Battlefield 2042, tra bug e spettacolarità (anteprima)

La risposta semplice è sì. C'è però di che parlarne.
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Inutile dire che Battlefield 2042 è uno degli sparatutto online più attesi della stagione. Le ragioni sono molteplici: un gameplay che nella sua modalità cardine si basa su battaglie campali tra 128 giocatori, il tutto senza sfociare in meccaniche battle royale trite e ritrite; un comparto grafico da urlo; distruttibilità quasi completa del campo di battaglia, unita a condizioni meteorologiche talmente avverse da influenzare i combattimenti e la strumentazione.

Grazie alla open beta, aperta sin dal 6 ottobre per chi ha effettuato il pre-ordine del gioco o per chi è iscritto a EA Play (o Xbox Game Pass), abbiamo avuto modo di sperimentare la prima mappa di gioco, quella ambientata a Kourou, nella Guyana francese, proprio nella modalità più attesa, la All-Out Warfare in 128 giocatori. Nel nostro caso la prova è stata effettuata sul PC gaming di ufficio dotato di scheda video NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti, una delle più potenti in circolazione. Il nuovo Battlefield riesce a spremerla particolarmente, ma ci torneremo a breve. Concentriamoci prima sulle potenzialità di questo nuovo capitolo.

La beta di Battlefield 2042 butta il giocatore senza troppi complimenti all'interno della gigantesca mappa vista anche nel trailer di lancio, quella che vede al centro di tutto una rampa di lancio di una missione spaziale. La confusione regna sovrana, specialmente se non avete una gran dimestichezza con il genere. 64 giocatori compaiono contemporaneamente nella stessa location, fra truppe a piedi, veicoli di terra e velivoli da attacco o da trasporto. L'effetto su schermo è incredibile, tale da far percepire l'idea di un vero esercito in movimento. Sono soprattutto gli effetti del passaggio dei veicoli a rendere ancora più l'idea, con polvere, elementi dell'ambiente che si distruggono e rumori più o meno forti. Immaginate la modalità All-Out Warfare come una sorta di Dominio / Mantieni la posizione: la mappa è suddivisa in regioni, a loro volta comprensive di un punto strategico da mantenere per far calare il punteggio nemico e offrire allo stesso tempo nuovi punti di respawn. I veicoli vengono invece generati in un punto specifico della mappa, e non saranno disponibili a rotazione. In caso di distruzione o di incidenti di percorso, ci sarà un tempo di recupero prestabilito prima di poterne generare di nuovi. Nel caso siano disponibili possono anche essere paracadutati sul campo di battaglia, tramite un apposito menu richiamabile con la pressione del tasto B.

Di base, ogni giocatore può scegliere fra quattro diversi operatori, provenienti da altrettante nazioni del mondo. Si tratta di classi di gioco piuttosto standard alternate a qualche extra niente male: l'ingegnere capace di posizionare torrette automatiche, l'esperto in attacchi a lungo raggio in grado di mimetizzarsi, l'escursionista dotato di rampino (e quindi di maggior mobilità) e infine il medico specializzato nel supporto. Le "abilità" non vanno necessariamente ad influenzare la tipologia di arma da equipaggiare. Si può scegliere un'arma diversa ad ogni respawn, senza perdere troppo tempo nella personalizzazione della stessa. Per dotarla di eventuali accessori è sufficiente premere T mentre siete in gioco e aggiungere mirini, impugnature diverse e altre modifiche, vedendo in tempo reale quali sono gli effetti sull'arma grazie ai suggerimenti laterali. L'eventuale settaggio dell'arma rimarrà impostato anche al respawn successivo. Una soluzione che abbiamo apprezzato e che permette di adattarsi velocemente alla situazione. Un altro fattore che abbiamo apprezzato particolarmente è l'assenza di tecnologie particolarmente esagerate. Ci sono sì droni, una sorta di cane robot che fa da scout e qualche altra chicca da sfoderare nei momenti giusti, ma non c'è niente di così particolare da farla sembrare una guerra super futuristica dai tratti fin troppo fantascientifici. Si rimane insomma con i piedi per terra.

È quando si entra nel vivo del combattimento che tutto diventa ancora più frenetico e caotico. L'effetto dei colpi dall'alto portato da aerei ed elicotteri è magistrale e realistico: ad ogni esplosione si formeranno crateri permamenti sul terreno, e determinati edifici perderanno letteralmente pezzi, muri e altri elementi, proprio per riflettere la dinamicità delle mappe del nuovo Battlefield. Idem dicasi ovviamente per alcune tipologie di veicoli di terra, come i carri armati, in grado, se saputi controllare, di eliminare velocemente veicoli nemici e fanteria appiedata. Con questo però non vi stiamo dicendo che salire su un veicolo porta automaticamente ad uccisioni facili, tutt'altro. Aerei ed elicotteri sono particolarmente difficili da controllare, e anche i veicoli di terra richiedono approcci diversi. La tentazione con il carro armato sarebbe quella di gettarsi nel mezzo della mischia e sparare all'impazzata. Un approccio più ponderato potrebbe invece portare a risultati migliori. A donare ulteriore pepe al tutto ci sono gli eventi atmosferici. Le mappe, come quella protagonista della beta, non hanno una situazione climatica pre-impostata. Ad ogni nuova partita potrebbe variare. Durante i nostri primi match siamo sempre stati accolti da sole e condizioni appunto favorevoli. Con nostra sorpresa, dopo l'ennesimo match, ci siamo trovati nel bel mezzo di una tempesta, con la pioggia fitta che bagnava la telecamera di gioco e, verso la fine, con un minaccioso tornado a invadere il campo di battaglia, accompagnato da fulmini, raffiche di vento e disturbo delle strumentazioni.

