di Ladri Fantasma di Cuori riunita al gran completo per organizzare una bella gita a base di barbecue e passeggiate spensierate. Potranno i nostri eroi godersi una meritata vacanza dopo aver gestito vita scolastica, sociale e crisi del metaverso? La risposta ovviamente è no.

Ecco quindi che arriva una nuova crisi del metaverso, che spinge le persone comuni a comportarsi in modi anomali e distruttivi. La causa è come al solito da ricercarsi  nei villain della situazione, persone apparentemente comuni che nascondono segreti inconfessabili e che stavolta, invece dei palazzi della mente, hanno costruito delle vere e proprie Prigioni nel metaverso. Qui tengono prigioniere parti intere delle anime delle persone coinvolte. Anche qui, già dal primo villain che ci viene proposto, c’è una sorta di accusa a quelle che sono le esagerazioni della società moderna, puntando il dito nel primo caso al fenomeno delle Idol e a come spesso i fan di queste ultime perdano completamente la testa, sviluppando comportamenti appunto distruttivi.

Joker e colleghi quindi si troveranno a fare i conti con le Prigioni, calandosi nuovamente nei panni dei Ladri Fantasma di Cuori. Tornano quindi alla ribalta tante meccaniche già viste in Persona 5, come l’utilizzo dei poteri delle Personae e di conseguenza la loro evocazione, il gioco di squadra e altre dinamiche legate alle tipologie di poteri a disposizione del team. Solo che stavolta i combattimenti non sono a turni: affronteremo letteralmente montagne di nemici, combattendo in tempo reale come in un gioco di azione classico. O meglio, come in musou, visto appunto il team che si è occupato della realizzazione del titolo. Attenzione però: l’azione non è obbligatoriamente una sequenza unica di combattimento con un turbinio continuo di colpi, di nemici e di magie. Proprio l’evocazione dei poteri dei Persona mette di fatto in pausa l’azione, permettendo di scegliere con cura quale potere usare e dove usarlo sul campo di battaglia. Un tentativo, a nostro avviso sufficientemente riuscito, di coniugare i due mondi, quello di musou e quello di JRPG.

Tante altre dinamiche, sempre relative alle fasi di combattimento, sono ereditate da Persona 5. Grazie agli appigli forniti dall’ambiente circostante possiamo scattare verso posizioni sopraelevate e portare attacchi dall’alto, o persino organizzare dei veri e propri agguati ai mostri. Ci sono poi gli attacchi congiunti, da scatenare su più nemici nel caso si riesca ad innescare le loro debolezze utilizzando poteri specifici. O ancora potete sfruttare le armi da fuoco, in modo da mirare con più semplicità a nemici particolari, e così via. Insomma, un bel mix di elementi che aggiunge quel grado di dinamicità che per forza di cose Persona 5 non aveva. Si usa logicamente solo un personaggio alla volta, ma piano piano avrete la possibilità di giocarli tutti, potenziandoli come al solito con oggetti specifici o migliorando le loro Persona.

Al di fuori delle Prigioni quindi si potrà tornare nella Stanza di Velluto (dove, per forza di cose, non ci sarà Igor) per fondere le Persona che troveremo durante le scorribande, potenziare quelle in nostro possesso o ricreare quelle memorizzate. Sempre al di fuori del contesto action, ci troveremo nuovamente a vagare per le strade di Tokyo, indagando sugli eventi che hanno portato alla nuova crisi del Metaverso e interagendo con NPC, negozi e simili. Almeno inizialmente non avremo a che fare con le dinamiche da simulatore sociale viste in Persona 5, ma dovremo comunque gestire i rapporti con gli altri membri della gang, anche con l’intento di sbloccare bonus extra in una sorta di ramo di talenti.

Dopo tutto quello che è successo in Persona 5 ancora non l’hanno capito che non è il caso di far arrabbiare Joker?!

E procedendo nella storia non ci limiteremo più alle strade di Tokyo e ai suoi quartieri più famosi. Inizieremo un vero viaggio lungo il Giappone, con 6 città da esplorare, nuovi personaggi da conoscere e anche una nuova meccanica relativa alla cucina. Alla banda dei Ladri Fantasma si unirà anche un personaggio inedito, ovviamente legato a doppio filo alla trama e alle nuove Prigioni del Metaverso. Per il momento ci siamo goduti le prime due ore di gioco in attesa della recensione vera e propria, quindi dobbiamo ancora sperimentare tutte quelle che sono le dinamiche di questo sequel. In ogni caso le premesse sono ottime, e il fatto che non ci siano più i combattimenti a turni non lo rende, almeno a nostro avviso, meno appetibile. Non si tratta di un musou che propone solo combattimenti privi di strategia, uno dietro l’altro, senza un’anima, senza un vero e proprio senso. Ci sono anche tantissimi dialoghi e momenti in cui appunto non ci si dà solo all’azione nuda e cruda. Ci si avvicina quasi più all’idea di visual novel interattiva (come Persona 5) che a quella di un musou dalla struttura classica.

E ci sono altri punti estremamente positivi da evidenziare. Prima di tutto il gioco è completamente tradotto in italiano. Dopo Persona 5 Royal forse c’era da aspettarselo, ma con le produzioni nipponiche non è poi così scontato. Lo stile artistico è praticamente lo stesso di Persona 5. I personaggi, anche quelli nuovi, nemici compresi, sono estremamente caratteristici. Forse alcuni elementi di gioco potevano essere più rifiniti, ma nel complesso non c’è troppo di cui lamentarsi. Anche la colonna sonora sembra ottima, palesemente ispirata a quella del predecessore, ma vista la sua qualità non è certo un male. Inoltre Persona 5 Strikers, stranamente, non è un’esclusiva PlayStation. Oltre che su PS4 e PS5 (noi lo abbiamo giocato su quest’ultima), il titolo debutterà anche su PC tramite Steam e Nintendo Switch. L’uscita sarebbe fissata per il 23 febbraio 2020, ma pre-ordinando la Deluxe Edition ci si potrà giocare con 4 giorni di anticipo. Chissà che non sia il preludio di una versione di Persona 5 dedicata a Nintendo Switch! ATLUS ha già dimostrato una certa apertura verso altre piattaforme (Persona 4 Golden è sbarcato di recente su Steam), ed è possibile che nel futuro della società ci siano appunto piani “di conquista” ben più ampi dei soliti.