Anthem: un interessante cocktail di generi e ambientazioni (anteprima)

Lorenzo Delli -

Anthem, la nostra prova – BioWare è tornata, o almeno è quello che un po’ tutti speriamo. Torna con una IP nuova di zecca, presentata oramai da svariati mesi dal publisher EA con trailer, video gameplay e tanto altro materiale che dovrebbe averci dato un’idea più o meno concreta di quello che Anthem ha da offrirci. Ciò nonostante, a circa un mese dal lancio ufficiale, EA propone una demo gratuita (con accesso anticipato a chi ha pre-ordinato il gioco) per far sperimentare ai giocatori cosa vuol dire vivere il mondo di Anthem. Ecco le nostre prime impressioni dopo averlo provato su PC e PS4.

Editore Electronic Arts
Sviluppatore BioWare
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Action RPG
Modalità di gioco Multi giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 59,90€ (PC Origin) | 62,99€ (PS4) | 62,99€ (Xbox One)

Video Prova Anthem

La nostra video prova di Anthem è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows (Alienware 13 R3) e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Destiny 2.0

Se dovessimo riassumere le nostre prime impressioni riguardo ad Anthem in pochissime parole diremmo “derivativo, ma divertente“. Anthem è un vero e proprio calderone dove troviamo elementi di gameplay e, perché no, anche di trama e di ambientazioni ricorrenti in varie produzioni. Il paragone sorge quasi spontaneo: gli Specialisti di Anthem, quelli che a bordo dei potenti strali combattono le minacce che si contrappongono all’umanità, sono più o meno i Guardiani di Destiny.

Il Dominio è una fazione fortemente militare che si contrappone agli Specialisti, ci sono bestie mutanti simili a sciami che infestano la superficie del pianeta teatro degli eventi. Potremmo andare avanti ancora tirando fuori nuovamente Destiny o anche Mass Effect, ma nonostante le somiglianze con altri giochi, Anthem sembra avere una sua identità e, soprattutto, un background storico abbastanza carico di mistero, o almeno quanto basta ad incuriosire il giocatore e a spronarlo verso la scoperta dei suoi segreti.

Si viene quindi lanciati in questa cornice fantascientifica caratterizzata da un passato misterioso e mitologico, con una figura mistica, quella dei Creatori paragonati a vere e proprie divinità, che grazie al potere dell’Inno hanno modellato il mondo in cui ci troviamo. I Creatori di punto in bianco sono scomparsi, lasciando dietro di sé gli strumenti di creazione utilizzati, che in loro assenza continuano a plasmare e a mutare il paesaggio, scatenando tempeste, disastri ambientali e l’arrivo di pericolose bestie mutanti. In questo contesto si inseriscono gli Specialisti, il Dominio e chissà quali altri fazioni.

Ma la demo proposta da EA e BioWare poco si concentrava sul background, proiettando il giocatore in uno Strale (così si chiamano in italiano le tute tecnologiche alla Iron Man che piloteremo) di livello 10 in 3 missioni a difficoltà crescente da affrontare a fianco di giocatori casuali o di amici. L’esperienza si concentra quindi prevalentemente sul gameplay, mostrandoci uno spaccato della vastità del mondo di gioco, le sue insidie, la sua verticalità e altri elementi di gioco.

Il mondo si sviluppa infatti in orizzontale e in verticale, proponendo vallate, canyon, fiumi e laghi, caverne sotterranee, il tutto da esplorare prendendo dimestichezza con i controlli di volo dello Strale che permettono di coprire lunghe distanze in poco tempo, a patto di tenere sotto controllo il livello di surriscaldamento dei jetpack. E ovviamente il bello arriva appena troviamo nemici da affrontare. Non c’è un vero e proprio sistema di coperture, sta a noi sfruttare il campo di battaglia in verticale e in orizzontale facendoci all’occorrenza scudo con eventuali crepacci o formazioni rocciose, o ancora volando via, sparando direttamente in volo o sfruttando le abilità specifiche dei vari Strali.

Il gunplay è super-frenetico e divertente. Lo schermo si riempie letteralmente di esplosioni e di effetti di luce derivanti da scudi di energia o da abilità particolari utilizzate dagli avversari. Si impara ben presto a destreggiarsi tra equipaggiamenti, abilità e categorie di armi, anche perché come già accennato più volte il suo essere derivativo lo rende familiare a chi in passato si è destreggiato in titoli del genere. Il sistema di controllo fa il suo dovere, introducendo appunto il volo e quindi molta più verticalità di altri giochi simili. Con mouse e tastiera forse non è esattamente banale manovrare lo Strale ma già dalla seconda missione avevamo preso maggior manualità.

