Biomutant è sviluppato da circa 20 persone, ma sarà molto ambizioso

Biomutant è sviluppato da circa 20 persone, ma sarà molto ambizioso
Federica Papagni
Federica Papagni

Per anni gli appassionati si erano interrogati sul destino di Biomutant, su quando avrebbero potuto iniziare a prepararsi in previsione del suo rilascio e, come già sappiamo, questa attesa è finalmente terminata. Il titolo sviluppato da Experiment 101 sarà lanciato il prossimo 25 maggio, e ora grazie a Stefan Ljungqvist, colui che tiene le redini della software house, è stato possibile per noi tutti apprendere che cosa ha provocato un così importante prolungamento dei tempi.

Intervistato dai microfoni di IGN USA, Stefan Ljungqvist ha spiegato che il titolo è stato un grande progetto per lui e il suo team, soprattutto se consideriamo che quest'ultimo è composto da sole venti persone. Se da un lato questo numero esiguo può avere i suoi vantaggi, dall'altro però bisogna anche considerare le restrizioni che comporta: buona parte dell'ultimo anno di sviluppo del gioco è stato occupato dalla risoluzione dei vari bug, ma il piccolo numero ha reso fisicamente difficile, e quindi giù lungo, tale processo.

Per questo motivo gli sviluppatori hanno preso tutto il tempo necessario per approntare eventuali modifiche e limare il gioco, visto che la loro intenzione era quella di offrire al grande pubblico un gioco quanto più perfetto possibile, con magari qualche bug minore qui e lì, ma per lo meno privo di enormi anomalie che andrebbero poi a ledere l'esperienza di gioco.

A tale importante processo bisogna aggiungere una parentesi che interessa la sceneggiatura in sé del gioco, che ha conosciuto un corposo ampliamento. Infatti, se nel 2019 contava più di 80.000 parole, alla fine della canzone queste sono quasi triplicate arrivando a più o meno 250.000, inserite in varie parti del titolo. Ciò ha quindi richiesto un ulteriore lavoro di sviluppo in quanto le novità dovevano essere integrate a quanto già prodotto.

Ultimo dato evidenziato nell'intervista e che può essere inserito tra le motivazioni riguarda il ritmo di lavoro sostenuto dal team. Punto cruciale dell'approccio adoperato mirava a evitare il cruch, quel periodo di lavoro infernale che sopraggiunge in procinto del rilascio di un gioco, il cui risultato negativo sarebbe stato distruttivo sia per il personale che per lo studio in generale. Ljungqvist a proposito ha dichiarato:

"Siamo 20 persone e non possiamo permetterci che [lo staff] lasci lo studio o venga distrutto durante lo sviluppo. Sarebbe devastante."

Perciò, nonostante le limitazioni e il desiderio di perfezione, Biomutant ha ora una data di uscita e arriverà così ufficialmente su PC, PS4 e Xbox One. Inoltre, alla fine di questa lunga chiacchierata è stato anche affrontato l'argomento console di nuova generazione. Alla domanda "Sarai in grado di riprodurlo su PS5 e Xbox Series X", Ljungqvist ha risposto:

"Decisamente. Vedremo andando avanti cosa accadrà, ma sarà sicuramente possibile riprodurlo su quelle console ".

Via: IGN

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