Cos’è e a chi si rivolge Snack World: Esploratori di Dungeon – Gold (anteprima)

Giorgio Palmieri

Anteprima Snack World: Esploratori di Dungeon — Gold – Il vento di rinvii d’inizio anno non soffia da Nintendo. La strada, quasi libera da pesi massimi, vedrà un marzo con Animal Crossing: New Horizons al timone dei titoli più attesi, preceduto da un altro ancor più interessante in arrivo a febbraio, nientemeno che Snack World: the Dungeon Crawl – Gold (Esploratori di Dungeon da noi). Di che si tratta e perché dovrebbe interessarvi? Ve ne parliamo nella nostra anteprima, dopo aver passato in sua compagnia diverse ore di gioco.

Editore Nintendo
Sviluppatore Level-5
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo d’azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore online
Lingua Completamente in italiano

Lo Snack che non si mangia


Snack World: Esploratori di Dungeon – Gold appartiene alla scuderia Level-5, e questo potrebbe già dirvi molto a riguardo. Proprio come Inazuma Eleven e Yo-kai Watch, anche Snack World fa parte di un progetto multimediale espanso, il cui videogioco è solo l’inizio. Tra l’altro, lo si capisce non appena lo si avvia, con tanto di sigla cantata in italiano alla stregua di un cartone animato.

Tuttavia, l’avventura in questione nasce prima su Nintendo 3DS con un titolo uscito esclusivamente nei territori nipponici. Quello che abbiamo davanti, e che arriva dalle nostre parti, è invece una revisione per Nintendo Switch, con grafica aggiornata e contenuti aggiuntivi al seguito, anch’essa già disponibile in Giappone. Insomma, un’operazione non così profonda come quella riservata a Ni No Kuni, che nel salto da DS a PS3 lo riscrisse da zero, ma comunque molto importante: del resto, è pur sempre il debutto in occidente di una “nuova” proprietà intellettuale di uno studio talentuoso.

Arrivati a questo punto, vi chiederete: cos’è Snack World? Vedetelo come una sorta di Diablo tascabile, come un gioco di ruolo d’azione ambientato in un mondo fantasy un po’ demenziale nel quale non esistono troppe regole. Si definisce hyper casual fantasy perché l’universo dei maghi, degli orchi e delle spade in salsa edulcorata, si scontra con quello dei social, degli smartphone e, in generale, della modernità. Ciò che ne viene fuori è una narrativa fuori dalle righe, che riesce nell’impresa di mantenersi in bilico tra l’assurdo e il simpatico, senza mai risultare stucchevole, mettendo nel cilindro personaggi e siparietti che difficilmente vi lasceranno indifferenti.

Per dire, l’influencer è una fatina raffreddata (perché ha l’influenza, capito?), mentre il Caccalamaro si chiama così perché… be’, dovrete scoprirlo da voi il perché. Questo poi testimonia la grande cura riversata nella localizzazione nostrana, come in tanti altri prodotti Level-5. I personaggi parlano anche in italiano, sebbene il doppiaggio sia limitato a pochi versi degli interi dialoghi testuali.

Per quanto riguarda il gioco in sé, l’esperienza è piuttosto semplice in superficie, ma scavando a fondo si trova un’inaspettata profondità. In pratica si impersona un eroe senza memoria, creato e personalizzato dal giocatore, il cui scopo è servire il re, o meglio, servire la figlia del re, una ragazza vanitosa, capricciosa e alquanto fastidiosa, seppur indubbiamente affascinante. Ogni missione principale è un pretesto per soddisfare una sua richiesta, che sia la ricerca di un gioiello o di una speciale crema idratante.

Vi è dunque un hub centrale, la città Tutti Frutti, da cui è possibile accedere a vari servizi, come l’acquisto di oggetti, il potenziamento degli stessi o l’avvio delle missioni. Un’impostazione che ricorda molto la struttura di Monster Hunter, dove proprio le missioni, tuttavia, si consumano o in piccole aree, o in sotterranei a più piani. In ambedue i casi non si fa altro che uccidere nemici e raccogliere reagenti, con una visuale a volo d’uccello dall’angolazione regolabile. Le quest più articolate prevedono anche un boss: ne abbiamo affrontati tre, tutti con schemi comportamentali differenti e mosse ben differenziate. Il disegno dei livelli non brilla per complessità, quantomeno quello dei primi tre capitoli, anche se si sono palesate delle variabili inaspettate, come delle porte che conducono in stanze a dir poco strane (trovarsi al cospetto di una Biancaneve sovrappeso mezza addormentata solleva molte domande…) o nemici temibili alla cui morte donano oggetti speciali.

Per quanto invece riguarda l’equipaggiamento, Snack World percorre una strada tutta sua. Le jara ad esempio vestono il ruolo di armi: se ne possono portare sei con sé e seguono le regole della morra cinese, secondo cui una è più efficace di un’altra contro una determinata tipologia di nemici. Basta la pressione del grilletto per cambiare jara e sarà il gioco stesso a scegliere in automatico quella più efficace in quel caso, cosa che rende ancor più fluida l’azione. Bisogna però imparare a dosare le armi poiché si scaricano e, prima di poterci rimettere le mani sopra, dovrete attendere del tempo. Peraltro, ogni jara sfodera un set di colpi diversi e una manciata di statistiche, eventualmente potenziabili con i materiali raccolti nelle missioni. Non mancano nemmeno delle caselle per l’elmo, l’armatura, l’accessorio e per i tonici, utili a curarsi.

Infine ci sono gli Snack, che potrebbero far lecitamente pensare a dei deliziosi dolciumi da sgranocchiare, quando in realtà sono delle fotografie istantanee grazie alle quali è possibile catturare tutti i nemici dell’universo di Snack World, per fare in modo che vi aiutino in battaglia. Sarà necessario completare certe missioni secondarie o sconfiggere più volte lo stesso mostro per poterlo aggiungere al proprio team. Nel dettaglio, quelli in gruppo saranno dei veri e propri alleati che vi seguiranno ovunque voi vogliate, mentre gli Snack tascabili vi consentono, udite udite, di trasformarvi nella rispettiva creatura per un periodo di tempo limitato. Il sistema è fantastico e apre un ventaglio di possibilità di personalizzazione sterminato, sebbene sia un imperativo approfondire la questione prima di esprimersi a dovere. In più, il bestiario ricorda e scimmiotta Dragon Quest, ma si diverte proponendo assurdi incroci di animali splendidamente caratterizzati, anche perché ognuno vanta una voce italiana. Come se non bastasse, le jara e gli Snack possono essere scambiati con i giocatori di tutto il mondo. E, se ancora non foste contenti, tutte le missioni secondarie permettono la cooperativa online, fino ad un massimo di quattro partecipanti.

Di conseguenza, Snack World: Esploratori di Dungeon – Gold si pone come un degno esponente dei videogiochi in cui la crescita dell’eroe è nevralgica. Non si limita però a trascrivere pigramente il genere degli hack-and-slash basati sul bottino, anzi, ci aggiunge del suo, dall’ironia deliziosa all’interessante meccanica collezionistica degli Snack. Vedremo come si evolverà col passare delle ore, se la ripetitività, intrinseca nella tipologia, avrà la meglio, o se le novità a livello di sviluppo sapranno tenerci incollati senza diluire troppo il gioco. In ogni caso, per adesso, possiamo dirvi che non vediamo l’ora di tornare dentro la città di Tutti Frutti mentre aspettiamo il lancio ufficiale, fissato per il 14 febbraio in esclusiva su Nintendo Switch. Rimanete sintonizzati per leggere la nostra recensione completa.

Trailer

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