Core, la piattaforma di Manticore Games, mira a rendere social lo sviluppo di videogiochi

Giovanni Bortolan

I più avvezzi ricorderanno la promessa di Manticore Games di portare alla luce una nuova realtà di gioco, basata su quella amata dai creatori, Frederic Descamps e Jordan Maynard. Una delle peculiarità principali della loro visione era quella di riuscire a rispondere in maniera rapida alle richieste della community e dei modder. Per fare ciò, nel corso degli anni hanno sviluppato Core, un servizio ora in alpha chiusa, che funge sia da marketplace che da strumento di creazione di videogiochi.

Core, nato per essere utilizzato in maniera gratuita, si divide essenzialmente in due parti: la prima è dedicata ai creator, e consiste in un ambiente di sviluppo basato sul motore Unreal Engine, pensato per essere rapido e semplice da utilizzare (Maynard stesso ha dimostrato come sia possibile imbastire un rudimentale FPS in prima persona in pochi minuti). La seconda è dedicata ovviamente ai giocatori, che potranno sfruttare i progetti della comunità in maniera dinamica. Malgrado essi non possano caricare i propri modelli 3D, avranno comunque accesso ad un enorme libreria pre-esistente e potranno modificare a proprio piacimento i modelli esistenti.

Ovviamente stiamo parlando di un servizio che è ancora molto distante dall’essere completo, così come non il primo di questo tipo, ma ci sono anche alcuni aspetti unici del servizio, tra cui un avatar personalizzato che si sposta da un gioco all’altro, con la possibilità di collegarsi alle creazioni di altre persone tramite dei portali appositi.

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Uno dei problemi che il servizio deve affrontare è senza dubbio quello della moderazione. Come sappiamo molto bene lasciare agli utenti la possibilità interagire con gli asset disponibili porta, inevitabilmente, a numerosi utilizzi impropri (per essere un pò più diretti: gioco che vai, maniera di creare un richiamo fallico che trovi). Sebbene i contenuti non vengano moderati prima di essere pubblicati, Descamps afferma che Core avrà termini di servizio molto chiari che delineano esattamente ciò che è proibito. Successivamente, il servizio farà affidamento sia sulla moderazione interna che sui rapporti della community per eliminare giochi e contenuti inappropriati. “Siamo pronti per questo”, dice.

Fonte: The Verge