In tutto ci sono 4 Strali, che corrispondono ad altrettante classi, e ovviamente il massimo rendimento in partita si avrebbe con una squadra di amici magari coordinati in chat vocale in grado di ricoprire tutti i ruoli. Ma come funziona Anthem sotto questo punto di vista? È un gioco solo online poco adatto ai lupi solitari? Le considerazioni potrebbero essere le stesse di Destiny. Può essere giocato in solitaria, rimettendosi al matchmaking per la creazione delle squadre da quattro che dovranno affrontare eventi o missioni, o può essere giocato con gli amici più fidati che, se nel gioco intero funzionerà come nella demo, potranno anche ripetere determinate spedizioni al vostro fianco e guadagnare comunque esperienza od oggetti casuali da utilizzare.

Il matchmaking casuale può comunque rivelarsi frustrante, anche se è una regola che vale per qualsiasi tipo di gioco online. In una delle tre missioni proposte ad esempio c’è un puzzle ambientale da risolvere per procedere che richiede l’attivazione di tre interruttori. In sostanza, indagando nella stanza, si scopre quali sono i colori che devono assumere gli interruttori. Peccato che i giocatori che hanno affrontato la sfida con noi si siano messi a vagare casualmente divertendosi a premere gli interruttori mentre cercavamo di inserire la sequenza giusta. Tra un match e l’altro cammineremo con una visuale in prima persona in un hub altrettanto caratteristico che ospiterà personaggi con cui interagire (ci sono anche dialoghi a scelta multipla, quanto influenti non è dato sapere) e che ci permetterà di personalizzare il nostro Strale acquistando anche nuovi oggetti. Non saranno presenti però gli altri giocatori.

E da un punto di vista tecnico? Iniziamo dal comparto audio. Ottima la colonna sonora, o almeno quanto abbiamo sentito finora, con musiche dalle tonalità epiche che sanno ravvivare l’azione e tenere alta la tensione. Il tutto è poi doppiato in italiano; idem dicasi per i testi e i menu di gioco. Completa localizzazione quindi, davvero niente male. Da un punto di vista grafico Anthem è ovviamente realizzato per sorprendere e stupire, anche grazie all’ausilio del Frostbite Engine. I modelli degli Strali sono incredibili, pieni di dettagli, riflessi e altamente personalizzabili in praticamente ogni loro minimo aspetto. Le ambientazioni sono enormi e cariche di dettagli, gli effetti particellari sono voluminosi e di sicuro impatto, idem dicasi per il sistema di illuminazione dinamico. Tutto bellissimo insomma, ma le prestazioni sono altalenanti.

Su PC a meno di non avere una GTX 1070 o superiore si comincia a soffrire: con una 1060 si gira intorno ai 40 fps in full HD con dettagli medio/alti, e su PS4, dove per forza di cose il dettaglio grafico è inferiore a quello massimo ottenibile su PC, la demo soffre un pochino. Ma c’è da dire che soffre anche per via dei problemi che EA e BioWare hanno avuto con il lancio della VIP Demo, è ancora presto per esprimere un giudizio complessivo. Non abbiamo avuto modo di provarlo su Xbox.

Perché Anthem dovrebbe piacervi?

Arriviamo a conclusione. Perché Anthem dovrebbe piacervi? Cosa dovrebbe spingervi a provare la demo pubblica che sarà disponibile dal 1 febbraio prossimo? Una domanda a cui è piuttosto semplice rispondere. Anthem sfrutta meccaniche Action RPG classiche in un contesto fantascientifico ricco di elementi, strizzando l’occhio a produzioni del passato (come anche Mass Effect realizzato dalla stessa BioWare) e dotando il tutto di un comparto grafico accattivante, un gunplay frenetico e divertente e della possibilità di giocare a fianco di amici (virtuali e non).

Per il momento non c’è molto altro da dire: da quanto abbiamo provato è difficile giudicare la storia, l’evoluzione dei personaggi coinvolti e l’endgame. Le premesse per una sorta di “Destiny 2.0” ci sono tutte, bisogna vedere se BioWare è riuscita a non cadere negli stessi errori di Bungie (che comunque con il secondo capitolo ha fatto un più che discreto lavoro) e se l’appeal del gioco riesce a rimanere alto anche dopo svariate ore di gioco.

PRO CONTRO
  • Sembra che Iron Man, Mass Effect e Destiny abbiano avuto un figlio
  • Mondo di gioco che si sviluppa in verticale e orizzontale
  • Divertente e sufficientemente casinista
  • Esoso da un punto di vista grafico
  • Per i lupi solitari alla lunga potrebbe rivelarsi problematico
  • Derivativo

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