Sul gunplay forse è ancora presto per esprimere un giudizio definitivo. Il feeling delle diverse armi si sente, soprattutto montando attachment di natura diversa. In alcuni casi risulta anche complesso sparare: ci viene da pensare ad esempio all'unico fucile da cecchino disponibile nella beta, che non dispone di strumenti per determinare il moto parabolico del proiettile. Dovrete insomma fare affidamento al vostro istinto, imparando a calibrare i colpi a seconda delle distanze. E considerata l'enormità delle mappe, vi troverete talvolta a far fuoco da distanze incredibilmente elevate. Risulta insomma tutto molto coinvolgente e, a primo acchito, azzeccato.

A livello di gameplay e meccaniche, per quanto appunto limitate da una beta che concede una sola modalità di gioco e una sola mappa, il divertimento c'è. Nonostante lo smarrimento che si può provare in determinati contesti, si innesca quel classico meccanismo di "ancora un match poi smetto" che vi porterà a giocare e giocare ancora. E una singola partita in modalità All-Out Warfare non dura neanche poco! È il comparto tecnico ad avere al momento i problemi più evidenti, problemi che richiedono per forza di cose un approfondimento. L'impatto grafico è, in certi frangenti, piuttosto notevole, anche se forse leggermente inferiore alle aspettative. A lasciare però subito interdetti è la telecamera di gioco, che in certi frangenti tende a distorcere fin troppo l'immagine ai lati (quasi a mo di fish eye), sia nel caso giochiate con schermi wide, sia giocando con risoluzioni classiche. Si nota lo sforzo degli sviluppatori nell'includere effetti realistici, come molto banalmente persino l'erba che si sposta mossa dal vento nel caso qualcuno passi vicino correndo. D'altronde le variabili da gestire sono molteplici, visto la dinamicità delle ambientazioni e gli effetti atmosferici variabili. Ma tale sforzo ha portato, almeno in questa beta, a vistosi problemi di ragdoll, compenetrazioni poligonali, personaggi che fluttuano nel vuoto accanto ai veicoli su cui si dovrebbero trovare a bordo, cadaveri in posizioni ridicole e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo senza tirare in ballo aerei ed elicotteri, che subiscono, dal punto di vista di chi non li pilota, bruschi cali di quota e movimenti talvolta completamente casuali. È pur sempre una beta, ma il fatto che manchi poco più di un mese al lancio della versione stabile ha portato anche alcuni utenti a chiedere di rimandare l'uscita, in modo da poter mettere le mani ad un gioco più stabile.

Come accennato, ci abbiamo giocato su una build PC basata su una RTX 3080 Ti. Battlefield ha automaticamente impostato tutti i settaggi grafici al massimo, e proprio per testarlo al massimo delle sue possibilità non abbiamo modificato nessun parametro. Riproducendo il tutto in QHD, a 2.560 x 1.440 pixel o, alternativamente, in WQHD (3.440 x 1.440), il frame rate si colloca in un intorno compreso tra gli 85 e i 110 frame al secondo. Ovvio che mettendo mano ai settaggi si può migliorare di molto il risultato finale, spingendosi magari in certi casi fino a 4K. Altrettanto ovvio che, trattandosi di una beta, le performance potrebbero essere inferiori a quelle di una versione definitiva. C'è però da tenere in considerazione che il gioco, per la sua natura, include una valanga di effetti e di variabili fisiche influenzate in tempo reale da quello che 128 giocatori fanno nella mappa di gioco. Di conseguenza Battlefield 2042 potrebbe diventare uno dei nuovi benchmark di riferimento per i test di PC e componenti hardware.

In conclusione, nonostante i problemi riscontrati da molti giocatori in questa prima fase della beta (la seconda si apre domani, 8 ottobre), Battlefield 2042 ha tantissimo potenziale. Risolti i problemi legati alla gestione del motore fisico, e sistemando quelli che possono essere altri problemi legati sempre al comparto tecnico, il nuovo sparatutto di EA ha tutte le carte per diventare il nuovo punto di riferimento degli appassionati di sparatutto online. C'è forse chi si lamenterà per il fatto che si debba acquistare a prezzo pieno un gioco che non offre campagna e che è incentrato unicamente su mappe online, ma se questo significa supporto continuo da parte del team di sviluppo e contenuti di gioco inediti in continuo arrivo, non ci sentiamo assolutamente di lamentarcene. Dalle 9 di mattina dell'8 ottobre tutti potranno comunque provare la prima mappa di gioco di Battlefield 2042 su tutte le piattaforme compatibili.

Il PC su cui effettuiamo i test

Anteprima Battlefield 2042 - Screenshot

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