È il day-one di Call of Duty: Black Ops Cold War, la nostra prova del multiplayer giocato su PS5

Lorenzo Delli

Ieri sera, grazie ad Activision Italia, abbiamo messo le mani in anteprima su Call of Duty: Black Ops Cold War, il nuovo capitolo della celebre saga sparatutto online che si affaccia per la prima volta anche sulle console next-gen. Ed è proprio su una delle due nuove console, PlayStation 5, che abbiamo avuto modo di provarlo.

Per celebrare il lancio, la divisione italiana del celebre publisher ha avuto l’ottima idea di organizzare un torneo online che coinvolgesse alcuni dei più noti streamer della scena italiana (GaBBoDSQUARED, Velox, Kurolily, ZanoXVII, Blur), VIP (Rovazzi, Jake la Furia, Salvatore Esposito, Emis Killa), giornalisti e anche vari calciatori del campionato nostrano (Zappacosta, Nainggolan, Immobile).

Un’ottima occasione insomma per testare con mano il comparto multigiocatore del nuovo capitolo, quello che da sempre attira la stragrande maggioranza degli acquirenti di CoD. E le impressioni, dopo quasi 5 ore di torneo, sono davvero ottime.

La competizione si è svolta utilizzando due modalità di gioco: Controllo e Scorta VIP. La prima è una sorta di Dominio con zone calde che ciclano continuamente, obbligando le squadre a serrare i ranghi e a difendere zone calde un po’ da tutti i fronti per una manciata di secondi. C’è più strategia di quanto si pensi, visto che mentre si difende una zona sulla mappa viene anche indicata quella che sarà la zona successiva da difendere, portando i team a reagire in modi diversi a seconda della loro coordinazione.

L’altra, Scorta VIP, è una modalità molto più rapida, come dinamiche per certi versi quasi più in linea con Rainbow Six: Siege. Un membro casuale della squadra viene designato VIP. Quest’ultimo avrà a disposizione un giubbotto antiproiettile, una pistola, un coltello e la possibilità di chiamare il buon vecchio UAV (aereo spia in questo caso) per scovare i nemici. L’obiettivo è scortare il VIP in una delle due zone designate per l’estrazione. Ovviamente la squadra avversaria farà di tutto per fermarlo. Non ci sono rientri, ma non si uccide sul colpo: c’è una fase intermedia in cui un compagno può esporsi per rimetterci in piedi. Che si vinca o che si perda, c’è poi l’inversione delle parti, finché una delle due squadre non vince dopo aver accumulato un certo vantaggio.

Il povero Rovazzi viene crivellato di colpi da GaBBo.

Per mettere sullo stesso piano tutte le squadre coinvolte, Activision ci aveva anche sbloccato l’arsenale completo, comprensivo di tutti i perks, armi e relativi potenziamenti. In questo modo siamo riusciti anche a dare un’occhiata a quelle che sono le build finali del gioco. Oltre ai classici perks, che permettono di sbloccare abilità situazionali come il muoversi silenziosamente o la resistenza a granate stordenti e gas, tornano anche le Wildcards, già viste nella serie Black Ops. Si tratta sostanzialmente di bonus aggiuntivi, come Pistolero, che permette di montare tutte le modifiche possibili e immaginabili sulle armi in utilizzo. Nella nostra squadra abbiamo basato tutte le build proprio su questa wildcard, realizzando armi quanto più stabili possibili.

Per quanto riguarda le mappe, se avete giocato la beta aperta o chiusa del nuovo CoD potreste già avere un’idea di quello che vi aspetta. Le abbiamo trovate sufficientemente divertenti, con tante situazioni che richiedono appunto gioco di squadra e coordinamento in chat vocale e verticalità più o meno spiccate. Alcune probabilmente le odierete, come in ogni sparatutto online che si rispetti, ma sembrano in ogni caso studiate a tavolino proprio per offrire battaglie spettacolari quasi in ogni loro angolo. Si basano in buona parte sullo stile classico delle mappe di CoD, con punti di respawn circolari, zone di agguato e altre situazioni che, in certi casi, richiamano anche le mappe più famose della serie.

Ma la cosa che forse ci ha più sorpreso, in positivo ovviamente, sono state le prestazioni del gioco su PlayStation 5. Dobbiamo ammettere però di aver tribolato non poco per il download del gioco. Come promesso da mesi, il nuovo CoD è uno dei primi a sfruttare l’installazione a moduli. Volete giocare solo la campagna? Scaricate i moduli della campagna e giocate. Volete solo Warzone? Lo scaricate da solo. Vi piace il multiplayer, o magari preferite la modalità zombie? Scaricate quelle. Volete provare tutto? Scaricate circa 200 GB (Activision, what are you doing, Activision… STAPH!), e successivamente rimuovete manualmente i moduli relativi alle modalità che non vi interessano. Una funzionalità senza dubbio molto comoda, vista la quantità stringata di memoria a disposizione delle console next-gen. Ma in ogni caso scaricare 200 GB di dati non è proprio il massimo. E se non fate attenzione (come noi, sigh), vi ritrovate a scaricarne 300 di GB. Si può infatti scaricare sia la versione PS4 che PS5 (se avete acquistato il pacchetto cross-gen).

Tornando a noi, Call of Duty Black Ops Cold War gira su PS5 in 4K a 60 fps con Ray Tracing attivo. Tanta, tanta roba! E il Ray Tracing si vede da cose molto semplici come anche il riflesso del sole sulle armi. Ci sono mappe, come quella di Miami piena di neon e luci molto anni ’80, che sono realizzate ad-hoc per sottolineare le capacità grafiche del titolo. Altrimenti, se non ve ne fregasse più di tanto degli effetti grafici aggiuntivi, si può optare anche per la modalità a 120 fps, sempre che abbiate a disposizione un televisore con HDMI 2.1 a 120 Hz.

Non sono solo le novità grafiche ad averci sorpreso in positivo. Sono soprattutto le prestazioni del DualSense ad averci stupito. I pulsanti dorsali adattivi sono incredibili. Ogni arma ha un feedback diverso, proponendo resistenze alla pressione diverse a seconda dell’arma. Sparare con il fucile a pompa diventa particolarmente difficile, visto che si deve imprimere una forza molto maggiore rispetto a fucili automatici o mitraglie leggere. E si deve imprimere forza anche per entrare nella modalità mira! Anche il feedback aptico è incredibile. Una vibrazione continua ci avverte della presenza di elicotteri, amici e nemici, anche per suggerirci (in caso di nemici) di metterci al riparo quanto prima. Il torneo è stata anche un’ulteriore prova per sperimentare l’ergonomia delle nuove linee del controller PlayStation: promosso a pieni voti anche in questo caso!

La recensione vera e propria arriverà nelle prossime settimane, quando avremo avuto modo di provare il gioco anche su altre piattaforme. Nel frattempo se voleste recuperare il torneo di ieri sera, vedendo appunto all’opera il multiplayer di Call of Duty: Black Ops Cold War, eccovi serviti con il link giusto.