Death Stranding: su PC il 4K a 60fps non è più un miraggio, anche grazie al DLSS2.0 (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Death Stranding PC

A distanza di mesi dal suo arrivo su PlayStation 4, Death Stranding è uno di quei giochi che fa ancora discutere. Un titolo, quello di Kojima-san, che mai come prima è riuscito a dividere critica e pubblico. Il perché abbiamo cercato di spiegarvelo nella nostra lunghissima recensione della versione dedicata alla console di Sony.

E potremmo continuare a discuterne per ore, anche solo per corroborare il voto che demmo al gioco a novembre, un nove pieno, comunque a sua volta corroborato dalle tante altre recensioni della stampa specializzata e non che vennero pubblicate all’epoca. Oggi invece preferiamo concentrarci sulla qualità del port PC del gioco, in arrivo su Steam e su Epic Games Store a distanza di pochissimi mesi dall’uscita su PS4.

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Le malelingue sostengono che questo port arriva per sanare i conti di Sony e Kojima Productions. Noi lo vediamo come un modo per far provare questa particolare esperienza di gioco a quanta più utenza possibile, e il modo migliore era proprio proporlo su PC grazie anche alla collaborazione con 505 Games. Per l’occasione, Kojima Productions non si è limitata a proporre un’edizione standard del gioco. Ci sono tutta una serie di migliorie per far sì che Death Stranding possa essere goduto a frame rate ben sopra i 60 fps e su schermi ultra-wide, aggiungendo anche qualche extra e miglioramenti di vario genere.

In ogni caso, non pensiate che serva un hardware costosissimo per giocare decentemente a Death Stranding. Per riprodurlo in full HD a 30 fps, più o meno come su una PlayStation 4, è sufficiente una GeForce GTX 1050 Ti o una Radeon RX570. Per spingersi a 60 fps bastano una GTX 1060 o una Radeon RX590. Nel nostro caso lo abbiamo provato su due macchine ASUS, un portatile G752VSK dotato di Intel i7-7700HQ e di una scheda video GTX 1070 con 6 GB di memoria dedicata, ed un ASUS GS30 fisso dotato di processore Intel i7-8700 e scheda RTX 2080 con 8 GB di memoria dedicata. Il primo test ci è servito a capire come si presenta il gioco su schede video della scorsa generazione, valutandone ovviamente le performance. Con dettagli al massimo e risoluzione full HD, il portatile con la GTX 1070 si mantiene granitico sui 60 fps in praticamente ogni condizione. Che ci sia cronopioggia, CA aggressive o veicoli da guida, il gioco non vacilla praticamente mai. Ci si può spingere anche verso i 2K, ma ovviamente il frame rate ne risente. L’unica a quel punto è giocarsela con le impostazioni grafiche sacrificando qualche effetto aggiuntivo.

Sull’ASUS GS30 con RTX 2080 ovviamente è tutta un’altra storia. Se passate a risoluzione 2K il gioco supera tranquillamente i 100 fps. In 4K bisogna decidere se sfruttare o meno una funzionalità studiata in collaborazione con NVIDIA. Viene infatti offerta la possibilità di utilizzare la tecnologia DLSS (Deep Learning Super Sampling), utilizzabile solo con le schede RTX NVIDIA, che permette in sostanza di giocare in 4K ad un frame rate ben più alto del previsto. Cerchiamo di spiegarci. DLSS sfrutta l’intelligenza artificiale: in sostanza una rete neurale, le fondamenta di una AI classica, viene addestrata utilizzando decine di migliaia di immagini ad altissima risoluzione. Grazie a questo “addestramento”, la rete neurale può basarsi su immagini a bassa risoluzione per ricostruirne di nuove ad altissima risoluzione (in 4K) andando di fatto a stressare meno la scheda video e migliorando allo stesso tempo le performance. E le differenze, in fatto di performance, si vedono eccome!

Senza DLSS, sulla RTX 2080 il gioco in 4K viene riprodotto a circa 55 frame al secondo (dettagli sempre al massimo, ovviamente). In certi casi, come ad esempio durante la comparsa delle CA (e della loro relativa animazione di “combattimento”) il frame rate cala di 5/6 punti. Niente di trascendentale, considerato che su PS4 Pro ci si giocava a 30 fps. Attivando il DLSS però la situazione migliora, e neanche di poco. Sempre con dettagli al massimo e in 4K, con DLSS attivo si superano i 70 fps, anche 80 al chiuso (ovvero in pochissimi frangenti). Il gioco non risente nemmeno di eventi specifici come la guida di veicoli, le CA, la cronopioggia o simili. E tutto ciò utilizzando la modalità Dettaglio della tecnologia DLSS. C’è anche la modalità Performance, che diminuisce appunto la qualità migliorando ulteriormente il frame rate. In ogni caso il bello delle versioni PC dei giochi consiste anche nello sperimentare con le impostazioni video.

A proposito degli extra, che stranamente coinvolgono sia la versione Steam che quella Epic Games, in Death Stranding per PC assistiamo ad un vero e proprio cross-over con Half-Life. Ci saranno sei missioni extra ad accogliervi, pensate appositamente per la versione PC, che vi premieranno con oggetti esclusivi provenienti proprio dagli universi di casa Valve. Le missioni cominceranno con una strana email caratterizzata dal simbolo lambda e inviata da Benjamin H.. Le missioni, molto semplicemente, vi chiederanno di recuperare una serie di misteriosi cubi sparsi per il mondo di gioco. Al termine scopriremo il mandante di queste missioni. Ovviamente non vi diremo chi è!

La versione PC vanta tra l’altro anche la meravigliosa Photo Mode. La modalità è attivabile in qualsiasi momento (anche le cut-scene, senza possibilità però di muovere la telecamera). Nei frangenti classici di gioco potrete aggiustarvi la telecamera a piacimento, cambiare espressione a Sam o al Bridge Baby, persino cambiare la posa e altri dettagli. Con un minimo sforzo riuscirete a tirare fuori degli scatti davvero niente male. È però usando la modalità foto che ci siamo accorti che in certi casi le texture di alcuni elementi del terreno non sono sempre così curate. In generale la resa del mondo di gioco è perfetta, nonostante si tratti di una versione degli Stati Uniti spoglia e quasi priva di vita. Impeccabili invece i modelli dei personaggi principali, di nemici, veicoli e edifici principali. Qualche problemino si registra anche nella resa dell’acqua, ma solo se la telecamera non la inquadra direttamente. Da certe angolazioni infatti la resa è un po’ peggiore. Prima di arrivare a conclusione segnaliamo che la versione PC include la colonna sonora digitale espansa di Ludvig Forssell, comprensiva di 10 tracce bonus mai rilasciate prima (e proprio la OST è uno dei punti di forza del gioco), il libro digitale “Selections From ‘The Art of DEATH STRANDING’” ed una serie di equipaggiamenti speciali per Sam.

9.0

Giudizio Finale

Il port di Death Stranding per PC non è stato fatto in fretta e furia per cercare di monetizzare su una nuova piattaforma. Si vede che la trasposizione dedicata a Steam e Epic Games Store era già nei piani di Kojima Productions, e probabilmente non è nemmeno un caso che tra meno di un mese su PC arrivi Horizon Zero Dawn spinto sempre dal Decima Engine, il motore grafico utilizzato anche per Death Stranding. La versione PC del particolare gioco di Kojima gira senza intoppi, e con schede video RTX può contare sulla tecnologia DLSS che non fa altro che migliorare le prestazioni generali, rendendo il tutto ancora più godibile. Come se non bastasse ci sono contenuti extra (le missioni cross-over con gli universi Valve), l’OST estesa e un libro digitale. Il prezzo è quello dei tripla A nuovi di zecca ma, almeno in questo caso, pensiamo che sia ampiamente giustificato. Sta a voi poi capire se la particolare esperienza di Death Stranding può fare per voi o meno. Ah, per i fan più sfegatati c’è anche una bellissima edizione steelbook che trovate su Amazon a 10€ in più. Trovate il link per l’acquisto qui di seguito!


Trailer di lancio

Recensione Death Stranding PC – Screenshot

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